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1474–1533

Canto quarantesimo

Ludovico Ariosto

hOr se mi mostra la mia charta il vero non è lontano a discoprirsi il porto siche nel lito i voti scioglier spero a chi nel mar per tanta via m ha scorto

dove o di non tornar col legno intiero o sempre errar, già fui timido e smorto ma mi par di veder, ma veggio certo veggio la terra veggio il lito aperto

Sento venir per allegrezza un tuono che fremer l aria e ribombar fa l onde odo di squille odo di trombe un suono che l alto popular grido confonde

hor comincio a discernere chi sono questi che empion del porto ambe le sponde par che tutti s allegrino ch io sia venuto a fin di così lunga via

O di che belle e gentil donne veggio o di che cavallieri il lito adorno o di che amici a chi in eterno deggio per la letitia chan del mio ritorno

la bella Mamma e l altre da Coreggio veggio del molo in su l estremo corno quella che scende con Ginevra al mare Veronica da Gambara mi pare

Iulia e unaltra Ginevra pur uscita del medesimo sangue mi par seco veggio Hippolyta Sforza, e la notrita Trivulcia da le muse al sacro speco

veggio te Aemilia pia, te Margherita ch Angiola Borgia e Gratiosa hai teco con Ricciarda da Este ecco le belle Diana e Bianca e l altre sue sorelle

Del mio signor di Bozolo la moglie la matre, le sorelle, e le cugine Gonzaghe, con Torelle, e Bentivoglie e le Visconte, e le Palavicine

o la bella compagnia che mi raccoglie Issabette, Lucie, Lucretie, Ursine, Catherine, Leonore, Alda, Alexandra, Thadea, Nicola, Hippolyta, e Cassandra

Le Ferrarese mie qui sono, e quelle de la corte d Urbino, e riconnosco quelle di Mantua, e quante donne belle ha Lombardia, quante il paese Tosco

il cavallier che tra lor veggio, che elle honoran sì, mi par se non è losco l occhio del mirar fiso in sì bei volti il gran lume Aretin l unico accolti

Mario Equicolo é quel che gli è piu appresso che stringe i labri e manda in su le ciglia e fa con man di tutti i detti d esso di stupor segno e d alta maraviglia

el mio Valerio è quel che là s è messo fuor de le donne, e forse si consiglia col Barignan chà seco, come offeso sempre da lor, non ne sia sempre acceso

Ecco Alexandro il mio signor Farnese o dotta compagnia che seco mena Phedro, Capella, Porcio, il Bolognese Philippo, il Volterano, il Madalena

Pierio, Blosio, il Bosso Cremonese d alta facondia inexsiccabil vena e Lascari, e Mussurro, e Navagero Andrea Marone, il Monacho Severo

Veggio sublimi e soprahumani ingegni di sangue e d amor giunti il Pico e il Pio colui che con lor viene, e da piu degni ha tanto honor, mai piu non connobbi io

ma se me ne fur dati veri segni è l huom che di veder tanto disio Iacopo Sanazar che alle Camene lasciar fa i monti et habitar l arene

Ecco Antonio Furgoso, ecco Latino Iuvenale, e Pistophilo con lui i veggio altri Alexandri, uno Guarino, uno Horologi, e venir veggio dui

Hieronymi con loro, il cittadino e quel di verità, sacri ambidui a Phebo, e veggio al Leonico al lato Dresino, Floriano, e Panizato

I veggio al Sasso al mio Hannibal far festa di rivedermi, et a cento altri e cento veggio le donne e li huomini di questa mia ritornata ognun parer contento

dunque a finir la breve via che resta non sia piu indugio hor chò propicio il vento tornando a dir de la compagna bella chavea il santo Eremita alla sua cella

Spesso in poveri alberghi et piccol tetti ne le calamitadi et ne disagi meglio si giungon d amicitia i petti ch in le ricchezze invidiose et agi

de le piene d insidie et di suspetti corti regali et splendidi palagi dove la charitade é in tutto extinta ne si vede amicitia se non finta

Quindi avien che de principi e signori patti e convention sono sí frali fan lega hoggi Re, Papi, e Imperatori diman seran nemici capitali

perche qual l apparenze exteriori non han i cor non han li animi tali che non mirando al torto piu ch al dritto attendon solamente allor profitto

Questi quantunque d amicitia poco sieno capaci, perche non sta quella ove per cose gravi ove per giuoco mai senza fittion non si favella

pur se talhor li ha tratti in humil luoco insieme una fortuna acerba e fella in poco tempo vengono a notitia quel che in molto non fer de l amicitia

