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1474–1533

Canto terzo.

Ludovico Ariosto

cHi mi dara la voce e le parole convenienti a si nobil suggetto chi lale al verso prestera: che vole tanto ch arrivi a lalto mio concetto

molto maggior di quel furor che suole ben hor convien che mi riscaldi il petto che questa parte al mio Signor si debbe che canta gli avi onde lorigine hebbe

Di cui fra tutti li signori illustri dal ciel sortiti a governar la terra non vedi o Phebo chel gran mondo lustri piu gloriosa stirpe o in pace o in guerra

ne che sua nobiltade habbia piu lustri servata: e servara sin me non erra quel prophetico lume che m inspiri fin che in lun polo e in laltro il ciel se aggiri

E volendone a pien dicer li honori bisogna non la mia: ma quella cetra con che tu dopo i gigantei furori rendesti gratia al regnator de l Etra

se instrumenti havro mai da te megliori atti a sculpire in cosi degna petra in queste belle imagini disegno porre ogni mia fatica ogni mio ingegno

In tanto ne andero le prime & rudi scaglie: levando col scarpello inetto forse chanchor con piu solerti studi poi ridurro questo lavor perfetto

ma ritorniamo a cui corazze e scudi non potrien mille assicurar il petto parlo di Pinabello di Maganza che duccider la donna hebbe speranza

El traditor penso che la donzella fusse nell alto precipitio morta e con pallida faccia lascio quella trista: e per lui contaminata porta

e torno presto a rimontare in sella e come quel che havea lanima torta per giunger colpa a colpa: & fallo a fallo di Bradamante ne meno il cavallo

Lascian costui che mentre all altrui vita ordisce inganno: il suo morir procura e torniamo alla Donna che tradita quasi hebbe a un tempo e morte e sepoltura

poi ch ella si levo tuttastordita chavea percosso in su la petra dura dentro la porta ando: che adito dava ne la seconda assai piu laga cava

La stanza quadra e spatiosa pare una devota e venerabil chiesa che su colonne alabastrine e rare con bella archittetura: era suspesa

surgea nel mezo un bel locato altare chavea dinanzi una lampada accesa e quella dun splendente e chiaro foco rendea gran lume: in luno e in laltro loco

Di devota humilta la donna tocca come si vide in loco sacro e pio incomincio col core e con la bocca nanzi all altare a mandar prieghi a Dio

un piccol uscio in tanto stride e crocca chera allincontro: onde una donna escio discinta e scalza: e sciolte havea lechiome che la Donzella saluto per nome

E disse o generosa Bradamante non giunta qui senza voler divino di te piu giorni mha predetto inante el prophetico spirto di Merlino

che visitar le sue reliquie sante dovevi per insolito camino e qui son stata accio chio ti riveli quel chan di te gia statuito i cieli

Questa e lantiqua e memorabil grotta ch edifico Merlino il savio mago che forse ricordare odi tal hotta dove ingannollo la donna del lago

el sepolchro e qui giu: dove corrotta giace la carne sua: dove egli vago di sodisfare a lei: che glil suase vivo corcossi e morto ci rimane

Col corpo morto il vivo spirto alberga sin ch oda il suon de langelica tromba che dal ciel lo bandisca: o che ve lerga secondo che sera corvo o colomba

vive la voce: e come chiara e merga udir potrai da la marmorea tomba che le passate e le future cose a chi gli dimando sempre rispose

Piu giorni son ch in questo cimiterio venni di remotissimo paese perche circa il mio studio alto mysterio mi facesse Merlin meglio palese

e perche hebbi vederti desiderio poi ci son stata: oltra il disegno un mese perche Merlin: che sempre il ver predisse termine al venir tuo questo di fisse

Stassi d Amon la sbigotita figlia tacita e fissa al ragionar di questa & ha si pieno il cor di maraviglia che non sa sella dorma o sella e desta

e con rimesse e vergognose ciglia (come quella che tutta era modesta) rispose: di merito sono io ch antiveggan propheti el venir mio?

