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1474–1533

Canto secondo

Ludovico Ariosto

iNgiustissimo Amor per che si raro corrispondenti fai nostri disiri? onde perfido avien che ti e si caro il discorde voler che in dui cor miri?

ir non mi lasci al facil guado e chiaro e nel piu cieco e maggior fondo tiri da chi disia il mio amor tu mi richiami e chi m ha in odio vuoi che adori & ami

Fai che a Rinaldo Angelica par bella quando esso a lei brutto e spiacevol pare quando le parea bello: e lamava ella egli odio lei quanto si puo piu odiare

hora safflige indarno & si flagella cosi renduto ben gli e pare a pare ella lha in odio: e lodio e di tal sorte che piu presto che lui voria la morte

Rinaldo a lui con ira e con orgoglio grido: scendi ladron del mio cavallo che mi sia tolto il mio patir non soglio ma ben fo a chi lo vuol caro costallo

e levar questa donna ancho ti voglio che serebbe a lasciartela gran fallo si perfetto destrier: donna si degna a un ladron non mi par che si convegna

Tu te ne menti che ladrone io fia: rispose il Saracin non meno altiero: che dicesse a te ladro: lo diria quanto io n odo per fama: piu con vero

la pruova hor si vedra chi di noi sia piu degno dela donna & del destriero benche: quanto a lei: teco io mi convegna che non e cosa al mondo altra si degna

Come soglion talhor dui can mordenti o per invidia o per altro odio mossi avicinarsi digrignando i denti con occhi bieci e piu che bracia rossi

indi a morsi venir di rabbia ardenti con aspri ringhi e rabuffati dossi cosi alle spade & da gridi & da lonte venne il Circasso & quel di Chiaramonte

A piedi e lun: laltro a cavallo: hor quale credete chabbia il Saracin vantaggio? ne ve n ha perho alcun: che cosi vale forse anchor men ch uno inexperto paggio

che il destrier per instinto naturale non volea fare al suo Signor oltraggio ne con man ne con spron potea il Circasso farlo a volonta sua muover mai passo

Quando crede cacciarlo egli s arresta e se tener lo vuole o corre o trotta poi sotto il petto si caccia la testa giuoca di schiene: & mena calci in frotta

vedendo il Saracin: ch a domar questa furia bestial: non vi era tempo allohotta ferma le man sul primo arcione & s alza & dal sinistro fianco in piede sbalza

Sciolto che fu el Pagan con leggier salto da lostination chavea Baiardo si vide cominciar ben degno assalto d un par di cavallier tanto gagliardo

suona lun brando e laltro: hor basso: hor halto il martel di Vulcano era piu tardo ne la spelonca affumicata dove battea all incude e folgori di Giove

Fanno hor con lunghi: hora con finti e scarsi colpi: veder che mastri son del giuoco hor li vedi ire altieri: hor ranicchiarsi hora coprirsi: hora mostrarsi un poco

hora crescere inanzi: hora ritrarsi ribatter colpi: et spesso lor dal loco girarsi intorno: e donde luno cede laltro haver posto immantinente il piede

Ecco Rinaldo con la spada adosso a Sacripante tutto si abandona quel porge il scudo inante: che era grosso con la piastra d acciar temprata e buona

taglial Fusberta: anchor che molto grosso: ne geme la foresta & ne risuona losso e lacciar ne va che par di giaccio e lassa al Saracin stordito il braccio

Come vide la timida donzella dal fiero colpo uscir tanta ruina per gran timor cangio la faccia bella quale il reo ch al supplicio si avicina

ne le par che vi sia da tardar: sella non vuol di quel Rinaldo esser rapina di quel Rinaldo chella tanto odiava quanto esso lei miseramente amava

Volta il Cavallo: & ne la selva folta lo caccia per un aspro e stretto calle e spesso il smorto viso adietro volta che le par che Rinaldo habbia alle spalle

fuggendo non havea fatto via molta che scontro un Eremita in una valle chavea lunga la barba a mezo il petto devoto e venerabile di aspetto