El santo Vecchio in l humile sua stanza giunger li hospiti suoi con nodo forte ad amor vero meglio hebbe possanza ch altri non havria fatto in real corte

fu questo poi di tal perseveranza che non si sciolse mai sin alla morte il Vecchio li trovò tutti benigni candidi piu nel cor che di fuor Cygni

Trovolli tutti amabili e cortesi non de la iniquità ch io v hò dipinta di quei che mai non escono palesi ma sempre van con apparenza finta

di quanto s eran per a drieto offesi ogni memoria fu tra lor extinta e se d un ventre fussero e d un seme non si potriano amar piu tutti insieme

Sopra li altri il signor di Montalbano accarezzava et reveria Ruggiero si perche già l havea con l arme in mano provato quanto era ottimo guerriero

si per trovarlo affabile et humano piu che mai fusse al mondo cavalliero ma molto piu che da diverse bande si connoscea d haverli obligo grande

Sapea che di gravissimo periglio egli havea liberato Ricciardetto quando l huom che mandato havea Marsiglio lo ritrovò con Fiordispina in letto

e chavea tratto l un e l altro figlio de duca Bouc (com io v hò già detto) de man de saracini, e de i malvagi ch eran col Maganzese Bertolagi

Questo debito a lui parea di sorte ch ad amar lo stringeano e ad honorarlo et gli ne dolse e gli ne increbbe forte che già piu di non fu opportuno a farlo

quando l un stava in l Aphricana corte e l altro a gli servigii era di Carlo hor che fatto christian quivi lo truova quel che non fece prima hor far gli giova

Proferte senza fine honore, e festa fece a Ruggiero il paladin cortese, il prudente Eremita, come questa benivolentia vide, adito prese

entrò dicendo a far altro non resta (e lo spero ottener senza contese) che come l amicitia è tra voi fatta tra voi sia anchora affinità contratta

Acciò che de le due progenie illustri che non han par di nobiltade al mondo nasca un lignaggio che piu chiaro lustri ch el chiaro Sol per quanto gira a tondo

e come andran piu inanzi et anni e lustri serà piu bello, e durerá, secondo che Dio m inspira, acciò che a voi nol celi fin che terran l usato corso i cieli

E seguitando il suo parlar piu inante fa l santo Vecchio sì, che persuade che Rinaldo a Ruggier dia Bradamante benche pregar ne l un ne l altro accade

questo Oliviero e l principe d Anglante commenda assai, e come in lor contrade tornati sien, speran ch Amone e Carlo debbiano e tutta Francia commendarlo

Quel dì e la notte e del seguente giorno steron gran parte col Monacho saggio quasi obliando al legno far ritorno benche spirasse il vento allor viaggio

ma li nocchieri a cui tanto soggiorno increscea hormai, mandar piu d un messaggio che sì li stimular de la partita ch a forza li spiccar da l Eremita

Ruggier che stato era in exilio tanto e rilegato in sì stretto confine tolse licentia dal maestro santo che l havea instrutto in sacre discipline

la spada Orlando gli rimette a canto e gli fa dar Frontino e l arme fine si per mostrar del suo amor segno expresso si per saper che dianzi erano d esso

E ben chavesse in la spada incantata assai miglior ragione il paladino che con pena e travaglio già levata l havea dal formidabile giardino

che non havea Ruggier, a cui donata dal ladro fu che gli diè anchor Frontino pur non men volentier che l altro arnese alla prima dimanda gli la rese

Fur benedetti dal Vecchio devoto e sul naviglio al fin si ritornaro li remi a l acqua, e der le vele al Noto e sì gli fu sereno il tempo e chiaro

che non gli bisognò priego ne voto fin che nel porto di Marsiglia intraro ma qui si stiano tanto ch io conduca a loro Astolfo il glorioso Duca

Astolfo, poi che la vittoria intese ch Orlando havea de li nemici havuta connoscendo hoggimai che da l offese d Aphrica Francia esser potrebbe tuta

pensò di rimandar in suo paese la negra gente dietro a lui venuta per la strada medesima che tenne quando contra Biserta se ne venne

L armata ch Agramante ruppe in l onde Dudone havea già rimandata a drieto e con miracol grande prore e sponde tosto ch uscito ne fu il popul lieto

furon vedute riformarsi in fronde quali ne rami lor fur per adrieto poi venne il vento e come cosa lieve le levò in aria e fe sparire in breve

