mIser chi maloprando si confida ch ognor star debbia il maleficio occulto che quando ognaltro taccia: intorno grida l aria: & la terra istessa inch e sepulto
e Dio fa spesso: chel peccato guida il peccator: poi che alcun di gli ha indulto che se medesmo: senza altrui richiesta inavedutamente manifesta
Havea creduto il miser Polinesso totalmente il delitto suo coprire Dalinda consapevole dappresso levandosi: che sola il potea dire
& giungendo il secondo al primo eccesso affretto il mal: che potea differire e potea differire: e schivar forse ma se stesso spronando a morir corse
E perde amici aun tempo & vita e stato lhonor: che fu molto piu grave danno dissi disopra: che fu assai pregato il cavallier ch anchor chi sia non sanno
al fin trasse lelmo: e il viso amato scoperse: che piu volte veduto hanno & dimostro come era Ariodante per tutta Scotia lachrymato inante
Ariodante: che Ginevra pianto havea per morto: e l fratel pianto havea il Re: la corte: il popul tutto quanto di tal bonta: di tal valor splendea
adunque il peregrin mentir di quanto dianzi di lui narro: quivi apparea e fu pur ver che dal scoglio marino gittarsi in mar lo vide a capo chino
Ma come aviene: a un disperato spesso che da lontan brama & disia la morte & lodia poi: che se la vede appresso tanto gli par il passo acerbo & forte
Ariodante poi che in mar fu messo si penti di morire: & come forte e come destro: & piu dognaltro ardito si messe a nuoto & ritornosi al lito
E dispregiando e nominando folle il desir chebbe di lasciar la vita: si messe a caminar bagnato & molle & capito a lhostel dun Eremita
quivi secretamente indugiar volle tanto che la novella havesse udita: se del caso Ginevra sallegrasse: o pur mesta e pietosa ne restasse
Intese prima: che per gran dolore: ella era stata a rischio di morire la fama ando di questo in modo fuore che ne fu in tutta lisola che dire
contrario effetto a quel che per errore credea haver visto con suo gran martire intese poi come Lurcanio havea fatta Ginevra appresso il padre rea
Contra il fratel d ira minor non arse che per Ginevra gia d amor ardesse che troppo empio & crudel atto gli parse anchora che per lui fatto lhavesse
sentendo poi: che per lei non comparse cavallier che difender la volesse: che Lurcanio si forte era: & gagliardo che ognun d andargli contra havea riguardo
Et chi n havea noticia il riputava tanto discreto: & si saggio: & accorto che se non fusse ver quel che narrava non si porrebe a risco d esser morto
per questo la piu parte dubitava di non pigliar questa difesa a torto Ariodante dopo gran discorsi penso all accusa del fratello opporsi
Ah lasso io non potrei (seco dicea) sentir per mia cagion perir costei troppo mia morte fora acerba e rea se inanzi a me morir vedessi lei
ella e pur la mia donna: & la mia dea questae la luce pur de gliocchi miei convien ch a dritto o torto per suo scampo pigli limpresa: & resti morto in campo
So ch io mappiglio al torto: e al torto sia & ne morro: ne questo mi sconforta se non che io so che per la morte mia si bella donna ha da restar poi morta
un sol conforto nel morir mi fia che sel suo Polinesso amor le porta chiaramente veder havra possuto: che non si e mosso anchor per darle aiuto
Et me: che tanto expressamente ha offeso vedra per lei salvar: a morir giunto di mio fatello insieme: ilquale acceso tanto fuoco ha: vendicarommi a un punto
ch io lo faro doler: poi che compreso il fine havra del suo crudele assunto creduto vendicar havra il germano & gli havra dato morte di sua mano
Concluso chebbe questo nel pensiero nuove arme ritrovo: nuovo cavallo le sopraveste nere: e il scudo nero: porto fregiato a color verdegiallo
per aventura si trovo un scudiero ignoto in quel paese: e menato hallo e sconnosciuto (come ho gia narrato) sappresento contra il fratello armato
Narrato v ho come il fatto successe come fu connosciuto Ariodante non minor gaudio n hebbe il Re chavesse de la figliuola liberata inante
seco penso: che mai non si potesse trovar un piu fedele: & vero amante che dopo tanta ingiuria la difesa di lei contra il fratel proprio havea presa
