uN non sò che, ch io non sò ben, se rio nominar debbio, o pur honesto, e buono e sè timor d infamia, o se disio di gloria il fa, non meno in dubbio sono
extima alcun che di quel vase uscio chall incauto Epimetheo fu mal dono e fra le pesti lo racconta e mali che turban la quiete de mortali,
Questo o rispetto, o debito che sia, ch io non sò apunto ritrovargli il nome dal voler proprio spesso l huom devia e al voler d altri il tira per le chiome
servo lo fa che libero seria, et io non sò bene explicarvi come, ch in tanti casi in tanti varii modi avinge l huom d inextricabil nodi,
In voi porrò donne l exempio prima che vi guastate mille bei piaceri che se di questo non facesse stima, come non fanno molte havreste intieri,
se fate bene o male altri l exprima vi sò ben dir, che appresso l Indi neri le donne che non han tanti rispetti, vivon piu liete in lor communi letti
Questa, che forse seria meglio detta opinion, che debito, o virtute per minima cagion fa, che negletta hà l huom sovente la propria salute
affinitade, et amicitia stretta hà violate, e in poco conto havute et a servigio e soldo de tyranni hà fatto a cari amici oltraggi e danni,
Lascio li antiqui exempli di soldati di Cesar, di Pompeo, d Antonio, e Bruto ch a lor patria, a lor sangue erano ingrati dando a lor capi in le mal opre aiuto
quanti n havete o gloriosi nati d Hercole invitto, a questi dì veduto che vi son stati, e son di cor amici e ne li effetti poi come nemici,
L essere o con Vinegia, o col Pastore, o con altra potentia a voi nemica par lor, per questo universale errore ch oblighi piu, che l amicitia antica
di farvi danno a tutti scoppia il core, e pur lo fanno, ovunque lor lo dica questo, che far il debito vien detto che non si lascia inanzi altro rispetto,
Ma voi chavete cognition del strano stilo ch al mondo o ben o mal che s usi ben chavea il luoco il cardinal Thoscano che usar mal seppe quel de li Alidusi
ne lui perhò ne il suo fratel Giugliano da l amicitia vostra havete exclusi li dui rampolli del ben nato lauro che fe mentre fu verde, il secul d auro
Se fu il Duca d Urbino ubidiente al Zio nel guerreggiarvi, non gli tolle che del mal vostro, come buon parente non habbia havuto il cor di pietá molle
ne voi manco l amate, onde sovente con quelle maggior laudi che s extolle huom di valor, vi sento l opre belle de suoi verdi anni alzar fin alle stelle
Io potrei ricordare altri infiniti che son stati e anchor sono amici vostri ben che per tai rispetti habbian seguiti a nostri danni li aversarii nostri
discorrendo vi vò per questi riti acciò che di Ruggiero vi dimostri ch esser può che Rinaldo honori et ami e che a battaglia tutta volta il chiami,
Poi che tra lor feriti hebbeno i patti che i Re fer prima e i cavallier poi e giuramenti e cerimonie et atti ciascun secondo i modi e riti suoi
fu dato il segno di venire a fatti e quinci e quindi i gloriosi Heroi con lungo passo e maestrevol giro a far le piastre risuonar, veniro,
Hora inanzi col calce, hor col martello accennan quando al capo e quando al piede con tal destrezza e con modo sì snello ch ogni credenza il raccontarlo excede
Ruggier che combattea contra il fratello di quella, che gli ha tolto e gli possiede il cor e l alma, havea tanto riguardo che stimato ne fu manco gagliardo
Era a parar piu che a ferir intento e non sapea egli stesso il suo desire spenger Rinaldo saria mal contento ne vorria volentier egli morire
ragion non vede o fortuito evento che de dui casi non debbia un seguire et è tra sè sì incerto e d error pieno ch eleggere non sapria che voler meno,
