Skip to content
1474–1533

Canto quinto

Ludovico Ariosto

tUtti glialtri animal che sono in terra o che vivon quieti e stanno in pace o se vengono a rissa e si fan guerra alla femina il maschio non la face

lorso con lorsa al bosco sicura erra la Leonessa appresso il leon giace col Lupo vive la Lupa sicura ne la Iuvenca ha del Torel paura

Che abominevol peste che Megera e venuta a turbar glihumani petti che si sente il marito e la mogliera sempre garrir d ingiuriosi detti

stracciar la faccia e far livida e nera Bagnar di pianto e geniali letti e non di pianto sol: ma alcuna volta di sangue gliha bagnati lira stolta

Parmi non sol gran mal: ma che lhuom faccia contra natura: e sia di Dio ribello che se induce a percuotere la faccia di bella donna: o romperle un capello

ma chi le da veneno o chi le caccia lalma del corpo con laccio o coltello chuomo sia quel non credero in eterno ma in vista humana un spirto de linferno

Cotali esser dovean que duo ladroni che Rinaldo caccio da la donzella da lor condotta in quei scurivalloni perche non se ne udisse piu novella

io lasciai ch ella render le cagioni sapparecchiava di sua sorte fella al Paladin: che le fu buono amico hor seguendo lhistoria cosi dico

La donna incomincio tu intenderai la maggior crudeltade e la piu expressa che fosse a Thebe: Argo: o Micena mai o in altro piu crudel loco commessa

e se ruotando il Sole i chiari rai qui men che allaltre region sappressa credo che a noi mal volentieri arrivi perche veder si crudel gente schivi

Che a gli nemici gli huomini sian crudi in ogni eta se n e veduto essempio ma: a chi il ben tuo sempre procuri e studi voler dar morte: e troppo ingiusto & empio

e accio che meglio il vero io ti denudi perche costor volessero far scempio de li verdi anni miei contra ragione: ti diro da principio ogni cagione

Voglio che sappi il Signor mio che essendo tenera anchora: alli servigi venni de la figlia del Re: con cui crescendo buon luogo in corte: & honorato tenni

crudel Amor al mio stato invidendo fe che seguace (hai lassa) gli divenni fe dogni cavallier: dogni donzello parermi il Duca di Albania piu bello

Perche egli mostro amarmi piu che molto io ad amar lui con tutto il cor mi mossi ben sode il ragionar: si vede il volto ma dentro il petto mal giudicar possi

credendo: amando: non cessai: che tolto me lhebbi in letto: e non guardai chio fossi di tutte le real camere in quella che piu secreta havea Ginevra bella

Dove tenea le sue cose piu care e dove le piu volte ella dormia si puo di quella in sun verone intrare che fuor del muro al discoperto uscia

io facea il mio amator quivi montare e la scala di corde onde salia io stessa dal veron giu gli mandai qual volta meco haver lo desiai

Che tante volte ve lo fei venire quanto Ginevra me ne diede lagio che solea mutar letto: hor per fuggire il tempo ardente: hor il brumal malvagio

non fu veduto dalcun mai salire perho che quella parte del palagio risponde verso alcune case rotte dove nessun mai passa o giorno o notte

Continuo per molti giorni e mesi tra noi secreto lamoroso giuoco sempre crebbe lamore: e si maccesi che tutta dentro io mi sentia di foco

e cieca ne fui si: chio non compresi che egli fingeva molto e amava poco anchor che li suo inganni discoperti esser doveanmi a mille segni certi

Dopo alcun di: si mostro nuovo amante de la bella Ginevra: io non so appunto s allhora cominciasse: o pur inante de lamor mio: nhavesse il cor gia punto

vedi sin me venuto era arrogante se imperio nel mio cor s haveva assunto che mi scoperse: e non hebbe rossore chiedermi aiuto in questo nuovo amore

Ben mi dicea che ugual al mio non era ne vero amor: quel ch eglihavea a costei ma simulando esserne acceso: spera celebrarne legitimi hymenei

dal Re ottenerla fia cosa liggiera qual hor vi sia la volonta di lei che di stato e riccheza in tutto il regno non era dopo il Re di lui piu degno