Da li anni & dal digiuno attenuato sopra un lento asinel fe ne veniva & parea piu che alcun fusse mai stato di conscienza scrupulosa et schiva

come egli vide il viso delicato de la donzella che sopra gliarriva debil quantunque & mal gagliarda fosse tutta per charita se gli commosse

La donna al fraticel chiede la via che la conduca ad un porto di mare perche levar di Francia si voria per non udir Rinaldo nominare

il frate che sapea negromantia non cessa la donzella confortare che presto la trarra di ogni periglio & ad una sua tasca die di piglio

Trassene un libro: e mostro grande effetto che legger non fini la prima faccia ch uscir fa un spirto in forma di un valletto & gli commanda quanto vuol chel faccia

quel se ne va da la scrittura astretto dove i dui cavallieri a faccia a faccia eran nel bosco: & non stavano al rezo fra quali entro con grande audacia in mezo

Per cortesia (disse) un di voi mi mostre quando ancho uccida laltro che gli vaglia che merto havrete alle fatiche vostre finita che tra voi sia la battaglia

sel conte Orlando senza liti o giostre e senza pur haver rotta una maglia verso Parigi mena la donzella che vi ha condotti a questa pugna fella

Vicino un miglio ho ritrovato Orlando che ne va con Angelica a Parigi di voi ridendo insieme & motteggiando che senza frutto alcun siate in litigi

il meglio forse vi sarebbe: hor quando non son piu lungi: a seguir lor vestigi che se in Parigi Orlando la puo havere non ve la lascia mai piu rivedere

Veduto havreste e cavallier turbarsi a quel annuntio: e mesti e sbigottiti senza occhi & senza mente nominarsi che si li havesse il lor rival scherniti

ma con suspir Rinaldo al caval trarsi con suspir che paran del fuoco usciti giurar di passione & di furore se giunge Orlando di cavargli il core

E dove aspetta il suo Baiardo passa & sopra vi si lancia e via galoppa ne al Cavallier: ch a pie nel bosco lassa pur dice a dio: non che lo inviti in groppa

lanimoso Cavallo urta e fracassa punto dal suo signor: cio che glintoppa non ponno fosse: o fiumi: o sassi: o spini far che dal corso il corridor declini

Signor non voglio che vi paia strano se Rinaldo hor si presto il caval piglia che gia dui giorni ha seguitato invano negli ha possuto mai toccar la briglia

fece il Destrier chavea intelletto humano non per vitio seguirsi tante miglia ma per guidar dove la donna giva il suo signor: da chi bramar ludiva

Quando ella si fuggi dal padiglione la vide: & osservolla il buon Destriero che si truovava haver vuoto larcione perho che n era sceso il Cavalliero

per combatter di par con un Barone che men di lui non era in arme fiero poi seguitonne lorme di lontano bramoso porla al suo signore in mano

Bramoso di ritrarlo ove fusse ella per la gran selva inanzi se gli messe ne lo volea lasciar montar in sella perche ad altro camin non lo volgesse

per lui trovo Rinaldo la donzella una e due volte: & mai non gli successe che fu da Ferrau prima impedito poi dal Circasso: come havete udito

Hora al demonio: che mostro a Rinaldo de la donzella li falsi vestigi: credette il caval ancho: & stette saldo & mansueto a soliti servigi

Rinaldo il caccia dira & d amor caldo a tutta briglia: & sempre in ver parigi & vola tanto col disio: che lento non ch un destrier: ma gli parrebbe il vento

La notte a pena di seguir rimane per affrontarsi col Signor d Anglante tanto ha creduto alle parole vane del messaggier del cauto Negromante

non cessa cavalcar sera & dimane che si vede apparir la terra inante dove Re Carlo rotto & mal condotto con le reliquie sue sera ridotto

Et perche dal Re d Aphrica battaglia & assedio vi aspetta: usa gran cura a raccor buona gente & vettovaglia far cavamenti: & riparar le mura

cio ch a difesa spera che gli vaglia senza gran diferir tutto procura pensa mandare in Inghilterra: & trarne gente onde possa un nuovo campo farne

