o Quante sono incantatrici: o quanti incantator tra noi: che non si sanno che con lor arti: huomini: & donne: amanti: di se (cangiando ivisi lor) fatto hanno
non con spirti constretti: tali incanti ne con osservation di stelle: fanno ma con simulation: menzogne: e frodi: legano i cor d indisolubil nodi
Chi lannello di Angelica: o piu presto chi havesse quel de la ragion: potria veder il proprio viso manifesto rimossa ogni arte et fittion qual sia
& tal per bello & buon: ch in tutto a questo o contrario: o dissimile: parria fu gran ventura quella di Ruggiero: chebbe lannel che gli scoperse il vero
Ruggier (come io dicea) dissimulando su Rabican venne alla porta armato trovo le guardie sprovedute: & quando giunse tra lor: non tenne il brando alato
chi morto: & chi a mal termine lasciando esce dal ponte: & del rastel spezzato prende al bosco la via: ma poco corre ch ad un de servi de la fata occorre
Il servo impugno havea un augel grifagno che volar con piacer facea ogni giorno hora a campagna: hora a un vicino stagno: dove era sempre da far preda intorno
havea da lato il can fido compagno cavalcava un ronzin: non troppo adorno ben penso che Ruggier dovea fuggire: quando lo vide in tal fretta venire
Se gli fe incontra & con sembiante altiero gli dimando perche in tal fretta gisse risponder non gli volse il buon Ruggiero percio colui piu certo che fuggisse
di volerlo arrestar fece pensiero et distendendo il braccio manco disse che dirai tu se subito ti giugno? & gli spinse laugel ch egli havea in pugno
Quel augel vien: con tal prestezza dale: che non lo avanza Rabican di corso del palafreno il cacciator giu sale: et tutto a un tempo hagli levato il morso
quel par da larco uno aventato strale di calci formidabile et di morso el servo drieto si veloce viene che par che il vento: anzi che il fuoco il mene
Non vuol parere il can desser piu tardo ma segue Rabican: con quella fretta con che seguir suol caprioli il Pardo vergogna a Ruggier par se non aspetta
voltasi a quel che vien si a pie gagliardo ne gli vede arme: fuor che una bacchetta quella con che ubidire al cane insegna Ruggier di trar la spada si disdegna
Quel se gli appressa: & forte lo percuote lo morde a un tempo il can nel piede manco el sfrenato caval la groppa scuote: tre volte e piu: ne falla il destro fianco
gira laugello: & gli fa mille ruote: & con lugna sovente il ferisce ancho & si il destrier col strido impaurisce: che ne alla man: ne al spron: troppo ubidisce
Ruggiero al fin costretto il ferro caccia et perche tal molestia se ne vada: hor glianimali: hor quel villan minaccia col taglio: & con la punta de la spada
quella importuna turba piu lo impaccia presa ha: chi qua: chi la: tutta la strada vede Ruggiero il dishonore: e il danno che gli averra: se piu tardar lo fanno
Sa ch ogni poco piu ch ivi rimane: Alcina havra col populo alle spalle di trombe: di tamburi: & di campane gia il strepito ribomba in ogni valle
contra un servo senza arme: & contra un cane gli par: che a usar la spada troppo falle meglio e piu breve e dunque: che gli scopra el scudo: che di Athlante era stato: opra
Levo il drappo vermiglio: in che coperto gia molti giorni il bel scudo si tenne: fece lo effetto mille volte experto: il lume: ove a ferir ne gliocchi venne
resta da i sensi il cacciator deserto cade il cane: il ronzin: cadon le penne ch in aria sostener laugel non ponno lieto Ruggier li lascia in preda al sonno
Alcina chavea in tanto havuto aviso di Ruggier che sforzato havea la porta et de la guardia buon umero ucciso fu: vinta dal dolor: per restar morta
squarciossi i panni: et si percosse il viso et sciocca nominosse: et mal accorta e fece dar all arme immantinente e intorno a se racor tutta sua gente
E poi ne fa due parti: et manda luna per quella strada: ove Ruggier camina al porto laltra subito raguna imbarca: & uscir fa ne la marina
sotto le vele aperte il mar simbruna con questi va la disperata Alcina chel desiderio di Ruggier si rode che lascia sua citta senza custode