Mi persuade se per opra mia potesse al suo Signor genero farsi (che veder posso che se ne alzaria a quanto presso il Re possa huomo alzarsi)

che me ne havria bon merto: & non saria mai tanto beneficio per scordarsi & che alla moglie & ad ognaltro inante me ponerebbe in sempre essermi amante

Io ch ero tutta a satisfagli intenta ne seppi o volsi contradirgli mai et sol quei giorni io mi vidi contenta chaverlo compiacciuto mi trovai

piglio loccasion che se appresenta di parlar d esso: & di lodarlo assai & ogni industria adopro ogni fatica per far del mio amator Ginevra amica

Feci col cor & con leffetto tutto quel che far si poteva: & sallo Idio ne con Ginevra mai potei far frutto chio le ponessi in gratia il Duca mio

& questo che ad amar ella havea indutto tutto il pensier & tutto il suo disio un gentil cavallier bello & cortese venuto in Scotia di lontan paese

Che con un suo fratel ben giovinetto venne d Italia a star in questa corte si fe nel arme poi tanto perfetto che la Bertagna non havea il piu forte

il Re lamava: & ne mostro leffetto che gli dono di non picciola sorte castella: & ville: & iurisditioni & lo fe grande al par de i gran baroni

Grato era al Re: piu grato era alla figlia quel cavallier chiamato Ariodante per esser valoroso a maraviglia ma piu: ch ella sapea che l era amante

ne Vesuvio ne il monte di Sicilia ne Troia avampo mai di fiamme tante quante ella connoscea che per suo amore Ariodante ardea per tutto il core

Lamar che dunque ella facea colui con cor sinciero & con perfetta Fede fe che pel Duca mal udita fui ne mai risposta da sperar mi diede

anzi quanto io pregava piu per lui: et gli studiava di impetrar mercede ella biasmando sempre & dispregiando se gli venia piu sempre inimicando

Io confortai lo amator mio sovente che volesse lasciar la vana impresa ne si sperasse mai volger la mente di costei: troppo ad altro amore intesa

& gli feci connoscer chiaramente come era si d Ariodante accesa che quanta acqua e nel mar piccola dramma non spegneria de la sua immensa fiamma

Questo da me piu volte Polinesso (che cosi nome ha il Duca) havendo udito & ben compreso & visto per se stesso che molto male era il suo amor gradito

non pur di tanto amor si fu rimesso ma di vedersi unaltro preferito come superbo: cosi mal sofferse che tutto in ira e in odio si converse

Et tra Ginevra & lamator suo pensa tanta discordia & tanta lite porre & farvi inimicitia cosi intensa che mai piu non si possino comporre

& por Ginevra in ignominia immensa da non se ne poter di facil torre ne di questo pensier ragiona meco ne con altrui: ma sol tacito seco

Fatto il pensier: Dalinda mia mi dice (che cosi son nomata) saper dei che come suol tornar da la radice arbor che tronchi & quattro volte & sei

cosi la pertinacia mia infelice perche sia tronca da i successi rei di germogliar non resta: che venire pur voria a fin di questo suo desire

Et non lo bramo tanto per diletto quanto perche vorrei vincer la pruova & non possendo farlo con effetto siol faccio imaginando ancho mi giova

voglio qual volta tu mi dai ricetto quando allhora Ginevra se ritruova spogliata in letto: che pigli ogni vesta chella posta habbia: & tutta te ne vesta

Come ella se orna: & come il crin dispone studia imitarla: et cerca il piu che sai di parer dessa: & poi sopra il verone a mandar giu la scala ne verrai

io verro a te con imaginatione che quella sii: di cui li panni havrai & cosi spero me stesso ingannando venir in breve il mio desir sciemando

Cosi disse egli: io che divisa & scevra et lungi ero da me: non posi mente che questo in che pregando egli persevra e una fraude e un ingan troppo evidente

et dal veron coi panni di Ginevra mandai la scala onde sali sovente et non mi accorsi prima de lo inganno che nera gia tutto accaduto il danno

