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1474–1533

Canto nono

Ludovico Ariosto

cHe non può far d un cor chabbia suggetto questo crudele, e traditor Amore? poi che ad Orlando può levar del petto la tanta fe, che deve al suo signore

già savio e pieno fu, d ogni rispetto e de la santa Chiesa difensore hor ne Carlo, ne se, ne cura Christo per far d una pagana un breve acquisto

Ma lo scuso io pur troppo, e mi rallegro nel mio difetto haver compagno tale ch anchio son al mio ben, languido et egro sano e gagliardo, a seguitare il male

quel si partì tutto vestito a negro ne a Carlo, ne agli amici, disse vale e passò dove d Africa e di Spagna la gente, era attendata alla campagna

Anzi non attendata, perche sotto li alberi l ha fatta ritrar la pioggia a dieci, a venti, a quattro,a sette, ad otto, chi piu distante, e chi piu presso alloggia

ciascuno dorme travagliato, e rotto, chi steso in terra, e chi sul braccio appoggia dormeno, e il conte uccider ponne assai ne perhò trasse Durindana mai

Di tanto core, è il generoso Orlando, che non degna ferir gente che dorma hor questo, e quando quel luogo cercando, va, per spiar de la sua donna l orma

se trova alcun che vegghi suspirando di lei dipinge l habito e la forma e poi lo prega, che per cortesia l insegni andar in parte, ove ella sia

E poi che venne il dì chiaro, e lucente tutto cercò l exercito Moresco e questo puotè far sicuramente havendo in dosso l habito Arabesco

et aiutollo in questo parimente che sapeva altro idioma chel Francesco e l Africano tanto havea expedito che parea nato a Tripoli, e notrito

Quivi il tutto cercò, dove dimora fece tre giorni, e non per altro effetto poi dentro alle cittadi, e a borghi fuora non sol spiò per Francia, e suo distretto

ma per Vuernia, e per Guascogna, anchora rivide insino allultimo borghetto e cercò da Provenza, alla Bertagna e dai Picardi, a termini di Spagna

Tra il fin d Ottobre, e il capo di Novembre ne la stagion che la frondosa vesta, vede levarsi, e discoprir le membre trepida pianta in sin che nuda resta

e van li augelli a strette schiere insembre si pose Orlando in l amorosa inchesta ne tutto il verno appresso, lasciò quella ne la lasció ne la stagion novella

In questo mezo ben puotè far cose, che foran degne, da tenerne conto ma fur sin a quel tempo si nascose che non è colpa mia s hor non le conto

perche Orlando a far l opre virtuose piu che narrarle poi, sempre era pronto ne mai fu alcun de li suoi fatti expresso se non quando hebbe i testimoni apresso

Quella invernata trappassò si cheto che di lui non si seppe cosa vera ma poi chel sol, ne l animal discreto che portò Phryxo, illuminò la sphera,

e Zephyro tornò suave, e lieto a rimenar la dolce primavera d Orlando usciron le mirabil prove coi vaghi fiori, e con l herbette nove

Di piano in monte, e di campagna in lido pien di travaglio, e di dolor ne gia quando allintrar d un bosco, un lungo grido un alto duol, l orecchie gli feria

spinge il cavallo, e piglia il brando fido e donde vene il suon, ratto sinvia non molto va, che sopra un gran destriero trottar si vede inanzi un cavalliero

Che porta in braccio, e su l arcion dinante per forza una mestissima donzella piange ella, e se dibatte, e fa sembiante di gran dolore, e di soccorso appella

il valoroso Principe di Anglante che come mira alla giovane bella gli pare esser colei, che molti giorni havea cercato in van per quei contorni

Non dico ch ella fusse, ma parea Angelica gentil, ch egli tanto ama egli che la sua donna, e la sua dea vede portar si dolorosa e grama

spinto da l ira, e da la furia rea con voce horrenda il cavallier richiama richiama il cavalliero, et lo minaccia e Brigliadoro a tutta briglia caccia

Non resta quel fellon, ne gli risponde, all alta preda, al gran guadagno intento e si ratto ne va per quelle fronde che saria tardi a seguitarlo il vento

lun fugge, e laltro caccia, e in le profonde selve risuona il feminil lamento correndo usciron in un gran prato, e quello havea nel mezo un grande e ricco hostello

Di vari marmi con sottil lavoro edificato era il palagio altiero corse dentro alla porta, messa d oro con la donzella in braccio, il cavalliero

dopo, non molto, giunse Brigliadoro che Orlando porta disdegnoso e fiero Orlando come è dentro, gliocchi aggira ne piu guerrier, ne la donzella mira,