Et per sua inclination (che assai lamava) & per li preghi di tutta la corte & di Rinaldo che piu d altri instava: de la bella figliuola il fa consorte
la duchea d Albania: che al Re tornava: dopo che Polinesso hebbe la morte: in meglior tempo discader non puote: poi che la dona alla sua figlia in dote
Rinaldo per Dalinda impetro gratia che se nando di tanto errore exente laqual per voto: & perche molto satia era del mondo: a dio volse la mente
monacha s ando a render fin in Datia & si levo di Scotia in mantinente ma tempo e homai di ritrovar Ruggiero che scorre il ciel su lanimal leggiero
Benche Ruggier sia d animo constante ne cangiato habbia il solito colore io non gli voglio creder: che tremante non habbia dentro: piu che foglia il core
lasciato havea di gran spatio distante tutta lEuropa: & era uscito fuore per molto spatio il segno che prescritto havea gia a naviganti Hercole invitto
Quello Hippogrypho grande & strano augello lo porta via: con tal prestezza d ale che di lungo interval lascieria quello celer ministro del fulmineo strale
non va per laria altro animal si snello: che di velocita gli fusse uguale credo ch apena il tuono: e la saetta venga in terra dal ciel con maggior fretta
Poi che l augel trascorso hebbe gran spatio per linea dritta: et senza mai piegarsi con larghe ruote: homai del aria satio: comincio sopra una isola a calarsi
pare a quella ove dopo lungo stratio far del suo amante: e lungo a lui celarsi la vergine Arethusa passo in vano di sotto il mar per camin cieco e strano
Non vide ne piu bel ne piu giocondo da tutta laria: ove le penne stese ne se tutto cercato havesse il mondo vedria di questo il piu gentil paese
ove dopo un girarsi di gran tondo con Ruggier seco: il grande augel discese culte pianure: et delicati colli chiare acque: ombrose ripe: et prati molli
Vaghi boschetti di suavi allori: di Palme: & d amenissime Mortelle: Cedri: & Aranci: chavean frutti : & fiori contesti in varie forme e tutte belle
facean riparo a fervidi calori di giorni estivi: con lor spesse ombrelle e tra li rami con sicuri voli: cantando se ne gian li Rosignuoli
Tra le purpuree rose: e bianchi gigli che tepida aura freschi ogn hora serba sicuri si vedean Lepri: & Conigli: & Cervi: con la fronte alta & superba
senza temer che alcun gliuccida: o pigli pascano: o stiansi rominando lherba saltano i Danni: & Capri isnelli & destri che sono in copia: in quei luochi campestri
Come si presso e lHppogrypho a terra che esser ne puo men periglioso il salto Ruggier con fretta de larcion si sferra: & si ritruova in su lherboso smalto
tuttavia in man le redine si serra che non vuol chel destrier piu vada in alto poi lo lega nel margine marino: a un verde Mirto: in mezo un lauro: e un pino
Et quivi appresso ove surgea un fonte cinta di Cedri: & di feconde Palme: di braccio il scudo: & lelmo da la fronte si trasse: & disarmosi ambe le palme
& hora alla marina: & hora al monte volgea la faccia allaure fresche & alme che lalte cime: con mormorii lieti fan tremolar dei Faggi & de li Abeti
Et talhor bagna in la chiara onda frescha lasciutte labra: & con le man diguazza accio che de le vene il calor esca che gli ha acceso il portar de la corazza
ne maraviglia e gia ch ella glincresca che non e stato un far vedersi in piazza ma senza mai posar darme guarnito tre mila miglia ognhor correndo era ito
Quivi stando: il destrier chavea lasciato tra le piu dense frasche: alla fresca ombra per fuggir si rivolta spaventato: di non so che: che dentro il bosco adombra
e fa crollar si il Mirto ove e legato: che de le frondi intorno il pie gli ingombra crollar fa il Mirto: e fa cader la foglia ne succede perho che se ne sciolgia
Come ceppo talhor che le medolle rare & vuote habbia: & posto al fuoco sia poi che per gran calor: quell aria molle resta consunta: ch in mezo lempia
dentro risuona: & con strepito bolle tanto ch e quel furor truovi la via cosi mormora: & stride: & si coruccia quel Mitro offeso: e al fine apre la buccia