Fatto in quel tempo con Ariodante il Duca havea queste parole o tali (che grandi amici erano stati inante che per Ginevra se fessin rivali)

mi maraviglio (incomincio il mio amante) chavendoti io fra tutti li mie uguali sempre hauto in rispetto et sempre amato chio sia da te si mal remunerato

Io son ben certo che comprendi & sai di Ginevra et di me lantiquo amore & per sposa legitima hoggimai per impetrarla son dal mio Signore

perche mi turbi tu? perche pur vai senza frutto in costei ponendo il core? io ben a te rispetto havrei per dio sio nel tuo grado fussi: & tu nel mio

Et io (rispose Ariodante a lui) di te mi maraviglio maggiormente che di lei prima inamorato fui che tu vi havessi posto ancho a mente

et so che sai quanto e lamor tra nui chesser non puo: di quel che sia: piu ardente et sol dessermi moglie intende & brama et so che certo sai chella non t ama

Perche non hai tu adunque a me il rispetto per lamicitia nostra: che dimande ch a te haver debbia: e ch io thare in effetto se tu fussi con lei di me piu grande

ne men di te per moglie haverla aspetto se ben tu sei piu ricco in queste bande io non son meno al Re che tu sia grato ma piu di te da la tua figlia amato

O (disse il Duca a lui) grande e cotesto errore: a chi tha il folle amor condutto tu credi esser piu amato: io cerdo questo medesmo: ma si puo veder al frutto

tu fammi cio chai seco manifesto & io il secreto mio ti apriro tutto e quel di noi che manco haver si veggia ceda a chi vince: e d altro si proveggia

E sero pronto se tu vuoi chio giuri di non dir cosa mai che mi riveli cosi voglio anchor tu che m assicuri che quel chio ti diro sempre mi celi

furon d accordo: e vennero a scongiuri ponendo ambe le man su li evangeli e poi che di tacer fede si diero Ariodante incomincio primiero

E disse per il giusto e per il dritto come tra se e Ginevra era la cosa ch ella gli havea giurato a bocca e in scritto che mai non seria ad altri ch allui sposa

e se dal Re le venia contraditto gli promettea di sempre esser ritrosa da tutti gli altri maritaggi poi e viver sola in tutti i giorni suoi

E ch esso era in speranza per valore chavea mostrato in arme a piu dun segno & era per mostrare a laude: a honore: a beneficio del Re: e del suo regno

di crescer tanto in gratia al suo signore che serebbe da lui stimato degno che la figliuola sua per moglie havesse poi che piacer a lei cosi: intendesse

Poi disse a questo termine son io ne credo gia chc alcun mi vegna apresso questo mi basta: ne cerco o desio de lamor dessa haver segno piu expresso

ne piu vorrei: se non quanto da Dio per connubio legitimo e concesso e fora in van voler da lei piu inanzi che di bonta so come ognaltra avanzi

Poi chebbe il vero Ariodante exposto de la merce ch aspetta a sua fatica Polinesso che gia s havea proposto di far Ginevra al suo amator nemica

comincio: sei da me molto discosto e vuo che di tua bocca ancho tul dica e del mio ben veduta la radice che confessi me solo esser felice

Finge ella teco ne tama ne prezza che ti pasce di speme e di parole oltra questo il tuo amor sempre a sciocchezza quando meco ragiona: imputar suole

io ben desserle caro altra certezza veduta n ho che di promesse e fole e tel diro sotto la fe in secreto ben che farei piu il debito a star cheto

Non passa mese che tre: quattro: e sei e talhor diece notti io non mi truovi nudo abbraciato in quel piacer con lei ch all amoroso ardor par che si giovi

si che tu puoi veder s a piacer miei son da uguagliar le ciance che tu pruovi cedimi dunque e d altro ti provedi poi che si inferior di me ti vedi

Non ti vuo creder questo: gli rispose Ariodante e certo so che menti e composto fra te t hai queste cose accio che da la impresa io mi spaventi

ma perche a lei son troppo ingiuriose questo chai detto sostener convienti chio ti voglio provare adesso adesso che sei bugiardo e traditor espresso

Suggiunse il Duca: non sarebbe honesto che noi volesson la battaglia torre di quel che t offerisco manifesto quando ti piaccia: inanzi a gli occhi porre

resto smarrito Ariodante a questo e per lossa un tremor freddo gli scosse e se creduto ben gli havesse a pieno venia sua vita allhora allhora a meno

