cHi và lontan da la sua patria, vede cose, da quel che già credea, lontane che narrandole poi non se gli crede, et stimato bugiardo ne rimane
chel sciocco vulgo non vuol mai dar fede a cose che non veggia, et habbia in mane per questo io sò che l inexperienza, farà al mio canto dar poca credenza
Poca o molta, ch io v abbia, non bisogna ch io ponga mente al vulgo sciocco e ignaro basta ch a voi, non parera menzogna che l lume del discorso havete chiaro
et a voi soli, ogni mio intento agogna che l frutto sia di mie fatiche caro io vi lasciai ch el ponte et la rivera vider, ch in guardia havea Eriphilla altiera
Quell era armata del più fin metallo, et quel di varie gemme havea distinto di rubin rosso, e chrysolitho giallo verde smeraldo, et di flavo hiacyntho
era montata, ma non a cavallo e n vece di cavallo ella havea spinto un lupo al ponte, ove si passa il fiume chavea la sella fuor d ogni costume
Non credo ch un si grande Apulia n habbia egli era grosso, et alto più d un bue non gli facea spiumar con freno labbia ne sò come lo tegna a voglie sue
la sopravesta di color di sabbia sú l arme havea la maledetta lue fuor chel color, quasi era de la sorte, ch usan prelati in la Romana corte
Et portava nel scudo, et sul cimero, una gonfiata et venenosa botta le donne la monstraro, al cavalliero che già di quà dal ponte era ridotta
per far lor onta, e rompere il sentiero come ad alcuni usata era tal hotta ella a Ruggier che torni adietro, grida quel piglia un hasta et la minaccia, et sfida
La Gigantessa a speronar è presta l horribil Lupo, et ne l arcion si serra da laltra parte, con la lancia in resta ne vien Ruggier, et fà tremar la terra
la lancia di Eriphilla in pezzi resta il buon Ruggier lei sotto l elmo afferra e de l arcion con tal furor la caccia che la riporta indietro oltra sei braccia
Et già (tratta la spada chavea cinta) venia a levarne la testa superba et ben lo potea far che come estinta Eriphilla giacea tra fiori e l herba
ma le donne gridar, basti sia vinta senza pigliarne altra vendetta acerba ripon cortese cavallier la spada passiamo il ponte et seguitiam la strada
Alquanto malagevole et aspretta per mezo un bosco, presero la via che oltra che sassosa fusse, et stretta non poco ratta alla collina gia
ma poi che furò ascesi in su la vetta usciro in spatiosa prateria dove il piú bel palazzo, e l più giocondo vider che mai fusse veduto al mondo
La bella Alcina venne un pezzo inante verso Ruggier fuor de le prime porte et lo raccolse in signoril sembiante, in mezo bella et honorata corte
da tutti li altri tanto honore, et tante reverentie fur fatte al guerrier forte che non ne potrian far piú se tra loro fusse Dio sceso, dal superno choro
Non tanto il bel palazzo era excellente perche vincesse ogn altro di ricchezza quanto che richiudea piacevol gente dotata di costumi, et gentilezza
poco era lun da laltro differente de la fiorita età, de la bellezza sola di tutti Alcina assai più bella splendea, come più il sol fà d ogni stella
Di persona era tanto ben formata quanto me pinger san pittori industri con bionda chioma lunga, et annodata oro non é che piú risplenda, et lustri
spargeasi per la guancia delicata misto color di rose et di ligustri di terso Avorio, era la fronte lieta che finia il spatio suo, con giusta meta
Sotto duo negri, et sottilissimi archi son duo negri occhi, anzi duo chiari soli pietosi a riguardar a muover parchi intorno cui par ch Amor scherzi et voli
et ch indi tutta la pharetra scarchi et che visibilmente i cori involi quindi il naso per mezo il viso scende che non ritrova Invidia ove l emende
Sotto quel stà, quasi fra due vallette la bocca sparsa di natio ginabro quivi duo filze son di perle elette che chiude, et apre, un bello et dolce labro
quindi escon le cortesi parolette da render molle, ogni cor rozo et scabro quivi si forma quel suave riso ch apre a sua posta in terra il paradiso
Bianca neve è l bel collo, el petto latte il collo è tondo, il petto colmo et largo duo pome acerbe, et pur d avorio fatte vengono et van, come onda al primo margo
quando piacevol aura il mar combatte non potria l altre parti veder Argo non che di fuor perhò, il giudicio manchi ch in mezo è stretta, et rilevata a fianchi