Che vuole uscir di nuovo alla campagna & ritentar la sorte de la guerra spaccia Rinaldo subito in Bertagna Bertagna che fu poi detta Inghilterra

ben de landata il paladin si lagna: non chabbia cosi in odio quella terra: ma perche carlo el manda allhora allhora ne pur lo lascia un giorno far dimora

Rinaldo mai di cio non fece meno volentier cosa: poi che fu distolto di gir cercando il bel viso sereno che gli havea il cor di mezo il petto tolto

ma per ubidir Carlo: non dimeno a quella via si fu subito volto & a Calesse in poche hore trovossi & giunse: e il di medesimo imbarcossi

Contra la volunta di ogni nocchiero pel gran desir che di tornare havea intro nel mar ch era turbato e nero & gran procella minacciar parea

el vento si sdegno: che da laltiero sprezzar si vide: e con tempesta rea sollevo il mare intorno: e con tal rabbia che gli mando a bagnar sino alla gabbia

Calano presto i marinari accorti le maggior vele: e pensano dar volta e ritornarsi in li medesmi porti donde in mal punto havean la nave sciolta

non convien (dice il vento( chio comporti tanta licentia che vi havete tolta e soffia e grida e naufragio minaccia s altrove van che dove egli li caccia

Hor a poppa hor allorza hanno il crudele che mai non cessa e vien piu ognhor crescendo essi di qua di la con humil vele vansi aggirando: e lalto mar scorrendo

ma per che varie fila a varie tele uopo mi son: che tutte ordire intendo lascio Rinaldo e lagitata prua e torno a dir di Bradamante sua

Io parlo di quella inclyta Donzella per cui Re Sacripante in terra giacque che di questo signor degna sorella del Duca Amone e di Beatrice nacque

la gran possanza e il molto ardir di quella non meno a Carlo e tutta Francia piacque che piu dun paragon ne vide saldo chel lodato valor del buon Rinaldo

La donna amata fu da un cavaliero che d Aphrica passo col Re Agramante che partori del seme di Ruggiero la disperata figlia dAgolante:

e costei che ne d orso ne di fiero leone usci: non sdegno tal amante benche concesso anchor fortuna trista non l ha piu nanzi duna dolce vista

Quindi cercando Bradamante gia lamator suo chavea nome dal padre cosi sicura senza compagnia come havesse a sua guardia mille squadre

e fatto chebbe il Re di Circassia battere il volto da lantiqua madre traverso un bosco e dopo il bosco un monte tanto che giunse ad una bella fonte

La fonte discorrea per mezo un prato d arbori antiqui e di bell ombre adorno che li viandanti col suo murmur grato a ber invita: e far seco soggiorno

un culto monticel dal destro lato le difende il calor del mezo giorno quivi come i begliocchi prima torse d un cavallier la giovane s accorse

Dun cavallier ch allombra dun boschetto nel margin verde e bianco e rosso e giallo sedea pensoso tacito e soletto sopra quel chiaro e liquido christallo

il scudo non lontan pende e lelmetto dal faggio: ove legato era il cavallo & havea gliocchi molli e il viso basso e si mostrava adolorato e lasso

Questo disir ch a tutti sta nel core de fatti altrui sempre cercar novella fece a quel cavallier del suo dolore la cagion dimandar da la donzella

egli l aperse e tutta mostro fuore dal cortese parlar mosso di quella e dal sembiante altier: ch al primo sguardo gli sembro di guerrier molto gagliardo

E comincio signore io conducea pedoni e cavallieri e venia in campo la dove Carlo Marsiglio attendea per fargli al scender lalpe haver inciampo

e una giovane bella meco havea del cui fervido amor nel petto avampo e ritrovai presso a Rodonna armato un che frenava un gran destriero alato