Chi a piedi e chi caval tutte partita d Aphrica fer le Nubiane schiere ma prima Astolfo si chiamò infinita gratia al Senapo et immortal havere

che gli venne in persona a dar aita con ogni sforzo et ogni suo potere diè loro Astolfo in l uterino Claustro da portar seco il fiero e turbido Austro

Dico che in l utri gli diè il vento chiuso ch uscir di Mezodì suol con tal rabbia che muove a guisa d onde e lieva in suso e ruota sino al ciel l arrida sabbia

acciò se lo portassero allor uso che per camin far lor danno non habbia ilqual poi giunto in la lor regione havessero a lasciar fuor di pregione

Scrive Turpin, che come furo a i passi de l alto Atlante li cavalli loro tutti in un tempo diventaron sassi siche pedoni in Nubia ritornoro

ma tempo è homai ch Astolfo in Francia passi e così poi che del paese Moro hebbe provisto a i luochi principali a l Hippogrypho suo fe spiegar lali

Vola in Sardigna in un batter di penne e di Sardigna andò nel lito Corso e quindi sopra l mar la strada tenne torcendo alquanto a man sinistra il morso

ne le maremme a l ultimo ritenne de la Greca Marsiglia el leggier corso dove exequì del Hippogrypho, quanto gli disse già l Evangelista santo

Hagli commesso il santo Evangelista che come torni al lito di Provenza poi che lasciata havrà l Aphrica trista all Hippogrypho suo doni licenza

era in l ultimo ciel, che sempre acquista de nostri danni, già rimaso senza virtù il suo corno, che divenne roco tosto che si trovò nel divin luoco

Venne Astolfo a Marsiglia e venne a punto il dì che v era Orlando et Oliviero e il cavallier da Montalbano giunto col buon Sobrino e col miglior Ruggiero

la memoria del Socio lor defunto vietò che i paladini non potero insieme così a punto rallegrarsi come in tanta vittoria devea farsi

Carlo havea di Sicilia havuto aviso de dui Re morti, e di Sobrino preso e ch era stato Brandimarte ucciso poi di Ruggiero havea non men inteso

e ne stava col cor lieto e col viso parendogli d haver gettato un peso che si sentì su li homeri si grieve che gli par ch anchor ben non si rilieve

Per honorar costor ch eran sostegno del santo Imperio e la maggior colonna Carlo mandò la nobiltá del regno ad incontrarli sin in ripa a Sonna

l uscì poi loro con lo drapel piu degno de li Re incontra, e con la propria donna piu d una lega, in compagnia di belle e bene ornate e nobili donzelle

L Imperator con chiara e lieta fronte e poi l Imperatrice e tutto il resto del gaudio interno fa vedere al Conte et a compagni, segno manifesto

gridar s ode Mongrana e Chiaramonte li abbracciamenti non finir sí presto Rinaldo Orlando insieme et Oliviero al Signor loro appresentar Ruggiero

E gli narrar che di Ruggier di Risa era figliuol, di virtù ugual al padre se sia animoso et forte, et a che guisa sappia ferir, san dir le nostre squadre

con Bradamante in questo vien Marphisa le due compagne nobili et leggiadre ad abbracciar Ruggier vien la Sorella con piu rispetto stà l altra Donzella

L Imperator, Ruggier fa risalire ch era per reverentia sceso a piede e lo fa a par a par seco venire e di ciò ch a honorarlo si richiede

un punto sol non lascia preterire ben sapea che tornato era alla Fede che immantinente che fu Orlando al sciutto certificato Carlo havea del tutto

Con pompa triomphal con festa grande tornano insieme dentro alla cittade che di fronde verdeggia e di ghirlande coperte a panni son tutte le strade

nembo de lieti fior d alto si spande e sopra e intorto a vincitori cade che da veroni e da finestre amene donne e donzelle gettano a man piene

Al voltar de li canti in varii luochi truovan archi e trophei subito fatti che di Biserta le ruine e i fuochi tengon depinti, e li altri degni fatti

altrove palchi con diversi giuochi e spettacoli e mimmi e scenici atti et è scritto per tutto il titul vero alli liberatori de l Impero

Fra suon di argute trombe e di canore piffare, e d ogni musica harmonia fra grido e plauso iubilo e favore del populo ch a pena vi capia

smontò al palazzo il magno Imperatore dove piu giorni quella compagnia con torniamenti e personaggi e farse danze e convivi attese a dilettarse