Rinaldo che non hà simil pensiero e in tutti i modi alla vittoria aspira menando l Azza dispettoso e fiero quando alle braccia, e quando ad altro mira
volteggiando con l hasta il buon Ruggiero ribatte il colpo, e quinci e quindi gira e se percuote pur disegna luoco dove possa a Rinaldo nuocer poco,
Alla piu parte de signor pagani parea che disugual fusse la zuffa che Ruggier pigro era a menar le mani e che Rinaldo lui sì ben rabuffa
smarrito in faccia il re de li Aphricani mira l assalto, e ne suspira e sbuffa et accusa Sobrin, da cui procede tutto l error ch el mal consiglio diede,
Melissa in questo tempo che era fonte di quanto sappia incantatore o mago havea cangiata la feminil fronte e del gran re d Algier presa l imago
sembrava al viso e ai gesti Rodomonte e parea armata di pelle di drago e tale il scudo, e tal la spada al fianco havea, qual usava egli, e nulla manco,
Nanzi Agramante e nanzi al Re Marsiglio spinge il demonio in forma di cavallo e con gran voce e con turbato ciglio disse signor questo è pur troppo fallo
ch un giovene inexperto a far periglio contra un sì forte e si famoso Gallo habbiate eletto, e in cosa di tal sorte chel regno e l honor d Aphrica ne importe
Non si lassi seguir questa battaglia che ne sarebbe in troppo detrimento su Rodomonte sia, ne ve ne caglia, l haver il patto rotto e il giuramento
dimostri ognun come sua spada taglia inanzi inanzi ognun diamo lor drento puote questo parlar sì in Agramante che senza piu pensar si cacciò inante
Il ritrovarsi appresso il Re d Algieri fece che si curò poco del patto e non havria di mille cavallieri giunti in suo aiuto, sì gran stima fatto
per ciò lancie abbassar spronar destrieri di qua e di là veduto fu in un tratto Melissa, poi che con sue finte larve la battaglia attaccò, subito sparve,
Li dui campion che videro turbarsi contra ogni accordo contra ogni promessa fuor de la turba subito ritrarsi havendosi ogni ingiuria già rimessa
e datosi la fe non impacciarsi ne qua ne là, fin che la colpa expressa non fusse lor, che rotto il patto inante havesse o il Re di Francia o il Re Agramante
E replicar con nuovi giuramenti d esser nemici a chi mancò di fede sozopra se ne van tutte le genti chi nanzi e chi ritorna a dietro il piede
chi sia fra i vili, e chi tra i piu valenti in un atto medesimo si vede son tutti parimente al correr presti ma quei corrono inanzi, e in drieto questi,
Qual levorer che disboscata fera correre intorno et aggirar si mira ne può con li compagni andar in schiera ch el cacciator lo tien con sdegno et ira
si corruccia, s afflige, e si dispera sgiatisce indarno, e se dibatte e tira tutto quel giorno in tal modo in tal guisa stè Bradamante e l inclyta Marphisa,
S haveano inanzi sin allhor vedute le genti saracine in sì bel piano e che fusser dal patto ritenute di non poter in esse poner mano
ramaricate serano e dolute e n havean molto suspirato invano hor che i patti e le tregue vider rotte liete saltaro in l Aphricane frotte
Marphisa cacciò l hasta per il petto al primo che scontrò due braccia a dietro poi trasse l brando, e in men che non l hò detto spezzo quattro elmi che sembrar di vetro
Bradamante non fe minor effetto con l hasta d or, ma con diverso metro tutti quei che toccò per terra mise che fur duotanti, ma nessuno uccise,
Questo sì presso l una al altra fero che testimonie se ne fur tra loro poi si scostaro, et a ferir si diero dove le trasse l ira il popul Moro
chi potrà conto haver d ogni guerriero che a terra mandi quella lancia d oro? o d ogni testa che tronca e divisa sia dala horribil spada di Marphisa?