Come le braccia habbian lunghezza giusta et la candida man, spesso si vede lunghetta alquanto, et di larghezza angusta dove ne nodo appar, ne vena excede
si vede al fin de la persona augusta il piccolino, et ritondetto piede li angelici sembianti nati in cielo non si ponno celar sotto alcun velo
Havea in ogni sua parte un laccio teso o parli, o rida, o canti, o passo muova ne maraviglia è se Ruggier n è preso che tanto a se benigna la ritrova
quel che di lei già havea dal Mirto inteso quant é perfida, et ria, poco gli giova ch inganno o tradimento non gli è aviso che possa star con si suave riso
Anzi pur creder vuol, che da costei fusse converso Astolfo in sù l arena, per suoi deportamenti ingrati, e rei, et sia degno di questa, et di più pena
et tutto quel ch udito havea di lei stima esser falso, et che vendetta mena et mena astio et invidia lo dolente a biasmar lei, di quel che tutto mente
La bella donna che cotanto amava novellamente gl è dal cor partita che per incanto Alcina gli lo lava d ogni antica amorosa sua ferita
et di lei sola, et del suo amor lo grava in quello essa riman sola sculpita siche scusar il buon Ruggier si deve, se si mostrò qui mal constante, et leve
Nanzi alla mensa Cithare, arpe, et Lyre, et diversi altri dilettevol suoni faceano intorno l aria tintinire, d harmonia dolce, et di concenti buoni,
non vi mancava chi cantando dire d Amor sapesse, gaudi, et passioni, o con inventioni, et poesie, rappresentasse grate fantasie
Qual mensa trionphante, et suntuosa, di qual si voglia successor di Nino o qual mai tanto celebre, et famosa, di Cleopatra, al vincitor latino
si potrebbe uguagliare in ogni cosa a questa, ove s honora il paladino tal non cred io che s apparecchi, dove ministra Ganymede inanzi a Giove
Tolte che fur le mense, et le vivande facean (sedendo in cerchio) un giuoco lieto che ne l orecchio lun, laltro dimande, (come gli piace più) qualche secreto
il che a gli amanti fù commodo grande, ragionar del suo amor senza divieto e furon lor conclusioni estreme di ritrovarsi quella notte insieme
Finir quel giuoco presto, et molto inanzi che non solea la dentro esser costume con torchi. allhora i paggi entrati inanzi le tenebre cacciar con molto lume
tra bella compagnia dietro e dinanzi andò Ruggiero a ritrovar le piume in una adorna, et frescha cameretta, per la miglior di tutte laltre eletta
Et poi che di confetti, et di buon vini di nuovo fatti fur debiti inviti, et partir li altri riverenti, et chini et alle stanze lor tutti son iti
Ruggier entrò ne profumati lini, che pareano di man d Arachne usciti tenendo tuttavia l orecchie attente, s anchor venir la bella donna sente
Ad ogni piccol moto ch egli udiva (sperando che fusse ella) il capo alzava sentir credeasi, e spesso non sentiva poi del suo errore accorto sospirava
tal volta uscia dal letto, e luscio apriva, guatava fuori, et nulla vi trovava et maledì ben mille volte lhora che facea al trappassar tanta dimora
Tra se dicea sovente, hor si parte ella et cominciava a noverar i passi ch esser potean da la sua stanza, a quella donde aspettando stà che Alcina passi
e questi, et altri (prima che la bella donna vi sia) vani disegni fassi teme di qualche impedimento spesso, che tra l frutto et la man, non gli sia messo,
Alcina, poi ch a pretiosi odori, dopo gran spatio pose alcuna meta venuto l tempo, che più non dimori, hormai ch in casa era ogni cosa cheta
de la camera sua sola uscì fuori et tacita n andò per via secreta dove Ruggier, con palpitante core aspettata l havea forse quattro hore
Come se vide il successor d Astolfo sopra apparir quelle ridenti stelle come habbia ne le vene acceso solfo non par che capir possa ne la pelle
hor sin agliocchi ben nuota nel golfo de le delitie, et de le cose belle salta del letto e n braccio la raccoglie ne può tanto aspettar ch ella si spoglie
Benche ne gonna ne faldiglia havesse che venne avolta in un liggier zondado che sopra una camicia, ella si messe suttilissima, et bianca, al summo grado
come Ruggier abbracciò lei, gli cesse il manto, et restò l vel suttile et rado che più non la copria dinanzi e dietro che rosa, o giglio, un bel vaso di vetro