Rinaldo intanto havea fatto sapere al padre Amone, a tutto il suo lignaggio et prima a Carlo, senza il cui parere non seria stato a far tal cosa saggio

chavea a Ruggier se ad essi era piacere Bradamante promessa in maritaggio consentì ognuno, ognun laudó la cosa così fu Bradamante a Ruggier sposa

Mongrana si rallegra e Chiaramonte di nuovo groppo i dui rami raggiunti altrotanto s attrista il fellon Conte Gan di Maganza, e tutti i suoi congiunti

ma difingendo van sotto altra fronte li animi lor di grande invidia punti e come volpe che la lepre aspetta occasione aspettan di vendetta

Oltra che già Rinaldo e Orlando ucciso havea in piu volte assai di lor malvagi benche sedate havea con saggio aviso Carlo l ingiurie e li commun disagi

di nuovo loro havea levato il riso l ucciso Pinabello e Bertolagi ma la lor fellonia tenean coperta dissimulando haver la cosa certa

Fansi le nozze splendide e reali convenienti a chi cura ne piglia Carlo ne piglia cura, e le fa quali farebbe maritando una sua figlia

li merti de la Donna erano tali oltra quelli di tutta sua famiglia ch a quel Signor non parea uscir del segno spender per lei ciò che proviene al regno

Libera corte fa bandir intorno dove sicuro ognun possa venire e campo franco sin al nono giorno conciede a chi contese han da partire

fe alla campagna l apparato adorno di rami intesti e frondi e fiori ordire d oro e di seta poi tanto giocondo che piu bel luoco mai non fu nel mondo

Dentro a Parigi non seriano state le innumerabil genti peregrine povere, e ricche, e d ogni qualitade, che v eran Greche, Barbare, et Latine

tanti signor e ambasciarie mandate di tutto il mondo non haveano fine erano in padiglion tende e frascati con gran commodità tutti alloggiati

Con excellente e singular ornato la notte inanzi havea Melissa maga il marital albergo apparecchiato di che era stata già gran tempo vaga

havea gran tempo inanzi ella bramato giunger questi dui amanti, che presaga de le cose avenir, sapea di quanta bontà, frutto usciria, de lor pianta

Posto havea il genial letto fecondo in mezo un padiglione amplo e capace, il piu ricco, il piu ornato, il piu giocondo che già mai fusse o per guerra o per pace

o prima o dopo teso in tutto il mondo et Melissa l havea dal lito Thrace di sopra l capo a Constantin levato ch a diporto sul mar s era attendato

Di sopra a Constantin chavea l Impero di Grecia lo levò da mezo giorno con le chorde. e col fusto, e con l intero guarnimento, chavea dentro e d intorno

se lo portó per l aria, e di Ruggiero quivi lo fece alloggiamento adorno poi finite le nozze, ancho tornollo miraculosamente onde levollo

Eran de li anni appresso che duomilia che fu quel ricco padiglion trappunto una donzella de la terra d Ilia chavea il furor prophetico congiunto

con studio di gran tempo e con vigilia lo fece di sua man di tutto punto Cassandra fu nomata, et al fratello inclyto Hettor fece un bel don di quello

Il piu cortese cavallier, che mai devea del ceppo uscir del suo germano benche sapea da la radice assai che quel per molti rami era lontano

ritratto havea ne li riccami gai d oro e di varia seta di sua mano l hebbe mentre che visse Hettorre in pregio e per ch il fece e pel lavoro egregio

Ma poi ch a tradimento hebbe la morte e fu popul Troian da Greci afflitto che Sinon falso aperse lor le porte e peggio seguitò che non è scritto

Menelao hebbe il padiglione in sorte col quale a capitar venne in Egytto dove al Re Proteo lo lasciò, se volse la moglie haver che quel tyran gli tolse

Helena nominata era colei per cui lo padiglion a Proteo diede che poi successe in man de Ptolomei tanto che Cleopatra ne fu herede

da le genti d Agrippa tolto a lei nel mar Leucadio fu con altre prede in man d Augusto e di Tyberio venne e n Roma sin a Constantin si tenne

Quel Constantin di cui doler si debbe la bella Italia fin che giri il cielo Constantin poi ch el Tevero glincrebbe portò in Byzantio il pretioso velo

com io v hò detto indi Melissa l hebbe d oro le chorde havea, d avorio il stelo tutto trappunto era a figure belle piu che mai con pennel facesse Apelle