E lieta de la insolita aventura drieto alla Maga subito fu mossa che la condusse a quella sepoltura che chiudea di Merlin lanima e lossa

era quella arca duna pietra dura lucida e tersa e come fiamma rossa tal che in la stanza: ben che di sol priva facea di sempre il lume che n usciva

O che natura sia dalcuni marmi che muovin lombre a guisa di facelle o forza pur di suffumigi e carmi e segni impressi all osservate stelle

come piu questo verisimil parmi scopria il splendor mill altre cose belle e di scultura: e di color: ch in torno il venerabil luogo haveano adorno

A pena ha Bradamante da la soglia levato il piede in la secreta cella chel vivo spirto de la morta spoglia con chiarissima voce le favella

favorisca fortuna ogni tua voglia o casta e nobilissima donzella del cui ventre uscira il seme fecondo che de honorar Italia e tutto il mondo

Lantiquo sangue che venne da Troia per li duo meglior rivi in te commisto produrra l ornamento: il fior: la gioia dogni lignaggio chabbi il Sol mai visto

tra l Indo: e il Tago: e il Nilo: e la Danoia tra quanto e in mezo Antartico e Calisto ne la progenie tua fian sommi honori di Re Marchesi Duci e Imperatori

I Capitani i Cavallier robusti quinci usciran: che col ferro e col senno recuperar tutti li honor vetusti de larme invitte alla sua Italia denno

quindi terranno il scettro i signor giusti che come il savio Augusto e Numa fenno sotto el benigno e buon overno loro riporteran la prima eta del oro

Tu per far dunque aventurosa incetta a tanta aspettation: segui il sentiero verso il castel d acciar dove intercetta la liberta fu dianzi al tuo Ruggiero

poi ch il ciel: che te gli ha per moglie eletta: aiuta lanimoso tuo pensiero che ti succedera di porre in terra el predator chel tuo Ruggier ti serra

Tacque Merlino havendo cosi detto et agio allopre de la Maga diede ch a Bradamante dimostrar laspetto si preparava di ciascun suo herede

havea di spirti un gran numero eletto non so se da linferno o da qual sede e tutti quelli in un luogo raccolti sotto habiti diversi e varii volti

Poi la Donzella a se richiama in chiesa la dove prima havea tirato un cerchio che la potea capir tutta distesa et havea un palmo anchora di superchio

le fa: perche non sia da spirti offesa: di segni e di pentacoli coperchio e le dice che taccia e stia a mirarla poi scioglie il libro e con demoni parla

Eccovi fuor de la prima spelonca che gente intorno al sacro cerchio ingrossa ma come vuole intrar la via le tronca come se cinto sia di muro e fossa

in quella stanza ove la bella conca in se chiudea del gran propheta lossa intravon lombre: poi che havean tre volte fatto dintorno: lor debite volte

Se i nomi e i gesti di ciascun vuo dirti (dicea lincantatrice a Bradamante) di questi chor per lincantati spirti prima che nati sien: ne sono inanti

non so vedere in quanto habbia expedirti che non basta una notte: acose tante si che ne nandero scegliendo alcuno secondo il tempo: e che sara oportuno

Vedi quel primo che ti rasimiglia ne bei sembianti e nel giocondo aspetto capo in Italia fia di tua famiglia del seme di Ruggiero in te concetto

veder del sangue di Pontier vermiglia per mano di costui la terra aspetto e vendicato il tradimento e il torto contra quei che gli havrano il padre morto

Per opra di costui sera deserto il Re dei longobardi Desiderio e li antiqui suoi per questo merto il nobil stato havra dal sommo imperio

quel che glie drieto il tuo nipote Uberto honor de larme e del paese Hesperio per costui contra Barbari difesa piu duna volta fia la santa Chiesa

Vedi qui Alberto invitto capitano ch ornera di trophei tanti delubri Ugo il figlio e con lui che di Milano fara lacquisto: e spieghera i Colubri