Con cor trafitto & con pallida faccia & con voce tremante: e bocca amara rispose: quando sia che tu mi faccia veder questa aventura tua si rara

prometto di costei lasciar la traccia a te si liberale: a me si avara: ma ch io tel voglia creder: non far stima sio non li veggio con questi occhi prima

Quando ne sera il tempo aviserotti suggiunse Polinesso: e dipartisse non credo che passar piu di due notti ch ordine fu ch il Duca a me venisse

per scoccar dunque i lacci che condotti havea si cheti: ando al rivale: e disse che se ascondesse la notte seguente tra quelle case ove non sta mai gente

Et dimostrogli un luogo adirimpetto di quel veron: ove solea salire Ariodante havea preso suspetto che lo cercasse far quivi venire

come in un luogo dove havesse eletto poner li aguati: & farvelo morire sotto questa fintion che vuol mostrargli quel di Ginevra ch impossibil pargli

Di volervi venir prese partito: ma in guisa che di lui non sia men forte perche accadendo: che fusse assalito si truovi si: che non tema di morte

un suo fratello havea saggio & ardito il piu famoso in arme de la corte detto Lurcanio: e havea piu cor con esso che se dieci altri havesse havuto appresso

Seco chiamollo: e volse che prendesse l arme: e la notte lo meno con lui non chel secreto suo gia gli dicesse ne lhavria detto ad esso ne ad altrui

da se lontan un trar di pietra il messe se mi senti chiamar: vien (disse) a nui ma se non senti prima ch io ti chiami non ti partir di qui frate se m ami

Va pur non dubitar (disse il fratello) e cosi venne Ariodante cheto & se celo nel solitario hostello: ch era dincontro: al mio veron secreto

vien d altra parte il fraudolente e fello che d infamar Ginevra: era si lieto e fa il segno: tra noi solito inante a me: che de linganno era ignorante

Et io con veste candida & fregiata per mezo a liste doro e d ognintorno & con sete pur tutta adombrata di bei fiocchi vermigli al capo intorno

foggia che sol fu da Ginevra usata non d alcunaltra: udito il segno: torno sopra il veron: che in modo era locato che nanzi mi scopria: drieto: e da lato

Lurcanio in questo mezo: dubitando chel fratello a pericolo non vada o come e pur commun disio: cercando di spiar sempre cio che ad altri accada

l era pian pian venuto seguitando: tenendo lombre: e la piu oscura strada e a men di dieci passi a lui discosto: nel medesimo tetto era riposto

Non sappiendo io di questo cosa alcuna venni al veron: nel habito cho detto si come gia venuto ero piu d una & piu di due fiate a buono effetto

le vesti si vedean chiare alla Luna ne dissimile essendo anch io daspetto ne di persona: da Ginevra molto potea parere un per unaltro il volto

Et tanto piu: ch era gran spatio in mezo fra dove io venni: & quelle inculte case ai dui fratelli: che stavano al rezo il Duca agevolmente persuase

quel ch era falso: hor pensa in che ribrezo Ariodante in che dolor rimase vien Polinesso e alla scala s appoggia che giu mandagli: & monta in su la loggia

A prima giunta io gli getto le braccia al collo: chio non penso esser veduta lo bacio in bocca: e per tutta la faccia come far soglio ad ogni sua venuta

egli piu de lusato si procaccia di accarezarmi: e la sua fraude aiuta quell altro al rio spettacolo condutto misero sta lontano: e vede il tutto:

Cade in tanto dolor: che si dispone allhora allhora di voler morire el pome de la spada in terra pone: che su la punta si volea ferire

Lurcanio: che con grande ammiratione havea veduto il Duca a me salire: ma non gia connosciuto chi si fosse scorgendo latto del fratel: si mosse

Et gli vieto: che con la propria mano non si passasse in quel furor il petto sera piu tardo: o poco piu lontano non giungea a tempo: e non faceva effetto

ah misero fratel: fratel insano (grido) perchai perduto lintelletto? ch una femina a morte trar ti debbia chi ir possan tutte come al vento nebbia

