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1474–1533

Canto quarto

Ludovico Ariosto

qUantunqe il simular sia le piu volte ripreso: e dia di mala mente indici si truova pur in molte cose e molte haver fatti evidenti benefici

e danni: e biasmi: e morti haver gia tolte che sempre non versiamo tra li amici in questa assai piu oscura che serena vita mortal tutta d invidia piena

Se dopo lunga prova a gran fatica trovar si puo chi ti sia amico vero et a chi senza alcun suspetto dica e discoperto mostri il tuo pensiero

che de far di Ruggier la bella amica? con quel Brunel non puro e non sincero ma tutto simulato e tutto finto come la Maga le havea gia depinto

Simula ancho ella: e cosi far conviene con esso lui: di fittioni padre e come io dissi: spesso ella gli tiene gli occhi alle man: cheran rapaci e ladre

ecco all orecchie un gran rumor lor viene o Re del cielo e gloriosa Madre disse fra se la Donna: che fia questo? e dove era il rumor si trovo presto

E vede lhoste e tutta la famiglia e chi a finestre e chi fuor ne la via tener levati al ciel gliocchi e le ciglia come l Ecclisse o la Cometa sia

mira la Donna e vede maraviglia che di leggier creduta non seria vede passar un gran destriero alato che porta in aria un cavalier armato

Grandi eran lale: e di color diverso e lor sedea nel mezo un cavalliero armato di metal lucido e terso e ver ponente havea dritto il sentieo

calossi e fu tra le montagne immerso e per quel che narro quivi lhostiero quel era un Negromante: e facea spesso quel varco hor piu da lungi hor piu da presso

Volando talhor s alza ne le stelle e poi quasi talhor la terra rade e ne porta con lui tutte le belle ch egli ritrova per quelle contrade

talmente che le misere donzelle chabbino o haver si credano beltade (come affato costui tutte le invole) non escon fuor si che le vegha il Sole

Egli sul Pyreneo tiene un castello (narrava lhoste) fatto per incanto tutto d acciaio e si lucente e bello ch altro al mondo non e mirabil tanto

gia molti cavallier sono iti a quello nesun d esser tornato si da vanto si che i penso signor: e temo forte o che sian presi: o sian condotti a morte

La donna il tutto ascolta: e le ne giova credendo far come fara per certo con lannello mirabile tal pruova che ne fia il mago e il suo castel deserto

e dice a lhoste: hor un de tuoi mi truova che piu di me sia del viaggio experto chio non posso durar: tanto ho il cor vago di far battaglia contra a questo Mago

Non ti manchera guida le rispose Brunello allhora: e ne verro teco io meco ho la strada in scritto: & altre cose che ti faran piacer il venir mio

volse dir de lannel: ma non lexpose ne chiari piu: per non pagarne io fio grato mi fia (disse ella) il venir tuo volendo dir ch indi lannel fia suo

Quel chera utile a dir disse: e quel tacque che nuocer le potea col saracino havea lhoste un destrier: cha costei piacque chera buon da battaglia: e da camino

comperollo: e partissi come nacque del bel giorno seguente: il matutino prese la via per una stretta valle con Brunello hora inanzi hora alle spalle

Di monte in monte e duno in laltro bosco giunsero ove laltezza di Pyrene puo dimostrar (se non e laer fosco) e Francia e Spagna e due diverse arene

come Apennin scopre il mar schiavo e il Thosco dal giogo onde a Camaldoli si viene quindi per aspro e faticoso calle si discendea ne la profonda valle

Vi surge in mezo un sasso: che la cima dun bel muro d acciar: tutta si fascia e quella tanto in verso il ciel sublima che quanto ha intorno inferior si lascia

non facia (chi non vola) andarvi stima che spesa indarno vi feria ogni ambascia Brunel disse: ecco dove prigionieri il Mago tien le donne e i cavallieri

Da quattro canti era tagliato: e tale che parea dritto a fil de le sinopia da nesun lato ne sentier ne scale veran che di salir facesser copia

e ben appar che danimal chabbia ale sia quella stanza nido: e tana propria quivi la Donna esser conosce lhora di tor lannello e far che Brunel mora

Ma le par atto vile a insanguinarsi dun huom senza arme e di si ignobil sorte perche puo ben posseditrice farse del ricco annel: ne Brunel porre a morte

Brunel non havea mente a riguardarsi si ch ella il prese: quivi il lego forte ad uno abete ch alta havea la cima ma di dito lannel gli trasse prima