Quivi le Gratie in habito giocondo una Regina aiutavano al parto si bello infante n apparia, ch el mondo non hebbe un tal dal secol primo al quarto

vedeassi Iove e Mercurio facondo Venere e Marte, che l haveano sparto a man piene e spargean d eterei fiori di dolce Ambrosia e di celesti odori

Hippolyto diceva una scrittura sopra le fasce in lettere minute in età poi piu ferma la ventura l havea per mano, e nanzi era virtute

indi ritratte eran con molta cura l ambasciarie de l Ungaro, venute a dimandar da parte di Corvino al padre Hercole il tenero bambino

Da Hercole partirsi reverente si vede, et da la matre Leonora si vede passar l alpe, et che la gente corre a vederlo, e come un dio l adora

vedesi il Re de li Ungari prudente ch el maturo sapere ammira et honora in immatura età tenera e molle e degnamente a grande imprese extolle

V è che ne l infantili e teneri anni il scettro di Strigonia in man gli pone il fanciul sempre se gli vede a panni sia nel palagio sia nel padiglione

o contra Turchi o contra l Alemanni quel Re possente faccia expeditione Hippolyto gli è appresso, e fiso attende a magnanimi gesti et virtù apprende

Quivi si vede come il fior dispensi de li primi anni in disciplina et arte Fusco gli è appresso che li occulti sensi chiari gli expone de l antiche charte

questo schivar, questo seguir conviensi s in mortal brami e glorioso farte par che gli dica, così havea ben finti li gesti lor chi già li havea dipinti

Poi Cardinal appar, ma giovinetto seder in Vaticano a consistoro e con facondia aprir l alto intelletto e far di se stupir tutto quel choro

qual fia dunque costui d età perfetto? (parean con maraviglia dir tra loro) o se di Petro mai gli tocca il manto che fortunata età, che secol santo

In altra parte i liberali spassi erano e i giuochi del giovene illustre hor li orsi affronta su li alpini sassi hor e cingiali in valle ima e palustre

hor s un ginetto par ch el vento passi seguendo o caprio o cerva moltilustre che giunta par che bipartita cada in parti uguali a un sol colpo di spada

Qua con molt arte e con piu forza lotta e con robusti gioveni s afferra par ch abbattuti già n habbia una frotta e s apparecchi a poner l altri in terra

là par chegli habbia piu d un hasta rotta armato in simulacro d aspra guerra a piè e a cavallo con ogni arma destro di tutti li altri e principe e maestro

Altrove di philosophi et poeti si vede in mezo una honorata squadra quel gli dipinge il corso de pianeti questo la terra, quel il ciel gli squadra

questo meste elegie, quel versi lieti, quel cantan heroici, o qualche oda liggiadra musici ascolta et varii suoni altrove ne senza summa gratia un passo muove

In questa prima parte era dipinta del sublime garzon la pueritia Cassandra l altra havea tutta distinta de gesti, di prudentia, e di iustitia

di modestia, e fortezza, e de la quinta che da lor nasce e tien seco amicitia dico de la virtù che dona e spende che parimente in tutti irraggia e splende

In questa parte il giovene si vede col sfortunato Duca de l Insubri hora in pace a consiglio con lui siede hora armato con lui spiega i colubri

e sempre par d una medesma fede o ne felici tempi o ne lugubri gli è compagno in la fuga e ne l exiglio nel duol conforto, e scorta nel periglio

Si vede altrove a gran pensier intento per salute d Alfonso e di Ferrara che va rimando per strano argumento e truova e fa veder per cosa chiara

al giustissimo frate il tradimento che gli usa la famiglia sua piu cara e per questo si fa del nome herede che Roma a Ciceron libera diede

Vedesi altrove in arme relucente ch ad aiutar la Chiesa in fretta corre e con tumultuaria e poca gente a un exercito instrutto si va opporre

e solo il ritrovarsi egli presente tanto alli ecclesiastici soccorre che prima il fuoco tol ch arder comince sì che può dir che vene, et vede, et vince

Vedesi altrove da la patria riva pugnar in contra la piu forte armata che contra Turchi o contra gente Argiva da Venetiani mai fusse mandata

la rompe et vince, et al fratel captiva la dà con ogni preda, ne servata si vede ch altra cosa habbia per lui che lhonor sol, che non può darlo altrui

Vedesi altrove che non pur conserva Ferrara, ma l dominio le proroga absente Alfonso, e quando la proterva barbarie intorno ogni città soggiuoga

franca la tien fra tutta Italia serva ma quante armato e quante volte in toga Hippolyto si veggia a fatti degni lungo fora a cercar per tutti i segni