Cerca far morir lei: che morir merta e serva a piu tuo honor tu la tua morte fu d amar lei: quando non t era aperta la fraude sua: hor e da odiar ben forte

poi che con gliocchi tuoi tu vedi certa quanto sia meretrice: e di che sorte serba quest arme che volti in te stesso a far dinanzi al Re tal fallo expresso

Quando si vede Ariodante giunto sopra il fratel: la dura impresa lascia ma la sua intention: da quel ch assunto havea gia di morir: nulla s accascia

quindi si leva: e porta: non che punto: ma trapassato il cor d estrema ambascia pur finge col fratel: che quel furore che dianzi fu non gli sia piu nel core

Il seguente matin senza far motto al suo fratello o ad altri: in via si mette da la mortal desperation condotto ne di lui per piu di: fu chi sapesse

fuor chel Duca: e il fratello: ogn altro indotto era: chi mosso al dipartir lhavesse ne la casa del Re di lui diversi ragionamenti: e in tutta Scotia fersi

In capo d otto: o nove giorni: in corte venne inanzi a Ginevra un viandante e novelle arreco di mala sorte che s era in mar summerso Ariodante

di volontaria sua libera morte non per colpa di Borea: o di Levante dun sasso che sul mar sporgea molt alto havea col capo in giu preso un gran salto

Colui dicea pria che venisse a questo a me: che a caso riscontro per via disse vien meco: accio che manifesto per te a Ginevra: il mio sucesso sia

& dille poi: che la cagion del resto che tu vedrai di me: che adesso fia e stato sol percho troppo veduto felice se senza occhi io fossi suto

A caso eramo sopra Capo basso che verso Irlanda alquanto sporge in mare cosi dicendo di cima d un sasso lo vidi a capo in giu sottacqua andare

io lo lasciai nel mar: & a gran passo ti son venuto la nova a portare Ginevra sbigottita: e in viso smorta rimase a quello anuntio: e meza morta

O Dio che disse e fece: poi che sola si ritrovo nel suo fidato letto percosse il seno: e si straccio la stola & fece all aureo crin danno: e dispetto

ripetendo sovente la parola ch Ariodante havea in estremo detto che la cagion del suo caso empio: e tristo tutta venia per aver troppo visto

Il rumor scorse di costui per tutto che per dolor s havea dato la morte di questo il Re non tenne il viso asciuto ne cavallier ne donna de la corte

di tutti il suo fratel mostro piu lutto & si summerse nel dolor si forte ch ad exempio di lui: contra se stesso: volto quasi la man: per irli appresso

Et molte volte ripetendo seco che Ginevra havea morto il suo fratello per latto che di lei sordido e bieco: contra ogni sua credenza: vide quello

di voler punir lei venne si cieco & si lo spinse il dolor empio & fello che di perder la gratia vilipese & haver lodio del Re & del paese

Et nanzi al Re: quando era piu di gente la sala piena: se ne venne: e disse sappi signor che di levar la mente al mio fratel: si ch amorir ne gisse

e stata sol la tua figlia nocente ch a lui tanto dolor lalma traffisse d haver veduta lei poco pudica: che piu che vita: hebbe la morte amica

Erane amante: & perche le sue voglie dishoneste non fur: nol vuo coprire per virtu meritarla haver per moglie da te sperava: & per fedel servire

ma mentre il lasso ad odorar le foglie stava lontano: altrui vide salire salir sul arbor riserbato: & tutto essergli tolto il disiato frutto

Et seguito come egli havea veduto venir Ginevra sulverone: & come mando la scala: onde era a lei venuto un drudo suo: di che egli non sa il nome

che si havea: (per non esser connosciuto) cambiati i panni: & nascose le chiome suggiunse che con larme: egli volea provar tutto esser ver: cio che dicea

Tu puoi pensar sel padre addolorato riman: quando accusar sente la figlia si perche ode di lei quel che pensato mai non havrebbe: & n ha gran maraviglia

si perche sa che fia necessitato: se la difesa alcun guerrer non piglia il qual Lurcanio possa far mentire di condannarla: & di farla morire