Ne per lachryme: gemiti o lamenti che facesse Brunel: lo volse sciorre smonto de la montagna a passi lenti tanto che fu nel pian sotto la torre

e perche alla battaglia s appresenti el Negromante: al corno suo ricorre e dopo il suon con minacciose grida lo chiama al campo: & alla pugna il sfida

Non stette molto a uscir fuor de la porta l Incantator ch udi l suono e la voce lalato corridor per laria il porta contra Costei che sembra huomo feroce

la Donna da principio si conforta che vede che colui poco le nuoce non porta lancia ne spada ne mazza che forar lhabbia o romper la corazza

Da la sinistra solo un scudo havea tutto coperto di seta vermiglia ne la man destra un libro: onde facea nascer leggendo lalta maraviglia

che la lancia talhor correr parea e fatto havea a piu dun batter le ciglia talhor parea ferir con mazza o stocco e lontano era: e non havea alcun tocco

Non e finto il caval: ma naturale ch una giumenta genero dun Grypho simile al padre havea la piuma e lale li piedi anteriori il capo e il grifo

in tutte laltre membra parea quale era la madre: e chiamasi hippogrypho che ne monti Rhiphei vengon: ma rari nati ne scogli: oltra i gelati mari

Quivi tratto lhavea sol con incanto costui: che molti giorni gli fu drieto e con fatica e studio opero tanto ch a briglia e sella il fece mansueto

cosi ch in terra e in aria e in ogni canto lo facea volteggiar senza divieto non fittion d incanto: come il resto ma vero e natural si vedea questo

Del Mago ognaltra cosa era figmento che comparir facea pel rosso il giallo ma con la Donna non fu di momento che per lannel non puo veder in fallo

piu colpi tuttavia diserra al vento e quinci e quindi spinge il suo cavallo e si dibatte e si travaglia tutta come era inanzi che venisse instrutta

E poi che exercitata si fu alquanto sopra il destrier: smontar volse ancho a piede per poter meglio afin venir di quanto la cauta Maga instruttion le diede

il Mago vien per far lestremo incanto che del fatto ripar ne sa ne crede discopre il scudo: e certo si prosume farla cadere con lincantato lume

Potea cosi scoprirlo al primo tratto senza tener i cavallieri abada ma gli piacea veder qualche bel tratto di correr lhasta o di arruotar la spada

come si vede che all astuto gatto scherzar col topo alcuna volta aggrada e poi che quel trastul gli viene a noia dargli di morso e al fin voler che muoia

Dico chel Mago il gatto e li altri il topo erano parsi in le battaglie dianzi ma non cosi per parer: dopo che con lannel si fe la Donna inanzi

attenta e fissa stava a quel che era uopo accio che nulla seco il Mago avanzi e come vide che scudo scoperse chiuse gli occhi e lescio presto caderse

Non ch el splendor del lucido metallo come soleva agli altri: le nocesse ma cosi fece: accio che dal cavallo contra se il vano incantator scendesse

ne parte ando del suo disegno in fallo che tosto ch ella il capo in terra messe: accelerando il volator le penne: con larghe ruote in terra apor si venne

Lascia il scudo all arcion che gia riposto havea ne la coperta: a pie discende verso la Donna: che come reposto Lupo: in la macchia il Capriolo attende

senza piu soggiornar: si leva tosto che se lo vede sopra: e stretto il prende havea lasciato quel misero in terra il libro: che facea tutta la guerra

E con una cathena ne correa che solea portar cinta a simil uso perche non men legar colei credea che per adrieto altri legar era uso

la Donna in terra posto gia lhavea se quel non si difese: io ben lescuso che troppo era la cosa differente tra un debilvechio e lei tanto possente

Disegnando levarli ella la testa alza la man vittoriosa in fretta ma poi ch el viso mira il colpo arresta quasi sdegnando si bassa vendetta

un venerabil Vecchio in faccia mesta vede esser quel: ch ella ha giunto alla stretta che mostra al viso crespo al pelo biancho eta di settanta anni o poco manco

Tommi la vita Giovene per Dio (dicea il vecchio: pien d ira e di dispetto) ma quella a torla havea si il cor restio come quel di lasciarla havria diletto

la Donna di saper hebbe disio: chi fusse il Negromante: & ache effetto edificasse in quel luogo silvaggio la Rocca: e faccia a tutto il mondo oltraggio

Ne per maligna intentione (ahi lasso) (disse piangendo il vecchio incantatore) feci il castel che tu vedi sul sasso ne per avidita son rubatore

ma per ritrar sol dal estremo passo un cavallier gentil mi mosse Amore che come il ciel mi mostra in tempo breve morir christiano a tradimento deve