Ne così strettamente Hedera preme pianta ove intorno abbarbicata s habbia come si stringon li duo amanti insieme, cogliendo il fior del spirto, su le labbia
che più suave non esce di seme ch India nutrisca in l odorata sabbia del gran piacer chavean, lor dicer tocca che spesso havean piu d una lingua in bocca
Queste cose la dentro eran secrete, o se pur non secrete, almen tacciute che raro fù tener le labbia chete biasmo ad alcun, ma ben spesso virtute
tutte proferte et accoglienze liete fanno a Ruggier, quelle persone astute ogn un lo reverisce, et se gl inchina che così vuol l innamorata Alcina
Non è diletto alcun che di fuor reste, anzi son tutti in l amorosa stanza e due e tre volte il dì mutano veste fatte hor ad una, hora ad un altra usanza
spesso in conviti, et sempre stanno in feste in giostre lotte scene in bagno in danza hor presso ai fonti, all ombre de poggetti leggon d antiqui, l amorosi detti
Hor per l ombrose valli, et lieti colli, vanno cacciando le paurose lepri hor con sagaci cani, i fagian folli con strepito, uscir fan di stoppie e vepri
hor a tordi lacciuoli, hor veschi molli, tendon tra li odoriferi ginepri hor con hami inescati, et hor con reti, turbano a pesci i grati lor secreti
Stava Ruggier in tanta gioia et festa mentre Carlo in travaglio et Agramante di cui l historia, io non vorrei per questa porre in oblio, ne lasciar Bradamante
che con travaglio, e con pena molesta pianse più giorni, il disiato amante chavea per strade disusate et nuove veduto portar via, ne sapea dove
Di costei prima, che de l altri dico che molti giorni andò cercando in vano pei boschi ombrosi, et per lo campo aprico, per ville per città, per monte e piano
ne mai puotè saper del caro amico che di tanto intervallo era lontano ne l hoste saracin spesso venia, ne mai del suo Ruggier puotè haver spia
Ogni dì ne dimanda a più di cento ne trova alcun che mai ne le ragioni d alloggiamento, và in alloggiamento cercandone e trabacche, et padiglioni
et lo può far, che senza impedimento passa tra cavallieri, et tra pedoni mercè all annel che fuor d ogni human uso la fà sparir quando l è in bocca chiuso
Ne può ne creder vuol, che morto sia perche di si grande huom, l alta ruina da l onde Idaspe udita si saria fin dove il sol a riposar declina
non sà s é in cielo o n terra, ne che via possa tener, et pur sera, et matina, lo và cercando, et per compagni mena suspiri, et pianti et ogni acerba pena
Pensossi al fin, tornar alla spelonca dove eran l ossa di Merlin propheta et gridar tanto intorno alla sua conca chel freddo marmo si movesse a pieta
che se vivea Ruggiero, o gli havea tronca l alta necessità la vita lieta si sapria quindi, et poi si appigliarebbe a quel miglior consiglio che n harebbe
Con questa intention, prese il camino verso li monti prossimi a Pontiero dove la vocal tomba di Merlino era nascosta in luoco alpestro et fiero
ma quella Maga che sempre vicino tenuta a Bradamante havea l pensiero quella vi dico, che in la bella grotta, l havea de la sua stirpe instrutta e dotta
Quella benigna et saggia incantatrice che sempre tenea cura di costei sapendo che devea progenitrice esser, di gran signori, et semidei
ciascun dì vuol saper che fà che dice et getta ciascun dí sorte per lei di Ruggier liberato, e poi perduto, e dove in India andò tutto hà saputo
Veduto l havea ben sù quel cavallo che regger non potea, ch era sfrenato scostarse di lunghissimo intervallo per sentier periglioso e non usato
e ben sapea che stava in giuoco e n ballo e in cibo e in otio, molle e delicato ne piu memoria havea del suo signore ne de la donna sua, ne del suo honore
E così il fior de li belli anni suoi in lunga inertia haver potria consunto sì gentil cavallier, per dever poi perdere il corpo e l anima in un punto
e quel odor, che sol riman di noi, poscia ch el resto fragile è defunto che trà l huom di sepolchro e n vita serba gli seria stato o tronco o svelto in herba
Ma quella gentil Maga che piu cura n havea, ch egli medesmo di se stesso pensò di trarlo per via alpestre e dura alla vera virtú mal grado d esso
come excellente medico, che cura con ferro e fuoco, e con veneno spesso che se ben molto da principio offende, poi giova al fine, e gratia se gli rende