Non lascia alcuno a guardia del palagio il che a Melissa: che stava alla posta per liberar di quel regno malvagio la gente che in miseria vi era posta:
diede comodita: diede grande agio di gir cercando ogni cosa a sua posta imagini abbruciar: sugelli torre & nodi: & rombi: & turbini disciorre
Indi pei campi: accelerando i passi gliantiqui amanti: ch erano a gran torma conversi in fonti: in fere: in legni: in sassi ritornar fece in loro humana forma
e quei: poi che allargati furo i passi: tutti del buon Ruggier seguiron lorma a Logistilla si salvaro: & indi tornaro a Schyti: a Persi: a Greci: ad Indi
Melissa torno tutti in suo paese con obligo da mai non esser sciolto prima di tutti glialtri il Duca Inglese fu per lei ritornato in human volto
et cosi fe: perche Ruggier cortese ne la havea di buon cor pregata molto et per questo lannel datole anchora che si a lui: per fuggir: stato util fora
A prieghi dunque di Ruggier: rifatto fu il paladin ne la sua prima faccia nulla par a Melissa di haver fatto quando ricovrar le arme non gli faccia
et quella lancia dor ch al primo tratto di sella al sconrto i cavallieri caccia de lArgalia: poi fu di Astolfo lancia & molto honor fe a luno: e a laltro in Francia
Trovo Melissa questa lancia doro ch Alcina havea reposta nel palagio et tutte larme che del Duca foro & gli fur tolte nel hostel malvagio
monto il destrier del Negromante Moro et fe smontar Astolfo in groppa adagio et quindi a Logistilla si condusse di un hora prima che Ruggier vi fusse
Tra duri sassi: & folti spini gia Ruggiero in tanto in ver la fata saggia di balzo in balzo: & di una in altra via aspra: solinga: inhospita: & selvaggia
tanto che a gran fatica reuscia su la fervida nona: in una spiaggia tra il mar: e il monte: al mezo di scoperta arsiccia: nuda: sterile: e deserta
Il Sol percuote in la sponda del colle & del calor che si riflette a dietro in modo laria. & larena ne bolle che seria troppo a far liquido il vetro
stassi cheto ogni augello all ombra molle sol la cicada: col noioso metro fra i densi rami: del fronzuto stelo & valli: & monti assorda: e il mare: e il cielo
Quivi il caldo: la sete: & la fatica che era di gir per quella via arenosa facean lungo la spiaggia: erma: & aprica a Ruggier compagnia grave & noiosa
ma perche non convien che sempre io dica ne ch io vi occupi sempre in una cosa io lasciero Ruggiero in questo caldo e giro in Scotia a ritrovar Rinaldo
Era Rinaldo molto ben veduto dal Re: da la figliuola: et dal paese poi la cagion che quivi era venuto piu adagio: il paladin fece palese
che in nome del suo Re chiedeva aiuto et dal regno di Scotia et dal Inglese suggiunse dopo li prieghi di Carlo al Re giuste cagion che dovea farlo
Dal Re senza indugiar gli fu risposto che di quanto sua forza si estendea per utile: & honor: sempre disposto di Carlo et del Imperio esser volea
et che fra pochi di gli havrebbe posto piu cavallieri in punto che potea et se non ch esso era hoggimai pur vecchio capitano verria del suo apparecchio
Ne tal rispetto anchor gli parria degno farlo restar: sel figlio non havesse che di forza: di ardire: et piu di ingegno dignissimo era: a ch il governo desse
ben che non si trovasse allhor nel regno ma che sperava che venir dovesse mentre che insieme adunarebbe il stuolo et saria in punto: al giunger del figliuolo
Cosi mando per tutta la sua terra suoi thesorieri: a far cavalli: e gente Navi apparecchia: & munition da guerra vettovaglia: & denar maturamente
venne intanto Rinaldo in Inghilterra e il Re nel suo partir cortesemente insino a Beroicche accompagnollo & visto pianger fu quando lasciollo
Spirando il vento prospero alla poppa monta Rinaldo: & adio dice a tutti la fune indi al viaggio il Nocchier sgroppa tanto che giunge ove in li salsi flutti
il bel Tamigi amareggiando intoppa col gran flusso del mar quindi condutti li naviganti per camin sicuro a vela & remi insino a Londra furo
Rinaldo havea da Carlo & dal Re Othone che con Carlo in Parigi era assediato al principe di Valia commissione per contrasegni et lettere portato
che cio che potea far la regione: de fanti et cavallier per ogni lato: tutto debbia a Calesio traghitarlo si che aiutar si possa Francia & Carlo