Azzo e quell altro a cui restera in mano dopo il fratello: il regno de lInsubri ecco Albertazzo il cui savio consiglio torra d Italia Beringerio e il figlio

E sera degno a cui Cesare Othone Alda sua figlia in matrimonio giunga vedi unaltro Ugo: o bella successione che dal patrio valor non si dislunga

costui sera: che per giusta cagione lorgoglio alli Romani infidi emunga ch el terzo Othone: e il Pontifice tolga de le man loro: e il grave assedio sciolga

Quest altro e il nobil Folco ch al germano libero lasciera in Italia: il stato e verra in mezo l imperio Germano a possedervi il principal Ducato

dara alla casa di Sansogna mano che caduta sera tutta da un lato e per la linea de la madre herede con la progenie sua la terra in piede

Questo chor a nui viene e il secondo Azzo di cortesia piu che di guere amico tra dui figli Bertoldo: & Albertazzo vinto da lun sera il secondo Henrico

e del sangue Tedesco horribil guazzo Parma vedra per tutto il campo aprico de laltro la Contessa gloriosa saggia e casta Matilde sera sposa

Virtu il fara di tal connubio degno ch a quella eta non poca laude estimo quasi di meza Italia in dote il regno e la Nipote haver di Henrico primo

ecco di quel Bertoldo il caro pegno Rinaldo tuo: chavra lhonor opimo d haver la Chiesa de le man riscossa del empio Federico Barbarossa

Ecco un altro Azzo: & quel che Verona havra in poter: col suo bel territorio e sera detto Marchese d Ancona dal quarto Othone: dal secondo Honorio

lungo sera che d ogni Duca expona chel Gonfalone havra del consistorio ne mai lo spieghera senza vittoria senza acquistarne eterna fama: e gloria

Obizo vedi: e Folco: altri Azzi: altri Ughi ambi li Henrichi il figlio al patre accanto duo Guelfi di quai luno Umbria suggiughi e vesta di Spoleti il Ducal manto

ecco quel sangue e le gran piaghe asciughi d Italia afflitta: e volga in riso el pianto di costui parlo (e mostrolle Azzo quinto) onde Ezellin fia rotto: preso: estinto

Ezellino immanissimo tyranno che fia creduto figlio del Demonio fara troncando i sudditi tal danno e destrugendo il bel paese Ausonio

che pietosi apo lui stati seranno Mario: Sylla: Neron: Gaio: & Antonio: e Federico imperator secondo fia per questo Azzo rotto e messo al fondo

Terra costui con piu felice scettro la bella terra: che siede sul fiume dove chiamo con lachrymoso plettro Phebo il figliuol chavea mal retto il lume

quando fu pianto il fabuloso elettro e Cigno si vesti di bianche piume e questa di mille oblighi mercede gli donera lApostolica sede

Dove lascio il fratel Aldobrandino che per dar al Pontifice soccorso contra Othon quarto: e il campo Ghibellino che sera presso al campidoglio corso

& havra preso ogni luogo vicino e posto agli Umbri: e alli Piceni el morso ne potendo prestarli aiuto senza molto thesor: ne chiedera a Fiorenza

Ne gioie havendo: o che darle altri pegni per sicurta le lasciera il germano spieghera i suoi vittoriosi segni e rompera lexercito Germano

ritornera la Chiesa in stato: e degni dara supplicii a Conti di Celano & al servitio del sommo Pastore finira li anni suoi nel piu bel fiore

Et Azzo il suo fratel lasciera herede del bel stato d Ancona: e di Pisauro dogni citta che da Troento siede tra il mare e lApenin sin all Isauro

e di grandezza d animo: e di fede e di virtu: meglior che gemme: & auro che dona e tolle ogni altro ben Fortuna sol in virtu non ha possanza alcuna

Vedi Rinaldo in cui non minor raggio splendera di valor: pur che non sia a tanta exaltation del bel lignaggio morte o Fortuna invisiosa e ria

udirne il duol sin qui: da Napoli: haggio dove del padre alhor statico fia hor Obizo ne vien che giovinetto dopo l avo sera Principe eletto