Ella non gli era facile e indulgente ne fattone orba di superchio amore si come Atlante, a cui tollea la mente l esserne troppo tenero di core
piu presto egli volea che lungamente vivesse, e senza fama, e senza honore, che con tutta la laude che sia al mondo, mancasse un anno al suo viver giocondo,
L havea mandato all isola d Alcina, perche obliasse l arme in quella corte e come Mago di summa dottrina ch usar sapea l incanti in ogni sorte
havea il cor stretto di quella Regina ne l amor d esso d un laccio sì forte ch ella nol serà mai, per poter sciorre s invecchiasse Ruggier piu di Nestorre
Hor tornando a colei ch era presaga di quanto dè avenir, dico che tenne la dritta via, dove in l errante et vaga figlia d Amone ad incontrar si venne
che tosto che connobbe la sua Maga tutta la pena che prima sostenne mutò in speranza, e quella tutto il vero le disse, ove condotto era Ruggiero
La Giovane rimase quasi morta, quando udì ch el suo amante era sì lunge e piu che nel suo amor periglio porta se gran rimedio, e subito non giunge
ma la benigna Maga la conforta e presto pon l impiastro ove il duol punge e le promette, e giura, in pochi giorni far che Ruggiero a riveder lei torni
Da che Donna (dicea) l annel hai teco che val contra ogni magica fattura, io non hò dubbio alcun, che s io l arreco là dove Alcina ogni tuo ben ti fura,
ch io non le rompa il suo disegno, e meco non ti rimeni la tua dolce cura questa sera andarò ne la prima hora e serò in India, anchor nanzi alla aurora
E seguitando, del modo narrolle che disegnato havea d adoperarlo per trar del regno effeminato e molle il suo amatore, e in Francia ritornarlo
Bradamante l annel del dito tolle ne solamente havria voluto darlo ma dato il core, e dato havria la vita pur che n havesse il suo Ruggiero aita
Le dà l annello, e se le raccomanda e piu le raccomanda il suo Ruggiero a cui per lei mille saluti manda poi prese ver Provenza altro sentiero
andò l Incantatrice a unaltra banda e per porre in effetto il suo pensiero un palafren fece apparir la sera, chavea un piè rosso e l altra parte nera
Credo fusse un Alchino o un Fanfarello che da l inferno, in quella forma trasse e scinta, e scalza, montó sopra quello a chiome sciolte, e horribilmente passe
ma ben di dito si levò l annello perche l incanti suoi non le vietasse poi con tal fretta andò che la matina se ritrovò ne l isola d Alcina
Quivi mirabilmente trammutosse che quasi un palmo alzò la sua statura e fe le membra a proportion piu grosse e restò a punto di quella misura
che si pensò ch el Negromante fosse quel che nutrì Ruggier con sì gran cura vestì di lunga barba le mascelle rugó la fronte, e s increspò la pelle
Di faccia, di parole, e di sembiante si lo seppe imitar, che totalmente potea parer l incantator Atlante poi si nascose, e tanto pose mente
che vide da Ruggier la vigilante e sollicita guardia farsi absente io dico Alcina, che di stare o gire senz esso un hora potea mal patire
Soletto lo trovò come lo volle che si godea il matin fresco e sereno lungo un bel rio, che discorrea d un colle verso un laghetto limpido et ameno
il suo vestir delitioso e molle tutto era d otio e di lascivia pieno che di sua man gli havea di seta e d oro tessuto Alcina, con sottil lavoro
Di ricche gemme, un splendido monile gli discendea dal collo in mezo il petto in l un e in l altro già tanto virile braccio, girava un lucido cerchietto
gli havea forato un fil d oro sottile ambe l orecchi, in forma d annelletto e due gran perle pendevano quindi qual mai non hebbon li Arabi ne l Indi
Humide havea le ben nodate chiome de i piu suavi odor che sieno in prezzo tutto ne gesti era amoroso, come fusse in Valenza a servir donne avezzo
non era in lui di sano, altro ch el nome corrotto tutto il resto, e piu che mezzo così Ruggier fu ritrovato, tanto da l esser suo mutato per incanto
Ne la forma d Atlante se gli affaccia colei, che la sembianza ne tenea con quella grave e venerabil faccia, che Ruggier sempre reverir solea
con quel sguardo pien d ira, e di minaccia, che spesso da fanciul temuto havea dicendo, è questo dunque il frutto ch io lungamente atteso hò del sudor mio?