Onde con mesta & flebil voce uscio expedita: & chiarissima favella e disse: se tu sei cortese & pio: come dimosrti alla presenza bella
lieva questo animal da larbor mio basti chel mio mal proprio mi flagella senza altra pena: senza altro dolore ch a tormentarmi anchor venga di fuore
Al primo suon di quella voce: torse Ruggiero il viso: & subito rizzosse & poi che uscir da larbore s accorse stupefatto resto piu che mai fosse
a levarne il destrier subito corse e con le guancie di vergogna rosse qual che tu sia perdonami (dicea) o spirto humano: o boscarecca Dea
Il non pensar: che in gliarbori s asconda sotto ruvida scorza: affabil spirto m ha lasciato turbar la bella fronda & far ingiuria al tuo vivace Mirto
ma non restar perho che non risponda chi tu ti sia: che in corpo horrido & hirto con voce: e rational anima: vivi se da grandine il ciel sempre ti schivi
Et s hora o mai potro questo dispetto con alcun beneficio compensarte per quella bella donna ti prometto quella che di me tien la miglior parte
ch io faro con parole: e con effetto chavrai giusta cagion di me lodarte come Ruggier al suo parlar fin diede tremo quel Mirto da la cima al piede
Poi si vide sudar su per la scorza come legno dal bosco allhora tratto che del fuoco venir sente la forza poscia ch in vano ogni ripar gliha fatto
& comincio: tua cortesia mi sforza a discoprirti in un medesmo tratto: ch io fussi prima: & chi converso m haggia in questo Mirto: in su lamena spiaggia
Il nome mio fu Astolfo: & paladino ero di Francia: assai temuto in guerra d Orlando: & di Rinaldo ero cugino la cui fama alcun termine non serra
e si spettava a me tutto il domino dopo il mio padre Othon: de lInghilterra liggiadro & bel fui si che di me accesi piu d una donna: e al fin me solo offesi
Ritornando io: da quelle isole extreme che da Levante: il mar Indico lava dove Rinaldo: & alcunaltri insieme meco fur chiusi in parte oscura & cava
& onde liberate: le supreme forze ne havean: del cavallier di Brava ver ponente io venia: lungo la sabbia che del Settentrion sente la rabbia
Et come la via nostra: e il duro & fello distin ne trasse: uscimmo una matina sopra la bella spiaggia: ove un castello siede sul mar de la possente Alcina
trovammo lei che uscita era di quello: e stava sola in ripa alla marina & senza rete: & senza hamo trahea tutti li pesci al lito: che volea
Corron veloci i scrignuti Delphini a bocca aperta segue il grosso Tonno li Capidogli: e li Vecchi marini vengon turbati dal lor pigro sonno
Muli: Salpe: Salmoni: e Coracini nuotano a schiere in piu fretta che ponno Pistrici: Phisiteri: Orche: & Balene: escon del mar con mostruose schiene
Vedemo una Balena la maggiore che mai per tutto il mar veduta fosse: undece passa e piu dimostra fuore de londe salse le spallaccie grosse
caschiamo tutti insieme in uno errore per ch era ferma: e che mai non si scosse ch ella sia una isoletta si credemo cosi distante ha lun da laltro extremo
Alcina i pesci uscir facea de lacque: con simplici parole: & puri incanti con la fata Morgana Alcina nacque io non so dir sa un parto: o dopo: o inanti
guardommi Alcina: & subito le piacque laspetto mio: come mostro a sembianti & penso con astutia: & con ingegno tormi a compagni & riusci il disegno
Ne venne incontra con allegra faccia con modi gratiosi: & riverenti & disse cavallier: quando vi piaccia far hoggi meco i vostri alloggiamenti
io vi faro veder ne la mia caccia di tutti i pesci sorti differenti chi scaglioso: chi molle: & chi col pelo: & saran piu: che non ha stelle il cielo
E volendo vedere una Sirena che col suo dolce canto acheta il mare passian di qui: fin su quell altra arena dove a quest hora suol sempre tornare
& ne mostro quella maggior Balena che come io dissi: una isoletta pare io che sempre fui troppo (& men incresce) volonteroso: andai sopra quel pesce
Rinaldo mi cennava: & similmente Dudon: ch io non ve andassi: & poco valse la fata Alcina con faccia ridente lasciando laltri dua: drieto mi salse