Tosto chel ladro o sia mortale: o sia una de linfernali anime horrende vede la bella e cara donna mia come falcon che per ferir discende

cala e poggia in uno atimo: travia getta le mani: e la smarrita prende anchor non m era accorto de lassalto che de la donna io senti il grido in alto

Cosi il rapace Nibio furar suole el misero pulcin presso alla chioccia che di sua inadvertenza poi si duole e in van gli grida: e in van drieto gli croccia

io non posso seguir un huom che vole chiuso tra lalpi a pie d un erta roccia stanco ho il destrier che muta apena i passi ne laspre vie de faticosi sassi

Ma come quel che men curato havrei veder del petto erradicarmi il core lasciai lor via seguir quell altri miei senza mia guida: e senza alcun rettore

per li scoscesi poggi e manco rei presi la via che mi mostrava Amore e dove mi parea che quel rapace potrassi il mio conforto e la mia pace

Sei giorni me n andai matino e sera per balze e per pendici horride e strane dove non via: dove sentier non era dove ne segno di vestigie humane

tanto ch io venni in una valle austera di ripe cinta: e spaventose tane che nel mezo s un sasso havea un castello forte: e ben posto: e a maraviglia bello

Da lungi par che come fiamma lustri ne sia di terra cotta: ne di marmi come piu m avicino ai muri illustri lopra piu bella: e piu mirabil parmi

e seppi poi che li demoni industri da suffumigi tratti e sacri carmi tutto dacciaio cinsero il bel loco temprato all onda stigia: al stigio foco

Di si terso metal luce ogni torre che non vi puo ne rugine: ne macchia tutto il paese il di e la notte scorre e poi la dentro il rio ladron simmacchia

cosa non ha ripar che voglia torre sol drieto in van: se gli biastemia: e gracchia quivi con molto altrui lo mio mi tiene che di mai ricovrar lascio ogni spene

Ah lasso che possio piu che mirare la rocca lungi: ove il mio ben m e chiuso? come volpe chel figlio ode gridare dentro il nido de l aquila di giuso

s aggira intorno: e non sa che si fare poi che l ali non ha da gir la suso tanto e quel sasso altier: tale e il castello che non vi puo salir chi non e augello

Mentre io tardavo quivi: ecco venire duo cavallier chavean per guida un Nano che la speranza giunsero al desire ma ben fu la speranza e il desir vano

ambi erano guerrier di summo ardire era Gradasso lun Re Sericano era laltro Ruggier giovene forte molto pregiato in lAphricana corte

Vengon (mi dicea il Nano per far prova) di lor persona col sir del castello che per via strana inusitata e nuova cavalca armato il quadrupede augello

deh signor (dissi io lor:) pieta vi mova del duro caso mio spietato e fello quando (come ho speranza) voi vinciate vi prego che mia donna mi rendiate

E come mi fu tolta: lor narrai con lachryme affermando il dolor mio quei (lor merce) mi proferiro assai e giu calaro il poggio alpestre e rio

di lontan la battaglia io riguardai pregando per la lor vittoria Dio era sotto il castel tanto di piano quanto in due volte si puo trar con mano

Poi che fur giunti a pie de l alta Rocca luno e laltro volea combatter prima pur a Gradasso (o fusse sorte) tocca o pur che non ne fe Ruggier piu stima

quel Serican si pone il corno a bocca ribomba il sasso e la fortezza in cima ecco apparire il cavalliero armato fuor de la porta: e sul cavallo alato

Comincio a poco a poco indi a levarse come suol far la peregrina Grue che correr prima: e poi si vede alzarse alla terra vicina: un braccio: o due

e quando tutte sono allaria sparse velocissime mostra lale sue si ad alto il Negromante batte lale ch a tanta altezza: a pena Aquila sale

Poi come parve a lui: volse il destriero che chiuse i vanni: e venne a terra a piombo come casca dal ciel falcon maniero che levar veggia lAnitra o il Colombo

con la lancia arrestata il cavalliero l aria fendendo vien d horribil rombo Gradasso a pena del calar s accorge che giunto il vede: e a tempo il scudo porge