Al suo bel stato accrescera costui Reggio giocondo e Modena feroce tal sera il suo valor: che signor lui dimanderanno i populi a una voce

vedi Azzo sesto un de figliuoli sui Gonfalonier de la christiana croce havra il Ducato d Andria con la figlia del secondo Re Carlo di Siciglia

Vedi in un bello & amichevol groppo de li principi illustri lexcellenza Obizo Aldobrandin Nicolo Zoppo Alberto damor pieno e di clemenza

io tacero per non tenerti troppo come al bel fiato aggiungeran Favenza e con maggior fermezza Adria che valse da se nomar l indomite acque salse

Come la terra il cui produr di rose le die piacevol nome in greche voci e la Citta che siede in le piscose Paludi: e del Po teme ambe le foci

dove habitan le genti disiose del mar turbato: e de li venti atroci io tacero di Argenta: Lugo: e mille altre castella: e populose ville

Ve Nicolo che tenero fanciullo el popul crea signor de la sua terra e di Tideo fa il pensier vano e nullo che contra lui le civil arme afferra

sera di questo il pueril trastullo sudar nel ferro e travagliarsi in guerra e dal bel studio del tempo primiero el fior riuscira dogni guerriero

Fara de suoi ribelli uscire a vuoto ogni disegno: e lor tornare in danno & ogni stratagema havra si noto che sera duro il poter fargli inganno

tardi di cio s avedera il Terzo Otho di Reggio e Parma asprissimo tyranno che da costui spogliato a un tempo fia e del dominio: e de la vita ria

Havra il bel stato poi sempre augumento senza torcer mai pie dal camin dritto ne ad alcuno fara mai nocumento da cui prima non sia d'ingiuria afflitto

& e per questo il gran motor contento che non gli sia alcun termine prescritto ma duri prosperando in meglio sempre fin che si volga il ciel ne le sue tempre

Vedi Leonello e vedi il primo Duce fama de la sua eta linclyto Borso che siede in pace: e piu triompho adduce di quanti in laltrui terre habbino corso

chiudera Marte ove non veggia luce e stringera al furor le mani al dorso di questo signor splendido ogni intento sera che l popul suo viva contento

Hercole hor vien che a Venetian rinfaccia con questo passo debile e sciancato che le spalle: col petto e con la faccia del messo in fuga exercito: ha salvato

non per che in premio poi guerra gli faccia passi nel Barco e voglia torgli il stato questo e il signor di cui non so explicarme se fia maggior la gloria in pace o in arme

Terran Pugliesi Calabri e Lucani de gesti di costui lunga memoria la dove havra dal Re de Cathallani di pugna singular la prima gloria

e nome tra linvitti capitani sacquistera con piu d una vittoria havra per sua virtu la signoria piu di trenta anni a lui debita pria

E quanto piu haver obligo si possa a principe: sua terra havra a costui non perche fia de le paludi mossa tra campi fertilissimi da lui

non perche la fara di muro e fossa meglio capace a cittadini sui e lornara di templi: e di palagi: piazze: theatri: fonti: e publichi agi

Non perche da li artigli de l audace aligero Leon terra difesa non perche quando la Gallica face per tuto havra la bella Italia accesa

si stara sola col bel stato in pace e dal timore: e dai tributi: illesa nonsi per questi et altri benefici seran sue genti al Hercol debitrici

Quanto che dara lor linclyta prole el giusto Alfonso e Hippolyto benigno che seran qual lantiqua fama suole narrar de figli del Tindareo cigno

ch alternamente si privan del sole per trar lun laltro de laer maligno sera ciascuno d essi e pronto e forte laltro salvar con sua perpetua morte

Il grande amor di questa bella coppia rendera il popul suo vie piu sicuro che se per opra di Vulcan: di doppia cinta di ferro havesse intorno il muro

Alfonso e quelche col saper accoppia si la bonta: chal secolo futuro la gente credera che sia dal cielo tornata Astrea dove puo il caldo e il gielo