El principe: chio dico: ch era in vece di Othon rimaso nel seggio reale a Rinaldo d Amon tanto honor fece che non lhavrebbe al suo Re fatto uguale
indi alle sue dimande satisfece perche a tutta la gente martiale & di Bertagna: & de lIsole intorno di ritrovarse al mar: prefisse il giorno
Signor far mi convien come fa il buono sonator sopra il suo instromento arguto che spesso muta corda: & varia suono ricercando hor lo grave: hora lacuto
mentre a dir di Rinaldo attento sono d Angelica gentil mi e sovenuto di che lasciai: ch era da lui fuggita & che havea riscontrato uno Eremita
Alquanto la sua historia vuo seguire dissi: che dimandava con gran cura come potesse alla marina gire che di Rinaldo havea tanta paura:
che non passando il mar: credea morire ne in tutta Europa se tenea sicura ma lo Eremita abada la tenea: pel gran piacer che star con essa havea
Quella rara bellezza il cor gli accese & gli scaldo le frigide medolle ma poi che vide: che poco gli attese e ch oltra soggiornar seco non volle
di cento punte lasinello offese ne di sua tardita perho lo tolle & poco va di passo: e men di trotto ne stender gli si vuol la bestia sotto
E perche molto dilungata si era e poco piu ne havria perduta lorma ricorse il frate alla spelonca nera et di demoni uscir fece una torma
& ne sceglie uno di tutta la schiera: et del bisogno suo prima linforma poi lo fa intrare adosso al corridore che via gli porta con la donna il core
E qual sagace can: nel monte usato a volpi: o lepri dar spesso la caccia che se la fera andar vede da un lato ne va da unaltro: e far sprezzi la traccia
al varco poi lo senteno arrivato che lha gia in bocca: e lapre il fianco: e straccia tal lEremita per diversa strada aggiugnera la donna: ovunque vada
Che sia il disegno suo: ben io comprendo e dirollo ancho a voi: ma in altro loco Angelica di cio nulla temendo cavalcava a giornate: hor molto: hor poco
el demon nel caval se iva coprendo come si copre alcuna volta il fuoco che con si grave incendio poscia avampa che non si extingue: e a pena se ne scampa
Poi che la donna preso hebbe il sentiero dietro il gran mar che li Guasconi lava tenendo appresso a londe il suo destriero dove lhumor la via piu ferma dava
trasse il caval nel acqua il demon fiero tanto che tutto dentro vi nuotava non sa che far la timida donzella se non tenersi ferma in su la sella
Per tirar briglia: non gli puo dar volta piu e piu sempre quel si caccia in lalto ella tenea la veste in su raccolta: per non bagnarla: e trahea i piedi in alto
per le spalle la chioma iva disciolta e laura le facea lascivo assalto stavano cheti tutti i maggior venti sorse a tanta belta: col mar: attenti
Ella volgea i begliocchi a terra in vano che bagnavan di pianto il viso: e il seno e vedea il lito andar sempre lontano e decrescer piu sempre e venir meno
il destrier che nuotava a destra mano: dopo un gran giro: la porto al terreno tra scuri sassi: e spaventose grotte gia cominciando ad oscurar la notte
Quando si vide sola in quel deserto che: a riguardarlo sol: mettea paura ne lhora: che nel mar Phebo coperto lasciato havea ciascuna cosa oscura
fermosse in atto: chavria fatto incerto chiunque havesse vista sua figura s ella era donna sensitiva: e vera o sasso colorito in tal maniera
Stupida e fissa nella incerta sabbia con li capelli sciolti e rabuffati: con le man giunte: e con limmote labbia li languidi occhi: al ciel tenea levati
come accusando il gran Motor che lhabbia tutti inclinati nel suo danno i fati immota: e come attonita: ste alquanto poi sciolse al duol la lingua: e gli occhi al pianto
Dicea: fortuna che piu a far ti resta perche di me ti satii e ti disfami? che dar ti posso homai piu: se non questa misera vita: ma tu non la brami
chora a trarla del mar sei stata presta quando potea finir suoi giorni grami perche ti e parso di voler piu anchora vedermi tormentar prima ch io mora
Ma che mi possi nuocere non veggio piu di quel che sin qui nociuto m hai per te cacciata son del Real seggio dove piu ritornar non spero mai