Come al spirar de piu benigni venti quando Apennin scopre l herbose spalle movonsi a par dui turbidi torrenti che nel cader fan poi diverso calle
svellono i sassi e li arbori eminenti da l alte ripe, e portan ne la valle le biade e i campi, e come a gara fanno a chi far può nel suo camin piu danno,
Cosí le due magnanime guerriere scorrendo il campo per diversa strada fanno gran strage in l Aphricane schiere l una con l hasta, e l altra con la spada
tiene Agramante a pena alle bandiere la gente sua, che in fuga non ne vada in van dimanda in van volge la fronte ne può saper che sia di Rodomonte,
A suasion di lui rotto havea il patto (cosí credea) che fu solennemente li dei chiamando in testimonio, fatto poi s era dileguato sì repente
ne Sobrin vede anchor, Sobrin ritratto s era in la terra, e dettosi innocente di quel pergiuro, di che aspra vendetta sopra Agramante il dì medesmo aspetta
Marsiglio anchor fuggito era in la terra sí la religion gli preme al core per ciò male Agramante il passo serra a quei che mena Carlo imperatore
d Italia di Lamagna et Inghilterra che tutte sono genti di valore et hanno i paladin sparsi tra loro come le gemme in un riccamo d oro
Et con li paladini alcun perfetto quanto esser possa al mondo cavalliero Guidon selvaggio l intrepido petto i dui famosi figli d Oliviero
io non voglio ridir ch io l hò già detto di quel par di donzelle ardito e fiero questi occidean di genti saracine tanto che non v è numero ne fine,
Ma differendo questa pugna alquanto io vuò passar senza naviglio il mare non hò con quei di Francia da far tanto ch io non mi debbia Astolfo ricordare
la gratia che li diè l Apostol santo io v hò già detto, e detto haver mi pare ch el re Branzardo, e il re de l Algazera per irli incontra armasse ogni sua schiera,
Furon di quei che haver si puote infretta le schiere di tutta Aphrica raccolte così d inferma etá come perfetta quasi che anchor le femine fur tolte
Agramante ostinato alla vendetta havea già vuota l Aphrica due volte poche genti rimase erano, e quelle exercito facean timido, e imbelle
Ben lo mostrar che li nemici a pena vider lontan, che se n andaron rotti Astolfo come pecore li mena dinanzi ai suoi di guerreggiar piu dotti
e fe restarne la campagna piena pochi a Biserta se ne son ridotti prigion rimase Bucifar gagliardo salvossi ne la terra il Re Branzardo
Via piu dolente sol di Bucifaro che se tutto perduto havesse il resto Biserta è grande, e farle gran riparo bisogna, e senza lui mal puó far questo
poterlo riscattar molto havria caro mentre vi pensa, e ne stà afflitto e mesto gli vien in mente come tien prigione, già molti mesi il paladin Dudone,
Lo prese sotto a Monacho in rivera il Re di Sarza nel primo passaggio da indi in qua prigion sempre stato era Dudon, che del Danese fu lignaggio
mutar costui col Re de l Algazera pensò Branzardo, e ne mandó messaggio al Capitan de Nubi, perche intese per vera spia ch egli era Astolfo inglese,
Essendo Astolfo paladin, comprende che haver dè caro un paladin disciorre il gentil Duca come il caso intende col Re Branzardo in un voler concorre
liberato Dudon gratie ne rende al Duca, e seco si mette a disporre le cose che appartengono alla guerra così quelle da mar come da terra,
Havendo Astolfo exercito infinito da non gli far sette Aphriche difesa e ramentando come fu ammonito dal santo Vecchio che gli dié l impresa
di tor Provenza, e d Acquamorta il lito di man di saracin che l havean presa d una gran turba fece nuova eletta quella che al mar gli parve manco inetta
Et havendosi piene ambe le palme quanto potean capir, di varie fronde di cedri, e lauri, e myrti, olive e palme venne sul mare e quelle sparse in l onde