Di medolle di Tigri, e di Leoni, ti porsi io dunque li primi alimenti t hò per caverne et horridi buroni, fanciullo avezzo a strangolar serpenti
e trovar l Orse entro le sue magioni et a vivi Cingial trar spesso e denti acciò che dopo tanta disciplina tu sii l Adone o l Atyde d Alcina?
E´ questo quel, che l infallibil stelle, le sacre fibre, e li accoppiati punti responsi auguri sogni, e tutte quelle sorti ove troppo hò i studii miei consunti
di te promesso, sin da le mammelle m havean? come quest anni fusser giunti? ch in arme l opre tue cosí preclare esser devean, che serian senza pare?
Quest è ben veramente alto principio, onde si può sperar, che serai presto, un Pyrrho, un Alexandro un Iulio, un Scipio chi potea ohime di te mai creder questo?
che ti facessi d Alcina mancipio? e perche ognun lo veggia manifesto, al collo, et alle braccia, hai la catena di ch ella a voglia sua preso ti mena
Se non ti movon le tue proprie laudi e lopre excelse, a chi t há l cielo eletto, la tua succession perche defraudi del ben, che mille volte i t hó predetto?
deh perch el ventre eternamente claudi di quella, in ch el ciel vuol, che sia concetto del seme tuo la gloriosa prole, chesser dé al mondo, piu chiara ch el Sole
Non divietar, che le piu nobil alme che sian formate ne l eterne idee di tempo in tempo habbian corporee salme dal ceppo, che radice in te haver dee
non divietar mille triomphi e palme con che dopo aspri danni e piaghe ree tuoi figli, tuoi nipoti, e successori Italia tornaran ne i primi honori
Non ch a piegarti a questo tante e tante anime belle, haver devesson pondo che chiare illustri inclyte invitte e sante son per fiorir da l arbor tuo fecondo
ma una sol coppia esser devria bastante Hippolyto, et il fratel, che pochi il mondo ha tali havuti anchor sin al dì d hoggi per tutti i gradi onde a virtù si poggi
Io solea piu di questi dui narrarte chi non facea di tutti li altri insieme si perche essi terran soli piu parte che tutto il resto in le virtú supreme
si perche a dir di lor mi vede a darte piu attention, che d altri del tuo seme vedea goderti che sí chiari heroi, esser devean de li nipoti tuoi
Che hà costei che t hai fatto regina che non habbian millaltre meretrici? costei che di tantaltri è concubina ch al fin sai ben s ella suol far felici
ma perche tu connosca chi sia Alcina levatone le fraudi e li artifici tien questo annello in dito, et torna ad ella ch aveder ti potrai, come sia bella
Ruggier si stava vergognoso e muto, mirando in terra, e mal sapea che dire a cui la Maga nel dito minuto pose l annello, e lo fè risentire
come Ruggier in se fú rivenuto di tanto scorno si vide assalire, ch esser vorria sotterra mille braccia ch alcun veder non lo potesse in faccia
Ne la sua prima forma, in un instante cosí parlando la Maga rivenne ne bisognava piu quella d Atlante seguitone l effetto perche venne
per dirvi quel, ch io non vi dissi inante, costei Melissa nominata venne chor diè a Ruggier di se notitia vera et dissegli a che effetto venuto era
Mandata da colei che d amor piena non potea piu patir sì lunga absentia per liberarlo da quella catena, di che lo cinse magica violenza
e preso havea d Atlante di Carena la forma, per trovar meglio credenza ma poi che a sanitá l hà homai ridutto gli vuol aprir e far che veggia il tutto
Quella donna gentil che tama tanto quella che del tuo amor degna sarebbe a cui (se non ti scorda) tu sai quanto tua libertà da lei servata debbe
questo annel che ripara ad ogni incanto ti manda, e così il cor mandato havrebbe s havesse havuto il cor cosí virtute, come l annello, atta alla tua salute