A grande uopo gli fia lesser prudente e di valor assimigliarsi al padre che se ritrovera con poca gente da un lato haver le Venetiane squadre

colei da laltro che piu giustamente non so se devra dir matrigna o madre ma se pur madre: a lui poco piu pia che Medea a figli o Progne stata sia

E quante volte uscira giorno o notte con li fedeli suoi fuor de la terra tante sconfitte e memorabil rotte dara a nimici o per acqua o per terra

le genti di Romagna mal condotte contra i vicini e lor gia amici: in guerra se navedranno: insanguinando il suolo che serra il Po Santerno e Zanniolo

Nei medesmi confini ancho saprallo del gran pastore il mercenario Hispano che glihavra dopo con poco intervallo la Bastia tolta: e morto il Castellano

quando lhavra gia preso: & per tal fallo non fia dal minor fante al Capitano che del ricovro: e del presidio ucciso a Roma riportar possa laviso

Costui sera col senno e con la lancia chavra lhonor nei campi di Romagna d haver dato allexercito di Francia la gran vittoria contra Iulio e Spagna

nuoteranno i destrier fin alla pancia nel sangue human per tutta la campagna ch a sepelire il popul verra manco Tedesco Hispano Greco Italo e Franco

Quel ch in pontificale habito imprime del purpureo capel la sacra chioma e il liberal magnanimo sublime gran Cardinal de la Chiesa di Roma

Hippolyto: ch a prose: a versi: a rime dara materia eterna in ogni idioma la cui fiorita eta vuol il ciel iusto chabbia un Maron come unaltro hebbe Augusto

Adornera la sua progenie bella come orna il sol la machina del mondo molto piu dela luna e dogni stella ch ognaltro lume a lui sempre e secondo

costui con pochi a piedi: e meno in sella veggio uscir mesto: e poi tornar iocondo che quindici galee mena captive oltra millaltri legni: alle sue rive

Vedi poi luno e latro Sigismondo ma volendo io (come a pricipio dissi) narrar del chiaro tuo seme fecondo tutti quei che seran con gloria vissi

di tempo in tempo fin che duri il mondo io non so quando al fin me ne venissi & e ben hora homai quando ti piaccia ch io dia licentia all ombre e chio mi taccia

Cosi con volunta de la Donzella la dotta incantatrice il libro chiuse tutti ispiriti allhora ne la cella spariro in fretta: ove eran lossa chiuse

qui Bradamante poi che la favella le fu concessa usar: la bocca schiuse e dimando chi son li dua tristi che tra Hippolyto: e Alfonso havemo visti

Veniano suspirando e gliocchi bassi parean tener dogni baldanza privi e gir lontan da loro io vedea i passi dei frati si: che ne pareano schivi

parve ch a tal dimanda si cangiassi la Maga in viso: e fe de gliocchi rivi e disse: ah sfortunati a quanta pena lungo instigar dhuomini rei vi mena

O buona prole o degna d Hercol buono non vinca il lor fallir vostra bontade di vostro sangue i miseri pur sono qui ceda la Iusticia alla pietate

cosi parlo gridando: e poi con suono piu basso: disse a Bradamante andate con questa bocca dolce: e non vi doglia ch amareggiar alfin non ve la voglia

Tosto che spunti in ciel la prima luce voi piglierete la piu dritta via ch al lucente castel dacciai conduce dove Ruggier vive in altrui balia

io tanto vi sero compagna e duce che siate fuor de laspra selva ria vi insegnero poi che saren sul mare si ben la via: che non potrete errare

Quivi l audace giovane rimase tutta notte: e gran pezzo ne spese a parlar con Merlin: che le suase rendersi presto al suo Ruggier cortese

lascio da poi le sutterranee case che di nuovo splendor l aria saccese per un camin gran spatio oscuro e cieco havendo la spirtal femina seco

E reusciro in un burrone ascoso tra monti inaccessibili alle genti e tuttol di: senza pigliar riposo saliron balze: e traversar torrenti

e perche men landar fusse noioso di piacevoli e bei ragionamenti di quel che fu piu conferir suave l aspro camin facean parer men grave