Le donne e cavallier mirano fisi senza trarne construtto le figure perche appresso non han chi loro avisi che tutte quelle sien cose future

prendon piacere a riguardare i visi belle e ben fatti, e legger le scritture sol Bradamante da Melissa instrutta gode tra se che sa l historia tutta

Ruggier anchor ch a par di Bradamante non ne sia dotto, pur gli torna a mente che fra i nipoti suoi gli solea Atlante commendar questo Hippolyto sovente

chi potrà in versi a pieno dir le tante cortesie, che fa Carlo ad ogni gente di varii giuochi è sempre festa grande e la mensa ognhor piena di vivande

Vedesi quivi chi è buon cavalliero che vi son mille lancie il giorno rotte fansi battaglie a piedi et a destriero altre accoppiate, altre confuse in frotte

piu de li altri valor mostra Ruggiero che vince sempre, e giostra el dì e la notte e così in danza in lotta, et in ogni opra sempre con molto honor resta disopra

L ultimo dì ne l hora ch el solenne convivio era a gran festa incominciato che Carlo a man sinistra Ruggier tenne et Bradamante havea dal destro lato

di verso la campagna in fretta venne nanzi alle mense un cavallier armato tutto coperto egli e il caval a nero di gran persona e di sembiante altiero

Senza smontar, senza chinar la testa, e senza segno alcun di reverentia mostrò Carlo sprezzar con la sua gesta e de tanti Signor l alta presentia

maraviglioso e attonito ognun resta che si pigli costui tanta licentia lasciano i cibi e lascian le parole per ascoltar ciò ch el guerrier dir vuole

Poi che fu a Carlo et a Ruggier a fronte con alta voce et orgoglioso grido son disse il Re di Sarza Rodomonte che te Ruggiero alla battaglia sfido

et vuò provarti prima che tramonte questo sol d hoggi, che rebelle e in fido al tuo Signor sei stato e traditore ne questo mertì ne alcun altro honore

Ben che tua fellonia si veggia aperta ch essendo hor tu christian non poi negarla acciò si possa ancho saper piu certa in questo campo vengoti a provarla

e se persona hai qui, che faccia offerta di combatter per te, voglio accettarla s una non basta accetto quattro e sei provando lor che traditor tu sei

Ruggier a quel parlar ritto levosse e con licentia rispose di Carlo che mentiva egli, et qualunqualtro fosse che traditor volesse nominarlo

e che col Signor suo sempre portosse in modo ch a ragion non può biasmarlo e ch era apparecchiato sostenere d haver in questo fatto il suo devere

E ch a difender la sua causa era atto senza torre in aiuto suo veruno e che sperava di mostrargli in fatto che assai n havrebbe e forse troppo duno

quivi Rinaldo, e quivi Orlando tratto s era, e Marphisa, et Oliviero, e alcuno altro guerrier, che contra il Pagan fiero volean tor la difesa di Ruggiero

Mostrando ch essendo egli nuovo sposo non devea conturbar le proprie nozze Ruggier rispose lor state in riposo che per me foran queste scuse sozze,

l arme che tolse al Tartaro famoso vennero, e fur tutte l indugie mozze Rinaldo e Orlando i sproni a Ruggier strinse e Carlo alfianco la spada gli cinse

Bradamante e Marphisa la corazza posta gli haveano e tutto l altro arnese tenne Astolfo il caval di buona razza tenne la staffa il figlio del Danese

fece d intorno far subito piazza il duca Namo et Olivier Marchese cacciaro in fretta ognun fuor del steccato a tal bisogni sempre apparecchiato

Donne e donzelle con pallida faccia timide a guisa di colombe stanno che da granosi paschi a i nidi caccia rabbia de venti che per l aria vanno

con tuoni e lampi e l scur aer minaccia grandine e pioggia, e a campi strage e danno timide stanno per Ruggier, che male a quel fiero Pagan lor parea uguale

Così a tutta la plebe, e alla piu parte de cavallieri e principi parea, che di memoria anchor lor non si parte quel che in Parigi il Pagan fatto havea

che sol a ferro e a fuoco una gran parte n havea distrutta, e anchor vi rimanea e rimarrà per molti giorni il segno ne maggior danno altronde hebbe quel regno

Tremava piu ch a tutti li altri il core a Bradamante, non ch ella credesse ch el Saracin di forza e del valore che vien dal cor, piu di Ruggier potesse

ne che ragion, che spesso dà l honore a chi l ha seco, Rodomonte havesse pur star non puote senza gran suspetto che di temere amando ha degno effetto