Non vede il Sol tra questo e il polo Austrino un giovene si bello: o si prestante: Ruggier ha nome: il qual da piccolino da me nutrito fu: che io sono Athlante

disio d honore: e suo fiero destino lhan tratto in Francia dietro al Re Agramante et io che lamai sempre piu che figlio lo cerco trar di Francia e di periglio

La bella Rocca solo edificai per tenervi Ruggier sicuramente che preso fu da me: come sperai che fussi hoggi tu preso similmente

e donne e cavallier che tu vedrai: poi ci ho ridotti: & altra nobil gente accio che quando a voglia sua non esca havendo compagnia: men gli rincresca

Pur che uscir di la su non se dimande de ognaltro gaudio lor cura mi tocca che quanto haverne da tutte le bande si puo del mondo: e tutto in quella Rocca

suoni: canti: vestir: giuochi: vivande: quanto puo cor pensar puo chieder bocca ben seminato havea: ben cogliea il frutto ma tu se giunto a disturbarmi il tutto

Deh se non hai del viso il cor men bello non impedir il mio consiglio honesto togli quel scudo (chio tel dono) e quello destrier: che va per laria cosi presto

e non te impacciar oltra nel castello o tranne uno: o duo amici: e lascia il resto o tranne tutti glialtri: e piu non chero se non che tu mi lasci il mio Ruggiero

E se disposto sei volermil torre deh prima al men che tul ritorni in Francia piacciati questa afflitta anima sciorre de la tua scorza: hormai putrida e rancia

rispose la Donzella: lui vuo porre in liberta: tu se sai gracchia e ciancia ne me offerir di dar quel scudo in dono o quel caval: che miei: non piu tuoi: sono

Ne s ancho stesse a te di torre e darli: mi pareria chel cambio convenisse tu di che Ruggier tieni: per vietarli il male influsso: di sue stelle fisse

o che non puoi saperlo: o non schivarli sappiendol: cio chel ciel di lui prescrisse ma s el mal tuo chai si vicin non vedi: peggio l altrui: cha da venir prevedi

Non pregar ch io te uccida: che i tuoi preghi seriano indarno e se pur vuoi la morte anchor che tutto il mondo dar la nieghi: de se la puo haver sempre animo forte

ma pria ch el spirto da la carne sleghi a tutti i tuoi prigioni apri le porte cosi dice la Donna: e tuttavia il Mago preso in contra il sasso invia

Legato de la sua propria cathena andava Athlante: e la Donzella drieto che cosi anchor se ne fidava a pena quantunque risembrasse humile e cheto

Athlente seco la Donzella mena dentro un pertugio: e trovano il secreto de li scaglioni: onde si monta in giro fin che alla porta del castel saliro

Di su la soglia Athlante un sasso tolle di charatteri: & strani segni insculto sotto vasi vi son: che chiamano olle che fuman sempre: & dentro han foco occulto

lincantator le spezza: e a un tratto il colle riman deserto inhospite: & inculto ne mur ne torre appare in alcun lato come se mai castel non vi sia stato

Sbrigossi da la donna il Mago alhora come fa spesso il tordo da la ragna & con lui sparve il suo castello a un hora & lascio in liberta quella compagna

le donne e i cavallier si trovar fuora de le superbe stanze alla campagna & furon di lor molte a chi ne dolse che tal franchezza un gran piacer lor tolse

Quivi e Gradasso: & quivi e Sacripante quivi e Prasildo il nobil cavalliero che con Rinaldo venne di Levante & seco Iroldo il par di amici vero

al fin trovo la bella Bradamante quivi il desiderato suo Ruggiero che poi che nhebbe certa connoscenza le fe buona & gratissima accoglienza

Come a colei che piu che gliocchi sui piu chel suo cor piu che la propria vita Ruggiero amo: dal di ch essa per lui si trasse lelmo: onde ne fu ferita

lungo serebbe a dir come: & da cui et quano in lalta selva aspra & romita si cercar poi la note e il giorno chiaro ne: se non qui: mai piu si ritrovaro

Hor che egli qui la vede: & sa ben che ella e stata sola la sua redentrice di tanto gaudio ha pieno il cor: che appella se fortunato: & unico felice

scesero il monte: & dismontaro in quella valle: ove fu la Donna vincitrice & quivi lHippogrypho trovaro ancho chel scudo havea: ma non scoperto: al fianco

La donna va per prenderlo nel freno & quel laspetta fin che se gli si accosta poi spiega lale per laer sereno et si ripon non lungi a meza costa

ella lo segue: & quel ne piu ne meno si leva in aria: & non troppo si scosta come fa la cornacchia: in secca arena che drieto il cane hor qua hor la si mena