De quali era perho la maggor parte che a Bradamante vien la dotta Maga mostrando con che astutia: con qual arte a regger s ha: se di Ruggiero e vaga

se tu fussi (dicea) Pallade o Marte e conducessi gente alla tua paga piu che non ha Re Carlo e il Re Agrammante non dureresti contra il Negromante

Che oltra che de acciar murata fia la Rocca inexpugnabile: e tantalta oltra chel suo caval si faccia via per mezo laria: ove galoppa e salta

ha quel scudo mortal: che come pria si scopre: dun splendor si gliocchi assalta si tol la vista: e tanto occupa i sensi che come morto rimaner conviensi

E se forse ti pensi che ti vaglia combattendo tener serrati gliocchi come potrai saper ne la battaglia quando te schivi: o l aversario tocchi

ma per fuggire il lume cha barbaglia egli altri incanti di colui far sciocchi ti mostrero un rimedio: una via presta ne altra e in tutto l mondo se non questa

Il Re Agramante d Aphrica uno annello che fu rubato in India a una regina ha dato a un suo baron: detto Brunello che poche miglia inanzi ne camina

di tal virtu che chi nel ditto ha quello contra il mal de lincanti ha medicina sa de furti e dinganni Brunel quanto colui che tien Ruggier sappia di incanto

Questo Brunel: si pratico & astuto come io ti dico: e dal suo Re mandato accio che col suo ingegno e con laiuto di questo annello: in tal cose provato

di quella Rocca: dove e ritenuto tragga Ruggier: che cosi s e vantato & ha cosi promesso al suo signore ch ama Ruggiero e piu dognaltro ha a core

Ma perche il tuo Ruggiero a te sol habbia e non al Re Agramante ad ubligarsi che tratto sia de lincantata gabbia tinsegnero il remedio che de usarsi

tu te ne andrai tre di lungo la sabbia del mar: che horamai presso a dimostrarsi el terzo giorno in un albergo teco arrivara costui cha lannel seco

La sua statura: accio tu lo conosca non e sei palmi: & ha il capo ricciuto le chiome ha nere: & ha la pelle fosca pallido il viso: oltra il dover barbuto

gliocchi gonfiati: e guardatura losca schiacciato il naso: e ne le ciglia hirsuto lhabito: accio chio lo dipinga intero e stretto e corto e sembra di corriero

Con esso lui taccadera suggetto di ragionar di quelli incanti strani mostra dhaver (come tu havra in effetto) disio venir con quel Mago alle mani

ma non mostrar che ti sia stato detto di quel suo annel: che fa lincanti vani egli tofferira mostrar la via fin alla rocca: e farti compagnia

Tu gli va drieto: e come t avicini a quella rocca: si chella si scopra dagli la morte: ne pieta tinchini che tu non metta il mio consiglio in opra

ne far ch egli il pensier tuo sindovini e chabbia tempo che lannel lo copra perche ti spariria da gliocchi tosto ch in bocca il sacro annel s havesse posto

Cosi parlando giunsero al mare dove presso a Bordea mette Garonna quivi parti non senza lachrymare la compagnia de luna e laltra donna

la figluola d Amon che per slegare di pregione il suo amante non assonna camino tanto che venne una sera ad uno albergo ove Brunel prima era

Connosce ella Brunel come lo vede di cui la forma havea sculpita in mente onde ne viene ove ne va: gli chiede quel le risponde: e d ogni cosa mente

la Donna gia prevista non gli cede in dir menzogne: e simula ugualmente e patria: e stirpe: e setta: e nome: e sesso e gli volta alle man pur gli occhi spesso

Ggli va gli occhi alle man spesso voltando in dubbio sempre esser da lui rubata ne lo lascia venir troppo accostando di sua condition bene informata

stavano insieme in questa guisa: quando l orecchia da un rumor lor fu intronata poi vi diro signor chi ne fu causa chavro fatto al cantar debita pausa

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