o felici e dal ciel ben dilette alme gratia che Dio raro a mortali infonde o stupendo miracolo che nacque di quelle frondi, come furo in l acque,
Crebbero in quantità fuor d ogni stima se feron curve e grosse e lunghe e gravi le vene ch attraverso haveano prima mutaro in dure spranghe, e grossi travi
e rimanendo acute in ver la cima tutte in un tratto diventaro navi di differenti qualitadi e tante quante raccolte fur da varie piante,
Miracol fu veder le fronde sparte produr fuste, galee, navi da gabbia fu miracol anchor che vele e sarte e remi havean quanto alcun legno n habbia
non mancò al Duca poi, chi havesse l arte di governarsi alla ventosa rabbia che di Sardi e di Corsi non remoti nocchier, padron, pennesi hebbe, e piloti
Quelli che intraro in mar contati furo ventiseimila, e gente d ogni sorte Dudon andò per capitano loro cavallier saggio, e in terra, e in acqua forte
stava l armata anchora al lito Moro miglior vento aspettando che l aporte quando un naviglio sorse a quella riva che di presi guerrier carco veniva,
Portava quei che al periglioso ponte dove alle giostre il campo era sì stretto pigliato havea l audace Rodomonte come piu volte v hò di sopra detto
il cognato tra questi era del Conte col fedel Brandimarte, e Sansonetto et altri anchor che dir non mi bisogna d Alemagna, e d Italia, e di Guascogna,
Quivi il nocchier che anchor non s era accorto de li inimici, intrò con la galea lasciando molte miglia a dietro il porto d Algier, dove calar prima volea
per un vento gagliardo ch era sorto e spinto oltra il dever la poppa havea venir tra suoi credette, e in luoco fido come vien Progne al suo loquace nido,
Ma come poi l Imperial augello i Gigli d oro, e i Pardi vide appresso restò pallido in faccia, come quello ch el piede incauto d improviso hà messo
sopra il serpente venenoso e fello dal pigro sonno in mezo l herbe oppresso che spaventato e smorto si ritira fuggendo quel ch è pien di tosco e d ira,
Quindi fuggir non puote giá il nocchiero ne tener seppe i prigion suoi di piatto con Brandimarte fu con Oliviero con Sansonetto, e con molt altri tratto
dove il bon Duca, e il bon figliol d Ugiero poi che lieta accoglienza hebbeno fatto alloro amici, lui che li condusse vollon che condennato al remo fusse
Com io vi dico dal figliuol d Othone li cavallier christian furon ben visti e di mensa honorati al padiglione d arme, e di ciò che bisognò provisti
per amor d essi differì Dudone l andata sua, che non minori acquisti con costor ragionando far si stima che se fusse ito uno o dui giorni prima
In che stato, in che termine, si trove la Francia, e Carlo, instruttion vera hebbe et informossi, navigando, dove per far miglior effetto, calar debbe
mentre da lor viene intendendo nuove s udì un rumor che tuttavia piu crebbe e un dar all arme ne seguì sì fiero che fece a tutti far piu d un pensiero,
Il duca Astolfo, e la compagna bella che ragionando insieme si trovaro in un momento armati furo, e in sella, e verso il maggior grido infretta andaro
di qua e di là cercando haver novella di quel alto rumore, e capitaro, dove videro un huom tanto feroce, che nudo, e solo, a tutto il campo nuoce,
Menava un suo baston di legno involta che era sì duro sì grave, e sì fermo che declinando quel, facea ogni volta cader in terra un huom peggio che infermo
già a piu di cento havea la vita tolta ne piu se gli facea riparo o schermo se non tirando di lontan saette d appresso non è alcun già che l aspette
Dudone, Astolfo, Brandimarte, essendo corsi infretta al rumore, et Oliviero de la gran forza e del valor stupendo stavan maravigliosi di quel fiero