ho perduto lhonor: ch e stato peggio che se ben con effetto io non peccai io do perho materia: che ognun dica: ch essendo vagabonda io sia impudica
Chaver puo donna al mondo piu di buono a cui la castita levata sia mi nuoce (ahime) chio son giovane: e sono tenuta bella: o sia vero: o bugia
gia non ringratio il ciel di questo dono che di qui nasce ogni ruina mia morto per questo fu Argalia mio frate che poco gli giovar larme incantate
Per questo il Re di Tartaria Agricane disfece il genitor mio Galaphrone che in India del Cataio era gran Cane: onde io son giunta a tal conditione
che muto albergo da sera a dimane s in lhaver: s in lhonor: s in le persone il peggio fatto m hai: che far mi puoi: a che piu doglia: ancho serbar mi vuoi?
Se laffogarmi in mar morte non era a tuo senno crudel: pur ch io ti satii non recuso che mandi alcuna fera che mi divori: e non mi tenga in stratii
d ogni martir che sia: pur ch io ne pera: esser non puo ch assai non te ringratii cosi dicea la donna con gran pianto quando le apparve lEremita accanto
Havea mirato da la estrema cima d un rilevato sasso lEremita: la donna: che arrivata era nel ima parte del scoglio: afflitta e sbigotita
era sei giorni egli venuto prima ch un spirto lo porto per via non trita e venne a lei: fingendo divotione: quanta havesse mai Paulo: o Hilarione
Come la Donna il comincio a vedere prese: non conoscendolo: conforto e cesso a poco a poco il suo temere benche ella havesse anchora il viso smorto
come fu presso: disse miserere patre di me: che son giunta a mal porto e con voce interrotta dal singulto gli disse quel: ch a lui non era occulto
Comincia lEremita a confortarla con alquante ragion belle e divote e pon laudaci man: mentre che parla: hor per il seno: hor per lhumide gote
poi piu sicuro: va per abbraciarla & ella sdegnosetta lo percuote con una man nel petto: e lo rispinge e d honesto rossor tutta si tinge
Egli: ch allato havea una tascha: aprilla e trassene una ampolla di liquore e ne gli occhi possenti: onde sfavilla la piu cocente face chabbia Amore
spruzzo di quel liggiermente una stilla che di farla dormir hebbe valore gia resupina ne larena giace a tuttevoglie del vecchio rapace
Egli labbraccia: & a piacer la tocca & ella dorme: e non puo far ischermo hor le bacia il bel petto: hora la bocca non e chil vegha in quel luogo aspro & ermo
ma ne lincontro il suo destrier trabocca ch al disio non risponde il corpo infermo era mal atto: perche havea troppo anni e potra peggio: quanto piu laffanni
Tutte le vie: tutti li modi tenta ma quel pigro rozzon non perho salta indarno il fren gli scuote: e lo tormenta e non puo far che tenga la testa alta
al fin presso alla donna saddormenta e nuova altra sciagura ancho lassalta non comincia fortuna mai per poco: quando un mortal si piglia a scherno e giuoco
Bisogna: prima ch io vi narri il caso che un poco dal sentier dritto mi torca nel mar di tramontana ver loccaso oltra la Irlanda una Isola si corca
il popul suo rarissimo e rimaso poi ch e lhorribil Phoca: e la brutta Orca e laltro marin gregge: la distrusse ch in una sua vendetta Proteo vi condusse
Narran lantique historie: o vere: o false che tenne gia quel luogo un Re possente chebbe una figlia: in cui bellezza valse e gratia si: che pote facilmente
poi che mostrossi in su larene salse Proteo lasciare in mezo lacque ardente e quello (un di che sola ritrovolla) compresse: e di se gravida lasciolla
La cosa fu gravissima e molesta al patre: piu d ogn altro empio e severo ne per iscusa: o per pieta: la testa le perdono: si pote il sdegno fiero
ne per vederla gravida si resta di subito exequire il crudo impero el Nipotin che non havea peccato prima fece morir: che fusse nato
Proteo marin: ce pasce il fiero armento di Neptuno che londa tutta regge sente de la sua donna aspro tormento e per grand ira: rompe ordine: e legge
si che a ponere in terra: non e lento lOrche e le Phoche: e tutto il mari gregge che destruggon non sol pecore e buoi ma ville: e borghi: e li cultori suoi