Io non credo signor che te sia nuova la legge nostra: che condanna a morte ogni donna: & donzella: che si pruova di se far copia altrui: che al suo consorte

morta ne vien: se in un mese non truova in sua difesa un cavallier si forte che contra il falso accusator sostegna che sia innocente: & di morir indegna

Ha fatto il Re bandir: per liberarla (che pur gli par che a torto sia accusata) che vuol per moglie: e con gran dote darla ad chi torra linfamia che le data

che sia per lei comparso: non si parla guerriero anchora: anzi lun laltro guata che quel Lurcanio in arme: e cosi fiero che par che di lui tema ogni guerriero

Atteso ha lempia sorte: che Zerbino fratel di lei: nel regno non si truove che va gia molti mesi peregrino mostrando di se in arme inclyte pruove

che quando si trovasse piu vicino quel cavallier gagliardo: o in luogo dove potesse haver a tempo la novella si crede chavria aiuto la sorella

Il Re: che in tanto cerca di sapere per altra pruova: che per arme anchora se sono queste accuse o false: o vere se dritto o torto e che sua figlia mora

ha fatto prender certe cameriere che lo dovrian saper: se vero fora ond io previdi che se presa era io troppo periglio era del Duca: e mio

Et la notte medesima mi trassi fuor de la corte: e al Duca mi condussi & gli feci veder quanto importassi al capo d amendua: se presa io fussi

lodommi: e disse: ch io non dubitassi. a suoi conforti poi venir m indussi ad una sua fortezza: che e qui presso in compagnia di dui: che mi diede esso

Hai sentito Signor: con quanti effetti de lamor mio fei Polinesso certo & s era debitor: per tai rispetti d havermi cara o no: tul vedi aperto

hor senti il guidardon che io ricevetti vedi la gran merce del mio gran merto vedi se deve per amare assai donna sperar d esser amata mai

Che questo ingrato perfido e crudele de la mia fede ha preso dubbio al fine venuto e in suspition: che io non rivele al lungo andar: le fraudi sue volpine

ha finto: accio che io m allontani e cele: fin che lira: e il furor del Re decline: voler mandarmi ad un suo luogo forte & mi volea mandar dritto alla morte

Che di secreto ha commesso alla guida che come mhabbia in queste selve tratta per degno premio di mia fe: m uccida cosi la intention gli venia fatta

se tu non eri appresso alle mie grida ve come Amor ben: chi lui segue: tratta cosi narro Dalinda al paladino seguendo tutta volta il lor camino

Rinaldo sopra ogni aventura: grata hebbe d haver trovata la donzella che gli havea tutta l historia narrata de linnocentia di Ginevra bella

& se sperato havea (quando accusata anchor fusse a ragion) d aiutar quella via con maggior baldanza: hor viene in prova poi che evidente la calumnia truova

Et verso la citta di santo Andrea dove era il Re: con tutta la famiglia & la battaglia singular dovea esser de la querela de la figlia

ando Rinaldo:quanto andar potea fin che vicino giunse a poche miglia alla cita vicino giunse: dove trovo un scudier chavea piu fresche nuove

Ch un cavallier istrano era venuto ch a difender Ginevra s havea tolto con non usate insegne: sconnosciuto: perho che sempre ascoso andava molto

& che dopo che v era: anchor veduto non gli havea alcuno al discoperto: il volto & chel proprio scudier che gli servia dicea giurando: io non so dir chi sia

Non cavalcaro molto: ch alle mura si trovar de la Terra: e in su la porta Dalinda andar piu inanzi havea paura pur va: poi che Rinaldo la conforta

la porta e chiusa: & a chi ne havea cura Rinaldo dimando: questo ch importa? & fugli detto: perch el popul tutto a veder la battaglia: era ridutto

Che tra Lurcanio e un cavallier istrano si facea in laltro capo de la terra ove era un prato spatioso e piano & che gia cominciata era la guerra

aperto fu al signor di monte Albano & presto il portinar dietro gli serra per la vuota citta Rinaldo passa ma la Donzella al primo albergo lassa