O quanto volentier sopra se tolta la cura havria di quella pugna incerta anchor che rimaner di vita sciolta per quella fusse stata piu che certa

havria eletto a morir piu d una volta se può piu d una morte esser sofferta piu presto che patir ch el suo consorte si ponesse al pericol de la morte

Ma non sa ritrovar priego che vaglia perche Ruggiero a lei l impresa lassi a riguardar adunque la battaglia con mesto viso e cor trepido stassi

quinci Ruggier quindi il Pagan si scaglia et vengonsi a trovar coi ferri bassi le lancie al scontro parvero di gelo li tronchi augelli a salir verso il cielo

La lancia del Pagan, che venne a corre a mezo il scudo, fe debile effetto perch era il scudo del famoso Hettorre chavea fatto Vulcan tanto perfetto

Ruggier la lancia parimente a porre gli venne al scudo, e gli lo passò netto tutto che fusse appresso un palmo grosso dentro e di fuor d acciaro e in mezo d osso

E se non che la lancia non sostenne l horribil scontro, e mancò al primo assalto, e rotta in scheggie e tronchi haver le penne parve per l aria, tanto voló in alto

l usbergo havria (sì furiosa venne) se fusse stato adamantino smalto passato anchor, ma nel piu bel si roppe posero in terra ambi i destrier le groppe

Con briglia e sproni i cavallier instando risalir feron subito i destrieri e donde gettar l haste preso il brando si tornaro a ferir crudel e fieri

di qua e di là con maestria girando li animosi cavalli atti e liggieri con le pungenti spade incominciaro a tentar dove il ferro era piu raro

Non si trovava il scoglio di serpente (che fu sì duro) al petto Rodomonte ne di Nembrotte la spada tagliente nel solito elmo havea quel dí alla fronte

che l usate arme quando fu perdente contra la donna di Dordona al ponte lasciato havea suspeso a i sacri marmi come disopra udiste in questi carmi

Egli havea unaltra assai buona armatura non come quella a gran pezzo perfetta ma ne questa, ne quella, ne piu dura a Balisarda si sarebbe retta

a cui non osta incanto, ne fatura ne finezza d acciar, ne tempra eletta Ruggier di qua e di lá sí ben lavora ch al Pagan l arme in piu d un luoco fora

Quando si vide in tante parti rosse il Pagan l arme, e non poter schivare che la piu parte di quelle percosse non gli andasse la carne a ritrovare

a maggior rabbia a piu furor si mosse ch a mezo il verno il tempestoso mare via getta il scudo, e a tutto suo potere su l elmo di Ruggier a due man fere

Con quella forza che su i grossi travi ch en fondo al Pò si cacciano, percuote la machina che posta in su due navi mover veggian con huomini e con ruote

con ambe due le man valide e gravi ferí il Pagan Ruggier quanto piu puote giovò l elmo incantato, che senza esso lui col cavallo havria in un colpo fesso

Ruggier andò due volte a testa china e per cader, e braccia e gambe aperse di nuovo il colpo il Saracin declina che non vuol chabbia tempo a rihaverse

poi vien col terzo, ma la spada fina sì lungo martellar piu non sofferse che volò in pezzi, et al crudel Pagano disarmata lasciò di se la mano

Rodomonte per questo non s arresta ma s aventa a Ruggier che nulla sente in tal modo intornata havea la testa in tal modo offuscata havea la mente

ma ben dal sonno il Saracin lo desta nel collo il prende il Saracin possente lo prende in guisa e con tal nodo afferra che de l arcion lo svelle e caccia in terra

Non fu sì presto in terra che risorse via piu che d ira di vergogna pieno perhò ch a Bradamante li occhi torse e turbar vide il bel viso sereno

ella al cader di lui rimase inforse de la sua vita, e fu per venir meno Ruggier per emendar presto quell onta stringe la spada e col Pagan s affronta

Quel gli urta il caval contra ma Ruggiero lo cansa accortamente, e se ritira e nel passar al fren piglia il destriero con la man manca, e intorno lo raggira

e con la destra in tanto al cavalliero ferire il fianco, o il ventre, o il petto mira e di due punte fe sentirgli angoscia l una nel fianco e l altra ne la coscia

Rodomonte che in mano anchor tenea il pome e l elsa de la spada rotta Ruggier su l elmo in guisa percotea che lo potea stordir a l altra botta

ma Ruggier ch a ragion vincer devea gli prese il braccio, e tirò tanto alhotta aggiungendo alla destra l altra mano che fuor di sella al fin trasse il Pagano