E spesso vanno alle citta murate e d ognintorno lor mettono assedio notti e di stanno le persone armate con gran timore: e dispiacevol tedio
tutte hanno le campagne abbandonate e per trovarvi al fin qualche rimedio: andarsi a consigliar di queste cose all Oracol che lor cosi rispose
Che trovar bisognava una donzella che fusse allaltra di bellezza pare & a Proteo sdegnato offerir quella in cambio de la morta in lito al mare
s a sua satisfation gli parra bella se la terra: ne li verra sturbare se per questo non sta: se gli appresenti una: & unaltra: fin che si contenti
E cosi comincio la dura sorte: tra quelle che piu grate eran di faccia ch a Proteo ciascun giorno una si porte fin che trovino donna che gli piaccia
la prima: e tutte laltre: hebbeno morte che tutte giu pel ventre se le caccia una Orca: che resto presso alla foce Poi chel resto parti del gregge atroce
O vera: o falsa: che fusse la cosa di Proteo: ch io non so ch io me ne dica servosse in quella terra: con tal chiosa contra le donne una empia lege antica
che di lor carne: lOrca monstruosa: che viene ogni di al lito: si notrisca ben che esser donna sia in tutte le bande danno e sciagura: quivi era pur grande
O misere donzelle: che trasporte fortuna ingiuriosa al lito infausto dove le genti stan sul mar accorte: per far de le stranere empio holocausto
che come piu di fuor ne sono morte el numer de le loro e meno exhausto ma perche il vento ognhor preda non mena ricercando ne van per ogni arena
Van discorrendo tutta la marina con Fuste: e Grippi: & altri legni loro e da lontana parte: e da vicina: portan sollevamento allor martoro
molte donne han per forza: e per rapina alcune per lusinghe: altre per oro e sempre da diverse regioni n hano piene le torri e le pregioni
Passando una lor Fusta a terra: a terra: nanzi all inculta e solitaria riva dove fra sterpi in su lherbosa terra la sfortunata Angelica dormiva
smontaro alquanti galeotti in terra per riportarne e legna: & aqua viva e di quante mai fur belle: e liggiadre trovaro in fiore: il braccio al santo padre
O troppo cara o troppo excelsa preda per si barbare genti e si villane o fortuna crudel: chi fia ch il creda ch tanta forza habbi in le cose humane
che per cibo de un mostro tu conceda la gran belta: che in India il Re Agricane fece venir da le Caucasee porte: con meza Scythia: a guadagnar la morte
La gran belta che fu da Sacripante posta nanti al suo honor: nanti al suo regno la gran belta: che al gran Signor dAnglante macchio la chiara fama: e lalto ingegno
la gran belta: che fe tutto Levante sottosopra voltarsi: e star al segno hora non ha (cosi e rimasa sola) chi le dia aiuto pur d una parola
La bella donna di gran sonno oppressa inchatenata fu: prima che desta portato il frate incantator con essa nel legno pien di turba afflitta e mesta
la vela in cima larbore rimessa torno la nave all isola funesta dove chiuser la donna in rocca forte sin a quel di ch a lei tocco la sorte
Ma pote si (per esser tanto bella) la fiera gente movere a pietade che molti di: le differiron quella morte: & serbarla a gran necessitade
& fin chebber di fuore altra donzella perdonaro all angelica beltade al Mostro fu condutta finalmente piangendo drieto a lei tutta la gente
Chi narrera le angoscie: i pianti: i gridi: lalta querela che nel ciel penetra maraviglia ho: che non sapriro i lidi quando fu posta in su la fredda petra
dove in catena priva di sussidi: morte aspettava abominosa & tetra io nol diro: che si il dolor mi muove che mi sforza voltar le rime altrove
E trovar versi non tanto lugubri sin che il mio spirto stanco si rihabbia che ne i leon: ne i squalidi colubri ne lorba tigre accesa in maggior rabbia
ne cio che da lAthlante ai liti Rubri venenoso erra: per la calda sabbia si potria imaginar senza cordoglio Angelica legata al nudo scoglio
O se lhavesse il suo Orlando saputo: ch era per ritrovarla ito a Parigi o li dui ch inganno quel vecchio astuto col messo che venia da i luoghi stygi
fra mille morti: per donarle aiuto cercato havrian gli angelici vestigi ma che farian: se ben n havesson spia poi che distanti son di tanta via?