quando venir s un palafren correndo videro una Donzella in vestir nero che corse a Brandimarte, e salutollo e gli alzò a un tempo ambe le braccia al collo
Questa era Fiordiligi, che sì acceso havea d amor per Brandimarte il core che quando al stretto ponte il lasciò preso vicina ad impazzar fu di dolore
passato havea di là dal mare, inteso havendo dal Pagan che ne fu authore che mandato con molti cavallieri era prigion ne la città d Algieri
Quando fu per passare, havea a Marsiglia una nave trovata di Levante ove era un cavallier de la famiglia del Re di Damogir Re Monodante
ch era venuto un gran numer di miglia quando per mar quando per terra errante cercando Brandimarte, che tra via udito havea ch in Francia troveria
Et ella connosciuto che Bardino era costui, Bardino che rapito al padre Brandimarte piccolino et a Rocca Silvana havea notrito
e intesone la causa del camino seco fatto lh avea scioglier dal lito havendogli narrato in che maniera Brandimarte passato in Aphrica era
Tosto che furo a terra udir le nuove ch assediata d Astolfo era Biserta che seco Brandimarte si ritrove udito havean, ma non per cosa certa
hor Fiordiligi in tal fretta si muove come lo vede, che ben mostra aperta quella allegrazza ch i precessi guai le fenno la maggior chavesse mai
El gentil cavallier non men giocondo di veder la diletta e fida moglie chamava piu di cosa altra del mondo l abbraccia e bacia e dolcemente accoglie
ne per satiar al primo n al secondo n al terzo bacio era l accese voglie se non ch alzando li occhi hebbe veduto Bardin che con la donna era venuto
Porse le mane et abbracciar lo volle e insieme dimandar perche venia ma di poterlo far tempo gli tolle il campo ch in disordine fuggia
dinanzi a quel baston ch el nudo folle menava intorno, e gli facea dar via Fiordiligi mirò quel nudo in fronte e gridò a Brandimarte eccovi il Conte
Astolfo tutto a un tempo ch era quivi che questo Orlando fusse hebbe palese per alcun segni che da i vecchi divi su nel terrestre Paradiso intese
altrimente restavan tutti privi di notitia di lui che tanto offese Orlando il disprezzarsi, e l esser stolto che piu di fera havea, che d homo il volto,
Astolfo per pietà che gli traffisse el petto, e il cor, si volse lachrymando et a Dudon (che gli era appresso) disse et indi ad Olivier, eccovi Orlando
e quelli li occhi e le palpebre fisse tenendo in lui l andar raffigurando e il ritrovarlo in tal calamitade li empì di maraviglia e di pietade,
Piangean quelli signor per la piu parte sì lor ne dolse, e lor n encrebbe tanto tempo è (lor disse Astolfo) trovar arte di risanarlo, e non da farli il pianto
e saltò a piedi e così Brandimarte Sansonetto, Oliviero, e Dudon santo e s aventaro al nipote di Carlo tutti in un tempo, che volean pigliarlo,
Orlando che si vide fare il cerchio menò il baston da disperato e folle et a Dudon che si facea coperchio del scudo al capo, e ch intrar sotto volle
fe sentir ch era grave di soperchio e fè non ch Olivier col brando tolle parte dil colpo, havria il baston ingiusto rottogli il scudo, l elmo, il capo, e il busto
Il scudo roppe sol, et su l elmetto tempestò sì, che Dudon cadde in terra menò la spada a un tempo Sansonetto, et del baston piu di dua braccia afferra
con valor tal, che tutto il taglia netto Brandimarte ch adosso se gli serra gli cinge i fianchi quanto può con ambe le braccie, e Astolfo il piglia ne le gambe
Scuotesi Orlando, e lunge dieci passi da se l Inglese fa cader riverso non fa perhó, che Brandimarte il lassi che con piu forza l hà preso a traverso
ad Olivier che troppo inanzi fassi menó un pugno sí duro e sì perverso che lo fe cader pallido et exangue e dal naso e da li occhi uscir il sangue,