E seguitò, narrandogli l amore che Bradamante gli hà portato e porta di quella insieme commendò il valore in quanto il vero, e affettion comporta
et usó modo e termine migliore che si convegna a messaggiera accorta e in quel odio Alcina a Ruggier pose in che soglionse haver l horribil cose
In odio gli la pose, anchor che tanto l amasse dianzi, e non vi paia strano quando l suo amor per forza era d incanto che essendovi l annel rimase vano
fece l annel palese anchor, che quanto di beltà Alcina havea, tutto era extrano extrano havea e non suo dal piè alla treccia el bel ne sparve, e le restò la feccia
Come fanciul che corruttibil frutto ripone, e poi si scorda u l hà riposto e dopo molti giorni è ricondutto là dove truova a caso il suo deposto
si maraviglia a rivederlo tutto putrido e guasto, e non come fu posto e dove amarlo, e caro haver solia l odia sprezza, n hà schivo e getta via
Così Ruggier, poi che Melissa fece ch a riveder se ne tornò la fata con quel annello, inanzi a cui non lece (quando s hà indito) usar opra incantata
ritrova, contra ogni sua stima, in vece de la bella, che dianzi havea lasciata donna si laida, che la terra tutta ne la più vecchia havea, ne la più brutta,
Pallido, crespo, et macilente havea Alcina il viso, el crin raro, et canuto sua statura a sei palmi non giungea ogni dente di bocca era caduto
che più di Hecuba, et più de la Cumea et havea più d ogn altra mai vivuto ma si usò l arti al nostro tempo ignote che bella et giovinetta parer puote
Giovane et bella si facea con arte si che molti ingannò come Ruggiero ma l annel venne a interpetrar le charte che già molti anni havean celato il vero
miracol non é dunque se si parte de l animo a Ruggier ogni pensiero chavea d amar Alcina, hor che la trova in guisa, che sua fraude non le giova
Ma (come l avisó Melissa) stette senza mutar il solito sembiante fin che de l arme sue (più di neglette) si fù vestito dal capo alle piante
et per non farle ad Alcina suspette, finse provar s in esse era aiutante finse provar se gli era fatto grosso, dopo alcun di che non l hà havute indosso
Et Balisarda poi si messe al fianco (che così nome la sua spada havea) et quel scudo mirabile tolse ancho che non pur gliocchi abbarbagliar solea
ma lanima facea sì venir manco, che del corpo exhalata esser parea lo tolse et col zondado in che trovollo che tutto lo copria, sel misse al collo
Venne alla stalla, e fece briglia e sella porre a un caval più che la pece nero così Melissa l havea instrutto, ch ella sapea quanto nel corso era liggiero
chi lo connosce, Rabican l appella Et è quel proprio, che col cavalliero di cui li venti hor presso al mar fan giuoco portò già la Balena in questo luoco
Potea haver l Hippogrypho similmente che presso a Rabicano era legato ma gli havea detto la Maga, habbi mente che gli è (come tu sai) troppo sfrenato
e gli diede intention, chel dì seguente lo condurebbe allui fuor di quel stato la dove adagio poi sarebe instrutto, come frenarlo, e farlo gir per tutto
Ne suspetto darà se non lo tolle de la tacita fuga ch apparecchia fece Ruggier, come Melissa volle ch invisibil ogn hor gli era all orecchia
così fingendo, del lascivo e molle Palazzo uscì, de la puttana vecchia, e si venne accostando ad una porta donde é la via ch a Logistilla porta
Assaltò li guardiani all improviso, e si cacciò tra lor col ferro in mano e qual lasciò ferito, et qual ucciso e corse fuor del ponte amano amano
e prima che n havesse Alcina aviso, di molto spatio, fù Ruggier lontano diró nel altro canto, che via tenne poi come a Logistilla, se ne venne
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