Parigi intanto havea lassedio intorno dal famoso figliuol del Re Troiano & venne a tanta estremitade un giorno che ne ando quasi al suo nimico in mano
& se non che li voti il ciel placorno che dilago di pioggia oscura il piano cadea quel di per lAphricana lancia el santo Imperio: e il gran nome di Francia
Il sommo Creator gli occhi rivolse al giusto lamentar del vecchio Carlo et con subita pioggia il fuoco tolse ne forse human saper potea smorzarlo
savio chiunque a Dio sempre si volse ch altri non pote mai meglio aiutarlo ben dal devoto Re fu connosciuto chel si salvo per il divino aiuto
La notte Orlando alle noiose piume del veloce pensier fa parte assai hor quinci hor quindi il volta: hor lo rassume tutto in un loco: & non lafferma mai
qual di acqua chiara il tremolante lume dal Sol percossa o da notturni rai per lampli tetti va con lungo salto hor adestra: hor sinistra: hor basso: hor alto
La donna sua: che gli ritorna a mente anzi che mai non era indi partita gli raccende nel core: & fa piu ardente la fiamma che nel di parea sopita
costei venuta seco era in Ponente sin dal Chataio: & qui lhavea smarrita ne ritrovato poi vestigio della che Carlo rotto fu presso Bordella
Di questo Orlando havea gran doglia: & seco indarno a sua sciocchezza ripensava cor mio (dicea) come vilmente teco mi son portato: ohime quanto mi grava
che potendoti haver notte e di meco quando la tua bonta non m el negava t habbia lasciato in man di Namo porre per non sapermi a tanta ingiuria opporre
Non havevo ragione io di scusarme? & Carlo non m havria forse disdetto se pur disdetto: & chi potea sforzarme? chi ti mi volea torre al mio dispetto?
non potevo venir piu presto all arme? lasciar piu presto trarmi il cor del petto? ma ne Carlo ne tutta la sua gente levarmiti per forza era possente
Almen lhavesse posta in guardia buona dentro a Parigi: in qualche rocca forte che lhabbia data a Namo mi consuona: sol perche a perder lhabbia a questa sorte
chi la dovea guardar meglio persona di me? ch io devea farlo sino a morte guardarla piu chel cor: che gli occhi miei & dovea & potea farlo: e pur nol fei
Deh dove senza me: dolce mia vita rimasa sei si giovane & si bella? come: poi che la luce e dipartita riman tra boschi la smarrita agnella
che dal pastor sperando esser udita si va lagnando in questa parte: e in quella tanto chel lupo lode di lontano il misero pastor ne piange in vano
Dove speranza mia: dove hora sei? vai tu soletta forse anchora errando? o pur thanno trovata i lupi rei senza la guardia del tuo fido Orlando?