E se non era l elmo piu che buono chavea Olivier, l havria quel pugno occiso cadde perhò, come se fatto dono havesse già del spirto al paradiso
Dudone, e Astolfo, che levati sono ben che Dudon habbia gonfiato il viso e Sansonetto ch el bel colpo ha fatto, adosso a Orlando son tutti in un tratto
Dudon con gran vigor drieto l abbraccia pur tentando col piè farlo cadere Astolfo e l altri gli han prese le braccia ne lo puon tutti insieme ancho tenere
chà visto Toro, a cui si dia la caccia e che all orecchie habbia le Zanne fiere, correr muggendo, e trarre ovunque corre li cani seco, e non potersi sciorre
Imagini ch Orlando fusse tale che tutti quei guerrier si trahea drieto in quel tempo Olivier di terra sale dove lo stese il pugno mal discreto
e connoscendo che i compagni, male potranno far che stia quel pazzo cheto si pensò un modo, et ad effetto il messe, di far cader Orlando, e gli successe,
Si fe quivi arrecar piu d una fune e con nodi correnti adattar presto et alle gambe, et alle braccia, alcune fe porre a Orlando, et a traverso il resto
la turba intorno poi, non lasciò immune che diede i capi in mano a quello e a questo per quella via che maniscalco atterra cavallo o bue, fu tratto Orlando in terra
Come egli è in terra, gli son tutti adosso e legangli piu forte, e piedi, e mani assai di quà e di là s è Orlando scosso ma li risforzi suoi son tutti vani
commanda Astolfo che sia quindi mosso che dice voler far che se risani Dudon ch è grande, il lieva in su le schiene e porta al mar, sopra l estreme arene,
Lo fa lavar Astolfo sette volte, e sette volte sotto acqua l attuffa siche dal viso e da le membra stolte lieva la brutta rugine e la muffa
poi con cert herbe a questo effetto colte la bocca chiuder fa che soffia e buffa che non volea che havesse altro meato donde spirar, che per il naso, il fiato
Haveasi Astolfo apparecchiato il vaso, in che il senno d Orlando era rinchiuso e quel in modo appropinquolli al naso che nel tirar che fece il fiato in suso,
tutto il vuotò, maraviglioso caso che ritornò la mente al primier uso et a suoi bei discorsi, e l intelletto rivenne piu che mai lucido e netto,
Come chi da noioso e grave sonno, dove o vedere abominevol forme, de mostri, che non son, ne ch esser ponno o gli par cosa far strana et enorme
anchor se maraviglia, poi che donno è fatto de suoi sensi e che non dorme così, poi che fu Orlando di error tratto restò maraviglioso e stupefatto,
E Brandimarte, e il fratel d Aldabella, e quel ch el senno in capo gli redusse pur pensando riguarda, e non favella come e quando con lor quì si condusse,
girava li occhi in questa parte e in quella ne sapea imaginar dove si fusse si maraviglia che nudo si vede e tante funi hà da le spalle al piede
Poi disse, come già disse Sileno a quei che lo legar nel cavo speco solvite me, con viso sì sereno con sguardo sì men del usato bieco
che fu slegato, e di panni chavieno fatti arrecar, participaron seco consolandolo tutti del dolore che lo premea de lo passato errore
Poi che fu all esser primo ritornato Orlando, piu che mai saggio e virile d amor si trovò insieme liberato siche colei che sì bella e gentile
gli parve dianzi, e che havea tanto amato non stima piu se non per cosa vile ogni suo studio, ogni disio converse, per racquistar, quanto in amor già perse,
Narrò Bardino intanto a Brandimarte che morto era il suo padre Monodante e ch a chiamarlo al regno egli da parte prima venia del frate suo Gigliante
poi de le genti, chabitan le sparte isole in mare et ultime in Levante di che non era un altro regno al mondo sì ricco e populoso o sì giocondo