la Balena alluffucio diligente nuotando se nando per londe salse di mia sciochezza fui presto pentito ma troppo mi trovai lungi dal lito
Rinaldo si caccio ne lacqua a nuoto per aiutarmi: e quasi si sumerse perche levossi un furioso Noto: che d ombra il cielo: e il pelago coperse
quel che di lui segui poi: non me noto Alcina a confortarmi si converse & quel di tutto & la notte che venne sopra quel Mostro: in mezo il mar mi tenne
Fin che venimmo a questa isola bella di cui gran parte: Alcina ne possiede & lha usurpata ad una sua sorella chel padre gia lascio del tutto herede
perche sola legitima havea quella e come alcun notitia me ne diede: che pienamente instrutto era di questo: sono quest altre due nate di incesto
E come sono inique: e scelerate & piene d ogni vitio: infame & brutto cosi quella vivendo in castitate ha posto in le virtuti il suo cor tutto
contra lei queste due son congiurate: & gia piu d uno exercito hanno instrutto per cacciarla de lisola: e in piu volte piu di cento castella lhanno tolte
Ne gia vi teneria spanna di terra colei che Logistilla e nominata se non che quinci un golfo il passo serra & quindi una montagna inhabitata
si come tien la Scotia: & lInghilterra il monte & la rivera separata ne perho Alcina ne Morgana resta che non le voglia tor cio che le resta
Perche di vitii e questa coppia rea: odia colei: perche e pudica & santa ma per tornare a quel: ch io ti dicea & seguir poi com io divenni pianta
Alcina in gran delitie mi tenea & del mio amor ardeva tutta quanta ne minor fiamma nel mio cor accese il veder lei si bella: & si cortese
Io mi godea le delicate membra pareami haver qui tutto il ben raccolto che fra mortali in piu parti si smembra a chi piu: & a chi meno: e a nessun molto
ne di Francia: ne di altro mi rimembra stavami sempre a contemplar quel volto ogni pensiero: ogni mio bel disegno venia fin quivi e non passava il segno
Io da lei altretanto: o piu amato ero Alcina piu non se curava d altri havea lasciato ogni amator primiero che nanzi a me ben ce ne fur de glialtri
me suo compagno: & me suo consigliero & me fe quel: che commandava a gialtri a me credeva: a me si riportava: ne notte: o di con altri mai parlava
Deh perche vuo le mie piaghe toccando senza speranza poi di medicina? perche lhavuto ben vo rimembrando quando io patisco extrema disciplina?
quando credetti esser felice: e quando sperai: che amar piu me dovesse Alcina: el cor: che m havea dato: si ritolse: e ad altro nuovo amor tutta si volse
Connobi tardi il suo mobil ingegno: usato amar: & disamar a un punto non ero stato oltra duo mesi in regno che nuovo amante al loco mio fu assunto
da se cacciommi la fata con sdegno & da la gratia sua m hebbe disgiunto & seppi poi: che tratti a simil porto havea mill alri amanti: & tutti a torto
Et perche essi non vadano pel mondo di lei narrando la vita lasciva chi qua: chi la: per lo terren fecondo li muta: altri in Abete altri in Oliva
altri in Palma: altri in Cedro: altri (secondo che vedi me) su questa verde riva: alri in liquido fonte: alcuni in fera: come piu aggrada a quella fata altiera
Hor tu che sei per non usata via Signor venuto al Isola fatale accio che alcuno amante: per te sia converso in petra: o in onda: o fatto tale
havrai d Alcina scettro: & signoria & serai lieto sopra ogni mortale ma pensa & certo sii: giungere al passo d entrar in fera: o in fonte: o in legno: o in sasso
Io te ne ho dato volentieri aviso non ch io mi creda: che debbia giovarte pur meglio fia: che non vadi improviso & de costumi suoi tu sappia parte
che forse come e differente il viso e differente anchor lingegno: & larte tu saprai forse riparar al danno quel che saputo mill altri non hanno
Ruggier che connosciuto havea per fama ch Astolfo alla sua donna cugino era si dolve assai che in steril pianta e grama mutato havesse la sembianza vera
e per amor di questa che tanto ama (pur che saputo havesse in che maniera) glihavria fatto servitio: ma aiutarlo in altro non potea: che in confortarlo