Et dice che sicura ivi si stia fin che ritorni allei: che sera tosto & verso il campo poi ratto s invia dove li dui guerrier dato: & risposto

molto s haveano: & davan tutta via stava Lurcano di mal cor disposto contra Ginevra: & laltro in sua difesa ben sostenea la favorita impresa

Sei cavallier con lor dentro al steccato erano a piedi: armati di corazza col Duca d Albania: ch era montato s un possente corsier: di buona razza

come a gran contestabile: a lui dato la guardia fu del campo: & de la piazza & di veder Ginevra in gran periglio havea il cor lieto: & orgoglioso il ciglio:

Rinaldo se ne va tra gente & gente fassi far largo il buon destrier Baiardo chi la tempesta del suo venir sente a dargli via non par zoppo ne tardo

Rinaldo vi compar sopra eminente & ben rassembra il fior d ogni gagliardo poi se ferma all incontro ove il Re siede ognun s accosta per udir che chiede

Rinaldo disse al Re: magno Signore non lasciar la battaglia piu seguire perche di questi dua: qualunque more: sappi che a torto: tul lasci morire

lun crede haver ragion: & e in errore & dice il falso: & non sa di mentire ma quel medesmo error: chel suo germano a morir trasse: a lui pon larme in mano

Laltro non sa: se s habbia dritto: o torto ma sol da pieta mosso: & gentilezza in pericol s ha posto d esser morto perche morta non sia tanta bellezza

io la salute di tua figlia apporto & de la falsa accusa ogni chiarezza ma per Dio questa pugna prima parti poi mi da udienza: a quel chio vuo narrarti

Fu da lhauthorita d un huom si degno come Rinaldo gliparea al sembiante si mosso il Re che disse: & fece segno che non andasse piu la pugna inante

poi nanzi a lui: nanzi ai baron del regno. donne e donzelle: & altre turbe tante Rinaldo fe linganno in tutto expresso chavea ordito a Ginevra Polinesso

Indi si offerse di voler provare coll arme: ch era ver quel chavea detto chiamasi Polinesso: & ei compare ma tutto conturbato: nel aspetto

pur con audacia comincio a negare disse Rinaldo: hor noi vedrem leffetto luno e laltro era armato: il campo fatto siche senza indugiar vengono al fatto

O quanto ha il Re: quanto ha il suo popul: caro che Ginevra aprovar s habbi innocente tutti han speranza: che Dio mostri chiaro: ch impudica era detta ingiustamente

crudel: superbo: & riputato avaro fu Polinesso: iniquo: et fraudolente si che ad alcun miracolo non fia: che linganno da lui: tramato sia

Sta Polinesso con la faccia mesta col cor tremante: & con pallida guancia e al terzo suon mette la lancia in resta cosi Rinaldo in verso lui si lancia

che disioso di finir la festa: mira a passargli il petto con la lancia ne discorde al disir segui leffetto: che meza lhasta gli caccio nel petto

Fisso nel tronco lo transporta in terra lontan dal suo destrier piu di sei braccia Rinaldo smonta subito: & gli afferra lelmo: pria che si levi: gli lo slaccia

ma quel: che non puo far piu troppa guerra gli dimanda merce con humil faccia & gli confessa udendo il Re: & la corte la fraude sua: che lha condutto a morte

Non fini il tutto: e in mezo la parola & la voce: & la vita labbandona il Re: che liberata la figliuola vede da morte: & da fama non buona

piu s allegra: gioisce: & raconsola che s havendo perduta la corona ripor se la vedesse allhora: allhora siche Rinaldo unicamente honora

Et poi che al trar de lelmo connosciuto lhebbe: perche altre volte lhavea visto levo le man a Dio: che d uno aiuto come era quel: gli havea si ben provisto

quel altro cavallier che sconnosciuto soccorso havea Ginevra: al caso tristo: & armato per lei s era condutto: stato da parte era a veder il tutto

Dal Re pregato fu: di dire il nome: o di lasciarsi al men veder scoperto accio da lui fusse premiato: come di sua buona intention: chiedeva il merto

quel dopo lungi prieghi: da le chiome si levo l elmo: & fe palese & certo quel che ne laltro canto ho da seguire se grata vi sera lhistoria udire

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
Canto quinto · Ludovico Ariosto · Poetry Cove