Disse molte ragion che devea farlo che dolce cosa era la patria, e quando si disponesse di voler gustarlo havria poi sempre in odio andare errando
Brandimarte rispose, voler Carlo servir per tutta questa guerra, e Orlando e se potea vederne il fin, che poi penseria meglio sopra i casi suoi
Orlando con Astolfo si ristrinse e poi ch el stato de la guerra intese verso Provenza con l armata spinse (come ordine era) il figlio del Danese
tutta Biserta poi d assedio cinse dando perhò l honore al duca Inglese d ogni vittoria, ma quel Duca, il tutto facea, come dal Conte venia instrutto
Ch ordine habbian tra lor, come se assaglia la gran Biserta, e da che lato, e quando come sia presa alla prima battaglia, e che habbia in l honor parte con Orlando
s io non vi seguito hora non vi caglia ch io non me ne vò molto dilungando in questo mezo di saper vi piaccia come da i Franchi i Mori hanno la caccia,
Fu quasi il Re Agramante abbandonato nel pericol maggior di quella guerra che con molti pagani era tornato Marsiglio, e il re Sobrin dentro alla terra
poi su l armata é questo e quel montato che dubbio havean di non salvarsi in terra e duci e cavallier del popul Moro molti seguito havean l exempio loro
Agramante che fuor la pugna tenne con troppo ardir, fin che tenner la puote con li altri in fuga al ultimo ne venne verso le porte non troppo remote
Rabican drieto par chabbia le penne che Bradamante il stimola e percuote era occider quel Re cupida molto che tante volte il suo Ruggier l há tolto,
Il medesmo desir Marphisa havea per far del padre suo tarda vendetta e con li sproni quanto piu potea facea al caval sentir ch ella havea fretta
ma ne l una ne l altra vi giungea perhò sì a tempo che fusse intercetta al Re la fuga, e che non si salvasse dietro alli altri nel mar dove si trasse,
Come due belle e generose parde che de le lasse sien di pari uscite poi che o li cervi, o le capre gagliarde indarno haver si veggiono seguite
vergognandosi quasi che fur tarde, sdegnose se ne tornano e pentite così tornar le due Donzelle, quando videro il Pagan salvo suspirando,
Non perhò si fermar, ma ne la frotta de li altri che fuggivano cacciarsi facendo quinci e quindi ad ogni botta molti cader, senza mai piu levarsi
a mal partito era la gente rotta, che per fuggir non potea anchor salvarsi che Agramante havea fatto per suo scampo chiuder la porta che uscia verso il campo
E fatto sopra il Rodano tagliare tutti li ponti, ah sfortunata plebe che dove del tyranno utile appare fu sempre in conto di pecore e zebe
chi s affoga nel fiume, e chi nel mare chi sanguinose fa di se le glebe molti perir, pochi restar prigioni che pochi (a farsi taglia) erano buoni
De la gran moltitudine che occisa fu da ogni parte in questa ultima guerra ben che la cosa non fu ugual divisa ch assai piu andaro saracin sotterra
per man di Bradamante e di Marphisa se ne vede anchor segno in quella terra che presso ad Arli ove il Rodano stagna pien di sepolchri è tutta la campagna
Fatto havea intanto il re Agramante sciorre e ritirar in alto i legni gravi lasciando alcuni e i piu liggieri, a torre quei che potean fuggir sin alle navi
vi stette dui dì sorto, per raccorre le sue reliquie, e perche venti pravi spiravano, e contrarii al suo ritorno slegossi, e fe far vela il terzo giorno,
Il re Marsiglio che stà in gran paura ch alla sua Spagna, il fio pagar non tocche e la tempesta horribilmente oscura ne li suoi campi all ultimo non scocche
si fe porre a Valenza, e con gran cura cominciò a riparar castella e rocche e preparar la guerra, che fu poi la sua ruina, e de sudditi suoi,