Lo fe al meglio che seppe: & dimandolli poi: se viaci era: che al regno guidassi di Logistilla: o per piano: o per colli si che: per quel d Alcina: non andassi
che ben ve nera unaltra ritornolli larbore a dir: ma piena d aspri sassi s andando un poco inanzi alla man destra salisse il poggio: in ver la cima alpestra
Ma che non pensi gia: che seguir possa il suo camin: per quella strada troppo incontro havra di gente ardita: grossa & fiera compagnia: con duro intoppo
Alcina ve li tien: per muro & fossa a chi volesse uscir fuor del suo groppo Ruggier quel Mirto rigratio del tutto poi da lui si parti dotto & instrutto
Venne al cavallo & lo disciolse: & prese per le redine: & drieto se lo trasse ne come fece prima piu lascese perche mal grado suo non lo portasse
seco pensava: come nel paese di Logistilla a salvamento andasse era disposto: & fermo: usar ogni opra che non gli havesse imperio Alcina sopra
Penso di rimontar il suo cavallo & per laria spronarlo a nuovo corso ma dubito di far poi maggior fallo che troppo mal: quel gli ubidiva al morso
io passero per forza: s io non fallo (dicea tra se) ma vano era il discorso non fu duo miglia lungi alla marina che la bella citta vide d Alcina
Lontan si vide una muraglia lunga che gira intorno: & gran paese serra & par che la sua altezza al ciel saggiunga e doro sia da lalta cima a terra
alcun dal mio parer qui si dilunga & dice che glie alchimia: & forse ch erra & ancho forse meglio di me intende a me par oro poi che si risplende
Come fu presso alle si ricche mura chel mondo altre non ha de la lor sorte lascio la strada che per la pianura ampla e diritta andava alle gran porte
& a man destra a quella piu sicura ch al monte gia piegossi il guerrier forte ma presto ritrovo liniqua frotta dal cui furor gli fu turbata & rotta
Non fu veduta mai piu strana torma piu mostruosi volti: & peggio fatti alcun dal collo in giu d huomini han forma col viso poi di can: di simie: o gatti
stampano alcun con pie caprigni lorma alcuni son centauri agili & atti son gioveni impudenti: & vecchi stolti chi nudi: & chi di strane pelli involti
Chi senza freno s un caval galoppa chi lento va: con lasino o col bue altri salisce ad un centauro in groppa molti hanno sotto aquile: struzzi: & grue
ponsi altri a bocca il corno: altri la coppa chi femina: e chi maschio: e chi amendue chi porta uncino: chi scala di corda chi pal di ferro: & chi una lima sorda
Di questi il capitano si vedea chavea gonfiato il ventre: e il viso grasso & sopra una testugine sedea che con gran tardita mutava il passo
havea di qua e di la chi lo reggea perche egli era ebro: & tenea il ciglio basso altri la fronte gli sciugava e il mento altri i panni scuotea per fargli vento
Un chavea forma dhuomo i piedi e il ventre e collo havea di cane orecchie e testa contra Ruggier abaia accio ch egli entre ne la bella citta che a dietro resta
rispose il cavallier nol faro mentre havra forza la man di reger questa (e li mostra la spada) di cui volta havea laguzza punta alla sua volta
Quel monstro lui ferir vuol d una lancia ma Ruggier presto se gli aventa adosso una stoccata gli trasse alla pancia & la fe un palmo riuscir pel dosso
il scudo imbraccia: & qua & la si lancia ma troppo e il stuol de gliaversari grosso lun quinci il punge: & laltro quindi afferra e gli si arrosta: & fa lor aspra guerra
Lun fin a denti: & laltro fin al petto partendo va: di quella iniqua razza ch alla sua spada: non si oppone elmetto ne scudo: ne panzera: ne corazza
ma da tutte le parti e cosi astretto che bisogno seria per trovar piazza & tener da se largo il popul reo d haver piu braccia: & man: che Briareo
Se discoprir havesse havuto aviso il scudo che gia fu del Negromante io dico quel che abbarbagliavail viso: quel che allarcione havea lasciato Athlante
subito havria quel brutto stuol conquiso & fattosel cader cieco dinante & forse ben che disprezzo quel modo perche virtude usar volse: & non frodo
Sia quel che puo: piu presto vuol morire che rendersi prigion a si vil gente eccoti intanto dala porta uscire del muro ch io dicea doro lucente