Ruggier: Gradasso: Sacripante: & tutti quei cavallier: che scesi erano insieme chi di su chi di giu si son ridutti dove che torni il volator han speme

quel: poi che glialtri in vano hebbe condutti piu volte & sopra le cime supreme & ne gli humidi fondi tra que sassi: presso a Ruggiero al fin ritenne i passi

Et questa opera fu del vecchio Athlante di cui non cessa la pietosa voglia di trar Ruggier del gran periglio instante di cio sol pensa: & di cio solo doglia

perho gli manda hor l Hippgrypho inante perche di Europa con questa arte il toglia Ruggier lo piglia: & seco pensa trarlo ma quel si arresta: & non vuol seguitarlo

Hor di Frontin quel animoso smonta (Frontino era nomato il suo destriero) & sopra quel che va per laria monta & gli attiza col spron lanimo altiero

quel corre alquanto: & indi i piedi ponta & sale in verso il ciel: via piu liggiero chel Giriphalco: a cui lieva il capello il mastro a tempo: & fa veder laugello

La bella Donna: che si in alto vede & con tanto periglio il suo Ruggiero resta attonita in modo che non riede per lungo spatio al sentimento vero

cio che gia inteso havea di Ganimede ch al ciel fu assunto dal paterno impero dubita assai: che non accada a quello non men gentil di Ganimede & bello

Con gliocchi fissi al ciel lo segue: quanto basta il veder: ma poi che si dilegua si che la vista non puo correr tanto lascia che sempre lanimo lo segua

tuttavia con suspir gemito & pianto non ha: ne vuol haver pace ne triegua poi che Ruggier di vista se le tolse al buon destrier Frontin gliocchi volse

Et si delibero di non lasciarlo che fusse in preda: a chi venisse prima ma di condurlo seco: & poi di darlo al suo Signor: chancho veder per stima

poggia laugel: ne puo Ruggier frenarlo disotto rimaner vede ogni cima & abbassarsi in guisa che non scorge dove e piano il terren ne dove sorge

Poi che si ad alto vien che un piccol punto lo puo stimar chi da la terra il mira prende la via verso ove cade a punto il Sol: quando col Granchio si raggira

& per laria ne va come legno unto a cui nel mar propitio vento spira lascianlo andar che fara buon camino & torniamo a Rinaldo paladino

Rinaldo laltro & laltro giorno scorse spinto dal vento gran spatio di mare quando a ponente & quando contra lOrse che notte et di non cessa mai soffiare

sopra la Scotia ultimamente sorse dove la selva Calydonia appare che spesso fra li antiqui ombrosi cerri sode suonar di bellicosi ferri

Vanno per quella i cavallieri erranti inclyti in arme di tutta Bertagna et de prossimi luoghi et de distanti di Francia: Danismarca: et de Lamagna

chi non ha gran valor non vada inanti che dove cerca honor: morte guadagna gran cose in essa gia fece Tristano Lancillotto: Galasso: Artu: et Galvano

Et altri cavallier: et de la nuova et de la vecchia tavola famosi restano anchor di piu duna lor pruova li monumenti et li trophei pomposi

larme Rinaldo e il suo Baiardo truova et presto si fa por ne liti ombrosi et al Nochier comanda che si spicche et lo vada aspettare a Beroicche

Senza scudiero e senza compagnia va il cavallier per quella selva immensa facendo hor una: & hor unaltra via dove piu haver strane aventure pensa

capito il primo giorno a una Badia che buona parte del suo haver dispensa in honorar nel suo cenobio adorno le donne e i cavallier che vanno intorno

Bella accoglienza i monachi e lAbbate fero a Rinaldo: il qual dimando loro (non prima gia: che con vivande grate havesse havuto il ventre amplo ristoro)

come sian spesso aventure truovate da cavallieri per quel territoro dove si possa in qualche fatto eggregio lhuom dimostrar se merta biasmo o pregio

Risposongli che errando in quelli boschi trovar potria strane aventure: e molte ma come i luoghi: i fatti anchor son foschi che non se n ha notitia le piu volte

cerca (diceano) andar dove connoschi che lopre tue non restino sepolte accio drieto il periglio: e la fatica segua la fama: e il debito ne dica

E se del tuo valor cerchi far pruova ti e preparata la piu degna impresa che ne lantiqua etade: o ne la nuova giamai da cavallier sia stata presa

la figlia del Re nostro hor se ritruova bisognosa daiuto: e di difesa contra un baron che Lurcanio si chiama che tor le cerca e la vita: e la fama