e il fior ch in ciel potea porme fra i dei el fior ch io mi gia intatto riserbando per non turbarti (ohime) lanimo casto ohime per forza havranno colto & guasto
O infelice: o misero: che voglio se non morir: sel mio bel fior colto hanno o sommo Dio fammi sentir cordoglio prima dognaltro che di questo danno
se questo e ver con le mie man mi toglio la vita: & lalma disperata danno cosi piangendo forte: & suspirando seco dicea laddolorato Orlando
Gia in ogni parte li animanti lassi davan riposo a travagliati spirti chi su le piume: & chi su duri sassi & chi su lherbe: & chi su faggi o mirti
tu le palpebre Orlando apena abbassi punto da tuoi pensieri: acuti: & hirti ne quel si breve: & fuggitivo sonno goder in pace ancho lasciar ti ponno
Parea ad Orlando: su una verde riva di odoriferi fior: tutta dipinta mirare il bello avorio: & la nativa purpura: chavea Amor di sua man tinta
& le due chiare stelle: onde nutriva lanima gia gran tempo in laccio avinta io parlo de begliocchi: & del bel volto che gli hanno il cor di mezo il petto tolto
Sentia il maggior piacer: la maggior festa che sentir possa alcun felice amante ma ecco intanto uscir una tempesta che struggea i fiori: & abbatea le piante
non se ne suol veder simile a questa quando giostra Aquilone: Austro: e Levante parea: che per trovar qualche coperto andasse errando in van per lo deserto
In tanto linfelice (& non sa come) perde la donna sua per laer fosco onde di qua e di la del suo bel nome fa risonare ogni campagna: & bosco
& mentre dice indarno: misero me chi ha cangiata mia dolcezza in tosco ode la donne sua: che gli dimanda piangendo aiuto: & se gli raccomanda
Onde par ch esca il grido: va veloce & quinci & quindi si affatica assai o quanto e il suo dolor aspro & atroce che non puo rivedere i dolci rai
ecco che altronde ode da un altra voce non sperar piu gioirne in terra mai a questo horribil grido risvegliosse & tutto pien di lachryme trovosse
Senza pensar: che sian limagin false quando per tema: o per disio si sogna de la donzella per modo gli calse che stimo giunta a danno: od a vergogna
che fulminando fuor del letto salse di piastra: & maglia: quanto ne bisogna tutto guarnissi: & Brigliadoro tolse ne di scudiero alcun servigio volse
E per potere intrar ogni sentiero che la sua dignita macchia non pugli non la honorata insegna del quartiero distinta di color bianchi e vermigli:
ma portar volse un paramento nero et forse: accio che al suo dolor simigli et quello havea gia tolto a uno Amostante ch uccise di sua man pochi anni inante
Da meza notte tacito si parte & non saluta et non fa motto al Zio ne al fido suo compagno Brandimarte : che tanto amar solea: pur dice a Dio
ma poi chel Sol con lauree chiome sparte del ricco albergo di Tithone uscio et fe lombra fugir humida & nera si avide il Re chel paladin non vera
Con suo gran dispiacer savede Carlo che partito la notte e il suo Nipote quando esser dovea seco: et piu aiutarlo et contener la colera non puote
ch a lamentarsi d esso: et aggravarlo non incominci di biasmevol note et minacciar se non ritorna: et dire che lo faria di tanto error pentire
Brandimarte ch Orlando amava a pare di se medesmo: non fece soggiorno o che sperassi farlo tornare o sdegno havesse udirne biasmo et scono
et volse apena tanto dimorare ch uscissi fuor nel oscurar del giorno a Fiordeligi sua nulla ne disse perche el disegno suo non gli impedisse
Era questa una donna che fu molto da lui diletta: & ne fu raro senza di costumi: di gratia: & di bel volto dottata: & d accortezza: & di prudenza
& se licentia hor non n haveva tolto fu che spero tornarle alla presenza el di medesmo: ma gli accade poi che lo tardo piu dei disegni suoi
Et poi che ella aspettato quasi un mese in darno lhebbe: & che tornar nol vide di desiderio si di lui s accese che se parti senza compagni o guide
et cercandone ando molto paese come lhistoria al luogo suo dicide di questi dua non vi dico hor piu inante che piu m importa il cavallier dAnglante
Poi chebbe Orlando le spoglie dAlmonte mutate in vestir nero: ando alla porta & disse nel orecchio: io sono il Conte a un capitan che vi facea la scorta
& quel gli fe abbassar subito il ponte il Conte Orlando per la via che porta a glinimici: se nando diritto quel che segui: ne laltro canto e scritto
Cookies on Poetry Cove