Sua sorte o sua destrezza vuol che cada in guisa ch a Ruggier rimanga al paro vuó dir che cadde in piè, che per la spada Ruggier haverne il meglio giudicaro

Ruggier cerca il Pagan tenere a bada lungi da se, ne d accostarsi ha caro per lui non fa lasciar venirse adosso un corpo così grande e così grosso

E tuttavolta sanguinargli il fianco vede e la coscia, e l altre sue ferite spera che vegna a poco a poco manco siche alfin gli habbia a dar vinta la lite

l elsa e il pome havea in mano il Pagan anche e con tutte le forze insieme unite da se scagliollo, e sì Ruggier percosse che stordito ne fu piu che mai fosse

Ne la guancia de l elmo e ne la spalla fu Ruggier colto, e sì quel colpo sente che tutto ne vacilla e ne traballa e ritto se sostien difficilmente

el Pagan vuol intrar, ma il pié gli falla che per la coscia offesa era impotente e il volersi affrettar piu del potere con un genocchio in terra il fe cadere

Ruggier non perde tempo, e di grande urto lo percuote nel petto e ne la faccia e sopra gli martella, e sì tien curto che con la mano in terra ancho lo caccia

ma tanto fa il Pagan chegli è risurto si stringe con Ruggier siche l abbraccia l uno e l altro s aggira e scuote preme arte aggiungendo alle lor forze estreme

Di forza a Rodomonte una gran parte la coscia e il fianco aperto haveano tolto Ruggier havea destrezza havea grande arte era alla lotta exercitato molto

vede il vantaggio suo ne se ne parte mette piu da quel lato ove piu sciolto di Rodomonte il sangue correr vede le braccia il petto e l uno e l altro piede,

Rodomonte pien d ira e di dispetto Ruggier nel collo e ne le spalle prende hor lo tira, hor lo spinge, hor sopra il petto sullevato da terra lo suspende

quinci e quindi lo ruota e lo tien stretto e per farlo cader molto contende Ruggier stà in se raccolto e mette in opra senno e valor per rimaner disopra

Tanto le prese andò mutando il franco el buon Ruggier, che Rodomonte cinse calcogli il petto sul sinistro fianco e con tutta sua forza a mezo il strinse

la gamba destra a un tempo inanzi al manco ginocchio e l altro attraversollo e spinse e da la terra in alto sulevollo e con la testa in giu steso tornollo

Del capo e de le schiene Rodomonte la terra impresse, e tal fu la percossa che da le piaghe sue come da fonte lungi ando il sangue a far la terra rossa

Ruggier cha la Fortuna per la fronte perche levarsi il Saracin non possa luna man col pugnal gliha sopra li occhi l altra alla gola, al ventre gli ha i genocchi

Come tal volta ove si cava l oro la tra pannoni o n le fodine Hibere se improvisa ruina su coloro che vi condusse empia avaritia fere

ne restano sì oppressi, che può il loro spirto a pena onde uscire adito havere così non men fu l Saracino oppresso dal vincitor tosto ch in terra messo

Alla vista de l elmo gli appresenta la punta del pugnal chavea già tratto et che si renda minacciando tenta e di lasciarlo vivo gli fa patto

ma quel che di morir manco paventa che mostrar di viltade un minimo atto si torce e scuote, et per por lui disotto mette ogni suo vigor, ne gli fa motto

Come lupo o mastin ch el fier alano ne la ringiosa canna azannato habbia molto s affanna e si dibbatte invano con occhi ardenti, e con spumose labbia

e non può uscir al predator di mano che vince di vigor non già di rabbia così falla al Pagano ogni pensiero d uscir di sotto al vincitor Ruggiero

Pur si torce e dibbatte sì che viene ad expedirsi col braccio migliore e con la destra man ch el pugnal tiene che trasse anch egli in quel contrasto fuore

tenta ferir Ruggier sotto le rene ma il giovene s accorse de l errore in che potea cader per differire di far quel empio Saracin morire

E due e tre volte in la terribil fronte (alzando quanto alzar piu puote il braccio) il ferro del pugnale a Rodomonte tutto nascose, e si levó d impaccio

alle squalide ripe d Acheronte lasciando il corpo piu freddo che giaccio biastemmiando fuggì l alma sdegnosa che fu sì altiera al mondo e sì orgogliosa,

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Canto quarantesimo · Ludovico Ariosto · Poetry Cove