Questo Lurcanio al padre lha accusata (forse per odio piu che per ragione) haverla a meza notte ritrovata trarre un suo amante a se sopra un verone

per le leggi del Regno condannata al fuoco ha: se non truova campione che fra un mese: hoggimai presso a finire: liniquo accusator faccia mentire

Laspra legge di Scotia empia e severa vuol ch ogni donna: o d alta: o bassa sorte ch ad huom si giunga: e non gli sia mogliera s accusata ne viene: habbia la morte

ne riparar si puo ch ella non pera quando per lei non venga un guerrier forte che tolga la difesa: e che sostegna che sia innocente: e di morir indegna

Il Re dolente per Ginevra bella (che cosi nominata e la sua figlia) ha publicato: per citta e castella: che s alcun la difesa d essa piglia:

e che le estingua la calumnia fella (pur che sia nato di nobil famiglia) gli la dara per moglie: e un stato: quale fia convenevol dote: a donna tale

Ma se fra un mese: alcun per lei non viene o venendo non vince: sera uccisa simile impresa meglio ti conviene ch andar pei boschi errando a questa guisa

oltra chonor: e fama: te n aviene ch in eterno da te non sia divisa guadagni il fior di quante belle donne: dal Indo sono: all Athlantee colonne

E con la Donna una ricchezza: un stato che sempre far ti puo viver contento e la gratia del Re: se suscitato per te gli fia il suo honor: che quasi e spento

poi per cavalleria tu se ubligato a vendicar di tanto tradimento costei: che per commune opinione di vera pudicitia e un paragone

Penso Rinaldo alquanto: e poi rispose adunque una donzella de morire? percha voluto in le braccia amorose dun suo amator: sfogar tanto desire?

sia maledetto chi tal legge pose e maledetto chi la puo patire una crudel debitamente muore non chi da vita al suo fido amatore

Sia vero o falso: che Ginevra tolto s habbia il suo amante: i non riguardo a questo d haverlo fatto: la loderei molto pur che non fusse stato manifesto

ho in sua difesa ogni pensier rivolto dato mi sia pur una guida presto ch ove e il villano accusator mi mene ch io spero in Dio: Ginevra trar di pene

Non vuo gia dir ch ella non lhabbia fatto che nol sappiendo il falso dir potrei diro ben: che non de per simil atto: punition cadere alcuna in lei

e voglio sostener ch ingiusto o matto quel primo fu che fe i statuti rei e come iniqui rivocar si denno e nuova legge far: con miglior senno

S un medesimo ardor: s un disir pare inchina e sforza luno e laltro sesso a quel suave fin d amor: che pare all ignorante vulgo un grave excesso

perche si de punir donna o biasmare: che con uno o piu duno habbia comesso quel che lhuom fa con quante nha appetito e lodato ne va: non che impunito?

Son fatti: in questa legge disuguale veramente alle donne expressi torti e spero in Dio mostrar che glie gran male che tanto lungamente si comporti

Rinaldo hebbe il consenso universale che fur li antiqui ingiusti: e male accorti che consentiro a cosi iniqua legge e mal fa il Re che puo ne la corregge

Poi che la luce candida e vermiglia de laltro giorno: aperse lHemispero Rinaldo larme: e il suo Baiardo piglia e di quella Badia tolse un scudiero

che con lui viene a molte leghe: e miglia sempre nel bosco horribilmente fiero verso la terra: ove la lite nuova de la donzella: de venir in pruova

Havean cercando abbreviar camino lasciato pel sentier la maggior via quando un gran pianto udir sonar vicino che la foresta d ognintorno empia

Baiardo spinse lun laltro il Ronzino verso una valle: onde quel grido uscia e fra tre mascalzoni una dozella vide: che di lontan parea assai bella

Ma lachryimosa e lamentevol quanto donna o donzella: o mai persona fosse eranle dui col ferro nudo accanto per farle far lherbe di sangue rosse

ella con prieghi differendo alquanto giva il morir: fin che pieta si mosse venne Rinaldo e come se n accorse con alti gridi e gran minnaccie accorse

Voltaro i malandrin tosto le spalle chel soccorso lontan vider venire e se appiattar ne la profonda valle il paladin non li curo seguire

venne alla donna: e qual gran colpa dalle tanta punition: cerca d udire e per tempo avanzar: fa chel scudiero la tolle in groppa: e torna al suo sentiero

E cavalcando poi meglio la guata molto esser bella: e di manier accorte anchor che fusse tutta spaventata per la paura chebbe de la morte

poi ch ella fu di nuovo dimandata chi lhavea tratta a si infelice sorte incomincio con humil voce a dire quel chio vuo allaltro canto differire

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