Sopra Gradasso: il Mago lhasta roppe feri Gradasso il vento e laria vana per questo il volator non interrompe el batter la le: e quindi s allontana

el grave scontro fa chinar le groppe sul verde prato: alla gagliarda Alfana Gradasso havea un Alfana la piu bella e la miglior che mai portasse sella

Sin ne le stelle il volator trascorse indi girossi: e torno in fretta al basso e percosse Ruggier che non s accorse Ruggier che tutto intento era a Gradasso

Ruggier del grave colpo si distorse el suo destrier piu rinculo d un passo e quando si volto per lui ferire da se lontano il vide al ciel salire

Hor su Gradasso: hor su Ruggier percuote ne la fronte: nel petto: e ne la schiena e le botte di quei lascia ognhor vote perche e si presto che si vede a pena

girando va con spatiose ruote e quando alluno accenna allaltro mena & essi per guardare onde li assaglia non batton gli occhi: e il lume s abbarbaglia

Tra duo guerrieri in terra & uno in cielo la battaglia duro sin a quell hora che spiegando pel mondo oscuro velo tutte le belle cose discolora

fu quel chio dico e non vaggiungo un pelo iol vidi il so: ne massicuro anchora di dirlo altrui: che questa maraviglia al falso piu ch al ver si rassimiglia

Dun bel drappo di seta havea coperto el scudo in braccio el cavallier celeste come havesse non so tanto sofferto di tenerlo nascosto in quella veste

che immantinente che lo mostra aperto forza e chil mira abbarbagliato reste e caa come corpo morto cade e venga al Negromante in potestade

Fiammeggia il scudo a guisa di piropo ma luce altra non e tanto lucente cader in terra a quel splendor fu uopo con gli occhi abbacinati e senza mente

perdei da lungi anchio li sensi: e dopo gran spatio mi rihebbi finalmente non piu i guerrieri: e non piu vidi il nano ma voto il campo: e scuro il monte e il piano

Pensai per questo che lincantatore havesse amendui colti aun tratto insieme e tolto con la forza del splendore allor la libertade a me la speme

cosi a quel loco che chiudea il mio core diffi partendo le parole extreme. hor giudicate saltra pena ria che causi Amor: puo pareggiar la mia

Ritorno il cavallier nel primo duolo fatta che n hebbe la cagion palese questo era il conte Pinabel figliuolo d Anselmo d alta ripa Maganzese

che tra sua gente scelerata: solo leale esser non volse ne cortese ma ne li vitii abominandi e brutti non pur li altri adequo ma passo tutti

La bella donna con diverso aspetto stette ascoltando il Maganzese cheta che come prima di Ruggier fu detto nel viso si mostro piu che mai lieta

ma quando senti poi chera in distretto turbossi tutta damorosa pieta ne per una o due volte contentosse che ritornato a replicar le fosse

E poi chal fin le parve esserne chiara gli disse il cavallier datti riposo che ben puo la mia giunta esserti cara parerti questo giorno aventuroso

andiam pur presto a quella stanza avara che si ricco thesor ne tiene ascoso ne spesa sera in van questa fatica se fortuna non me troppo nemica

Rispose il cavallier tu voi chio passi di nuovo i monti e mostrite la via? a me molto non e perdere i passi perduta havendo ogni altra cosa mia

ma tu per balze e ruinosi sassi cerchi intrar in pregione e cosi sia non hai di che dolerti di me poi chio tel predico e tu pur gir vi vuoi

Cosi dice egli: e torna al suo destriero e di quella animosa si fa guida che si mette a periglio per Ruggiero che la pigli quel Mago o che la ancida

in questo ecco alle spalle il messaggiero ch aspetta aspetta: a tutta voce grida il messaggier da chi il Circasso intese che costei fu chin lherba lo distese

A Bradamante il messaggier novella di Mompolier: Arli: e Narbona: porta che levato i stendardi di Castella havean con tutto il lito de Acquamorta

e che Marsiglia: non vi essendo quella che la devea guardar: mal si conforta si che il populo a lei si raccomanda e il valor dessa in suo favor dimanda