Verso Aphrica Agramante alzò le vele de legni mal armati, e vuoti quasi d huomini vuoti, e pieni di querele, ch in Francia li tre quarti eran rimasi
chi chiama il Re superbo, chi crudele chi stolto, e come aviene in simil casi tutti gli voglion mal, ne lor secreti ma timor n hanno, e stan per forza cheti
Pur dui talhora o tre schiudon le labbia che amici sono, e che tra lor s han fede e sfuogano la cholera, e la rabbia e il misero Agramante extima, e crede
ch ognun gli porti amor, e pietà gli habbia e questo glintervien perche non vede mai visi se non finti, e mai non ode fuor che adulation, menzogne, e frode,
Erasi consigliato il Re Aphricano non venire a smontar nanzi a Biserta perhò chavea del popul Nubiano che quel lito tenea, novella certa
ma tenersi di sopra, si lontano che non gli fusse difficile et erta la scesa in terra, e tornar quindi al dritto a dar soccorso al suo popul afflitto,
Ma suo fiero destin, che non risponde a quella intention provida e saggia vuol che l armata che nacque di fronde miracolosamente ne la spiaggia,
e vien solcando in verso Francia l onde, con questa ad incontrar di notte s haggia a nubiloso tempo, oscuro, e tristo, perche sia in piu disordine e sprovisto,
Non hà havuto Agramante anchora spia che Astolfo mandi una armata sì grossa ne creduto ancho (a chi l dicesse) havria che cento navi un ramuscel far possa
e vien senza temer, che intorno sia che contra lui s ardisca di far mossa ne pone guardie, ne vedetta in gabbia, che di ciò che si scuopre, avisar habbia
Siche i navigli, che da Astolfo havuto havea Didon, di buona gente armati e che havean questi la sera veduto et alla volta lor s eran drizzati
trovaron l inimico sproveduto e l assalir gettando i ferri hamati poi ch al parlar, certificati foro ch erano Mori, e li nemici loro,
Nel arrivar che i gran navigli fenno (spirando il vento a lor desir secondo) ne i saracin con tal impeto denno, che molti legni necacciaro al fondo
poi cominciaro oprar le mani, e il senno e ferro, e fuoco, e sassi di gran pondo tirar con tanta e sí fiera tempesta che mai non hebbe il mar simile a questa,
Quei di Dudone a cui possanza e ardire piu del solito è lor dato di sopra (che venuto era il tempo di punire li saracin di piu d una mal opra)
sanno appresso e lontan sì ben ferire che non truova Agramante ove si copra gli cade sopra un nembo di saette da lato ha spade, e graffi, e pichi, e cette,
D alto cader sente gran sassi e gravi da machine cacciati e da tormenti e prore e poppe fraccassar de navi et aprir usci al mar larghi e patenti
el maggior danno è de l incendii pravi a nascer presti ad amorzarsi lenti la sfortunata ciurma si vuol torre del gran periglio e via piu ognhor vi corre
Altri ch el ferro e l inimico caccia nel mar si getta e vi s affoga e resta altri che muove a tempo piedi e braccia va per salvarsi o in quella barca o in questa
ma quella grave oltra il dever, lo scaccia e la man per salir troppo molesta fa restar attaccata ne la sponda ritorna il resto a far sanguigna l onda
Altri che spera in mar salvar la vita o perderlavi al men con minor pena poi che nuotando non ritruova aita e mancar sente l animo e la lena
alla vorace fiamma ch a fuggita la tema d annegarsi ancho rimena s abbraccia a un legno ch arde e per timore cha di due morti in l una e in l altra muore
Altri per tema di spiedo o di cetta che vede appresso, al mar ricorre in vano perche drieto gli vien pietra o saetta che non lo lascia andar troppo lontano
ma seria forse, mentre che diletta il mio cantar, consiglio utile e sano finirlo qui piu presto che seguire tanto che v annoiasse il troppo dire
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