due giovane ch a gesti: & al vestire non eran da stimar nate humilmente ne da pastor nutrite con disagi ma in le delitie di real palagi
Luna & laltra sedea s un Liocorno candido piu: che candido Armelino luna & laltra era bella: & di si adorno habito: & modo tanto pellegrino
che lhuom guardando & contemplando intorno bisognerebbe haver occhio divino per far di lor giudicio: e tal saria Belta s havesse corpo: & Liggiadria
Luna & laltra ne ando: dove nel prato Ruggier oppresso era dal stuol villano tutta la turba si levo da lato & quelle al cavallier porser la mano
che tinto in viso di color rosato le donne ringratio de latto humano & fu contento (compiacendo loro) di ritornarsi a quella porta doro
Ladornamento che s aggira sopra la bella porta: & sporge un poco inante parte non ha: che tutta non si copra de le piu rare gemme di Levante
da quatro parti si riposa sopra grosse colonne d integro Diamante o vero o falso: ch allochio risponda: non e cosa piu bella o piu gioconda
Su per la soglia: & fuor per le colonne corron scherzando lascive donzelle che se i rispetti debiti alle donne servassen piu: serian forse piu belle
tutte vestite eran di verdi gonne & coronate di frondi novelle: queste con molte offerte: & con buon viso Ruggier fecero intrar nel paradiso
Che si puo ben cosi nomar quel loco ove micredo che nascesse Amore non vi si sta se non in danza: e in giuoco e tutte in festa vi si spendon lhore
pensier canuto ne molto ne poco si puo quivi albergare in alcun core non entra quivi disagio: ne inopia ma vi sta ognhor col corno pien la Copia
Qui: dove con serena & lieta fronte par ch ogn hor rida il gratioso Aprile: gioveni et donne son: qual presso a fonte canta con dolce e dilettevol stile
qual d un arbor all ombra: e qual d un monte o giuoca: o danza: o fa cosa non vile & qual lungi da glialtri: a un suo fedele: discopre lamorose sue querele
Per le cime de pini e de li allori de glialti faggi e de gli hirsuti abeti volan scherzando i pargoletti amori de lor vittorie altri godendo lieti
altri pigliando a saettare i cori la mira quindi: altri tendendo reti chi tempra i strali ad un ruscel piu basso e chi li agguzza ad un volubil sasso
Quivi a Ruggier un gran corsier fu dato forte: gagliardo: tutto di pel sauro chavea il bel guarnimento ricamato di pretiose gemme: & lucido auro
& fu lasciato in guardia: quel alato quel che solea ubidire al vecchio Mauro: a un giovene: che drieto lo menassi al buon Ruggier: con men frettosi passi
Quelle due belle giovane amorose: chavean Ruggier da lempio stuol difeso da lempio stuol: che dianzi se gli oppose su quel camin: chavea a man destra preso
gli dissero: signor le virtuose opere vostre: che gia habbiamo inteso ne fanno ardite: che laiuto vostro vi chiederemo: a beneficio nostro
Noi troveren tra via presto una lama che fa due parti: di questa pianura una crudel che Eriphilla si chiama: difende il ponte: & sforza: e inganna: & fura
chiunque andar ne laltra ripa brama & ella e gigantessa di statura li denti ha lunghi: & velenoso il morso acute lugne: & graffia come un Orso
Oltre che sempre ne turbi il camino che libero seria: se non fusse ella spesso correndo per tutto il giardino va disturbando: hor questa cosa hor quella
sappiate che del populo assassino che vi assali nanzi alla porta bella: molti suoi figli son: tutti seguaci empii come ella: inhospiti & rapaci
Ruggier rispose: non ch una battaglia ma per voi sero pronto a farne cento di mia persona: in tutto quel che vaglia fatene voi: secondo il vostro intento
che la cagion ch io vesto piastra: e maglia non e per guadagnare terre: ne ariento ma sol per farne beneficio altrui tanto piu a belle donne come vui
Le gentil donne gratie riferiro: degne d un cavallier: come quell era et cosi ragionando ne veniro: dove videro il ponte: & la rivera
& di Smeraldo ornata: & di Zafiro su larme dor: vider la donna altiera ma dirvi in laltro canto differisco come Ruggier con lei si pose al risco
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