LImperatore a questa bella figlia del duca Amon in chavea speme e fede (perho chel suo valor con maraviglia riguardar suol quando armeggiar la vede)

havea dato il governo di Marsiglia. et hor che Carlo ha volto in fuga il piede de la cittade a cui bisogna aiuto a cercar lei quel messo era venuto

Tra si e no la giovane superba di voler ritornar dubita un poco quinci del stato il debito le pesa quindi la incalza lamoroso foco

fermasi al fin di seguitar limpresa e trar Ruggier de lincantato loco e quando sua virtu non possa tanto almen restargli prigioniera acanto

E finge honesta scusa a quel messaggio si che senza essa il fa tornar a drieto indi gira la briglia al suo viaggio con Pinabel: che non ne parve lieto

che seppe esser costei di quel lignaggio che tanto ha in odio in publico e in secreto e gia savisa le future angoscie se lui per Maganzese ella conosce

Tra casa di Maganza e Chiaramonte era odio antico e inimicitia intensa e piu volte s havean rotta la fronte e di lor sangue sparsa copia imensa

e perho nel suo cor liniquo Conte tradir lincauta Giovane si pensa o come prima commodo gli accada lasciarla sola e trovar altra strada

E tanto gli occupo la fantasia il nativo odio: il dubbio: e la paura che inavedutamente usci di via e ritrovossi in una selva oscura

che nel mezo havea un monte che finia la nuda cima in una pietra dura e la figlia del Duca di Dordona glie sempre drieto e mai non labbandona

Come si vide il Maganzese al bosco penso torsi la donna da le spalle disse prima chel ciel torni piu fosco verso uno albergo e meglio farsi il calle

oltra quel monte (sio lo riconosco) siede un ricco castel giu ne la valle tu qui maspetta: che dal nudo scoglio con gliocchi piu certificar mi voglio

Cosi dicendo alla cima superna del solitario monte il destrier caccia mirando pur s alcuna via discerna come si possa lei tor da la traccia

ecco nel sasso trova una caverna che si profonda piu di trenta braccia tagliato a picchi & a scarpelli il sasso scende in la roccia: & ha una porta al basso

Nel fondo havea una porta ampla e capace che in maggior stanza largo adito dava e for ne uscia un splendor come di face ch ardesse in mezo alla montana cava

mentre quivi il fellon suspeso tace Bradamante che alungi il seguitava perche perderne lorma si temea nanzi alla grotta gli sopragiungea

Poi che si vide il traditor uscire qual chavea prima disegnato in vano o da se torla: o di farla morire nuovo argumento imaginossi e strano

le si fe incontra: e su la fe salire la dove il monte era forato e vano e le disse chavea visto nel fondo una donzella di viso giocondo

Ch a bei sembianti & alla ricca vesta esser parea di non ignobil grado ma quanto piu potea turbata e mesta monstrava esservi chiusa suo mal grado

e per saper la condition di questa chavea gia cominciato intrar il guado e che era uscito de la interna grotta un che drento a furor lhavea ridotta

Bradamante che come era animosa cosi mal cauta: a Pinabel die fede e daiutar la donna disiosa si pensa come por cola giu il piede

ecco dun olmo alla cima fondosa volgendo gliocchi: un lungo ramo vede e con la spada quel subito tronca e lo declina giu per la spelonca

Dove e tagliato: in man lo raccomanda a Pinabello: e poscia a quel sapprende prima giu e piedi ne la tana manda e su le braccia tutta si suspende

sorride Pinabello: e le dimanda come ella salti: e le man apre e stende dicendole: qui fusser teco insieme tutti li tuoi: chio ne spegnessi il seme

Non come volse pinabel avenne de linnocente giovane la sorte perche giu diroccando a ferir venne prima nel fondo il ramo saldo e forte

ben si spezzo: ma tanto la sostenne chel suo favor la libero da morte giacque stordita la donzella alquanto come vi seguiro ne laltro canto

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