Subito smonta, e fulminando passa dove piu adentro il bel tetto s alloggia di qua e di la gir e tornar non lassa che rivede ogni camera e ogni loggia

poi che i secreti d ogni stanza bassa ha cerco in van, su per le scale poggia e non men perde a ricercar di sopra che perdesse di sotto e il tempo e l opra

D oro e di seta i letti ornati vede nulla de muri appar ne de pareti che quelle, e il suolo ove si pone il piede son da coltrine ascose, e da tapeti

di su e di giu va il conte Orlando e riede ne può per questo far mai gliocchi lieti che riveggiano Angelica, o quel ladro che n ha portato il bel viso liggiadro

E mentre hor quinci hor quindi in vano il passo movea pien di travaglio e di pensieri Ferraù, Brandimarte, il Re Gradasso Re Sacripante, et altri cavallieri

vi ritrovò ch andavan d alto a basso ne men facean di lui vani sentieri e si ramaricavon del malvagio invisibil signor di quel palagio

Tutti cercando il van, tutti li danno colpa di furto alcun, che lor fatto habbia del caval che gli ha tolto, altri è in affanno che perduta habbia altri la donna arrabbia

altri d altro l accusa, e così stanno che non si san partir di quella gabbia evi son molti a questo inganno presi che giá stati vi son piu di tre mesi

Orlando poi che quattro volte, e sei tutto cercato hebbe il palazzo istrano disse fra se, qui dimorar potrei gettare il tempo, e la fatica in vano

e questo ladro haver tratta costei da unaltra uscita, e molto esser lontano con tal pensiero uscì nel verde prato da cui tutto il palazzo era aggirato

Mentre circonda la casa silvestra tenendo pur a terra il viso chino per veder s orma appare, o da man destra o da sinistra, di nuovo camino

si sente richiamar da una finestra e leva gli oocchi, e quel parlar divino gli pare udir, e par che miri il viso che lha da quel che fu, tanto diviso

Pargli Angelica udir, che supplicando e piangendo gli dica, aita, aita la mia virginità ti raccomando piu che l anima mia, piu che la vita

dunque in presenza del mio caro Orlando da questo ladro mi serà rapita? piu presto di tua man dammi la morte che venir lasci a si infelice sorte

Queste parole, un altra, e un altra volta tornar Orlando fan, per ogni stanza con passione, e con fatica molta ma temperata pur d alta speranza

talhor si ferma, e chetamente ascolta la voce che di Angelica ha sembianza e segli è da una partè suona altronde che chieggia aiuto e non sa trovar donde

Restisi Orlando qui mentre io ritorno per voler di Ruggier pur dicere ancho che nel piu intenso ardor del mezo giorno cavalca il lito affaticato e stanco

percuote il sol nel colle, e fà ritorno bolle di sotto il sabbion trito e bianco mancava all arme chavea in dosso poco ad esser qual fur già, tratte del foco

Mentre la seta, e de l andar fatica per l alta sabbia, e la solinga via facea a Ruggier, lungo la spiaggia aprica, noiosa e dispiacevol compagnia

trovò, che all ombra d una torre antica che fuor de londe appresso il lito uscia de la corte d Alcina, eran tre donne che le connobbe a gesti, et alle gonne

Corcate su tapeti Alessandrini godeansi il fresco rezo in gran diletto fra molti vasi di diversi vini et ogni buona sorte di confetto

presso alla spiaggia con flutti marini scherzando attendea lor un suo legnetto fin che la vela impiesse agevol ora ch un fiato pur, non ne spirava allhora

Queste che andar per la non ferma sabbia vider Ruggiero, al suo viaggio dritto che sculta havea la sete in su le labbia sudorosa la fronte, e il viso afflitto

gli cominciaro a dir, che si non habbia il cor volontaroso, e al camin fitto ch alla fresca, e dolce ombra non si pieghi e ristorare il stanco corpo nieghi

E di loro una, s accostò al cavallo per la staffa tener, che ne scendesse l altra con una coppa di crystallo di vin spumante, piu sete gli messe

ma Ruggiero a quel suon non intrò in ballo perche dogni tardar che fatto havesse tempo di giunger dato haria ad Alcina che venia dietro, et era homai vicina

Non così fin salnitrio, e solfo puro tocco dal fuoco subito s avampa ne così freme il mar quando l oscuro turbo discende, e in mezo lui s accampa

come vedendo che Ruggier sicuro al suo dritto camin, l arena stampa e sprezza lor, che se teneano belle d ira arse, et di furor la terza d elle

Tu non sei gentil, ne cavalliero (dice gridando quanto può piu forte) et hai rubate l arme, e quel destriero non seria tuo per verun altra sorte

e così come ben m appongo il vero ti vedessi punir di degna morte che fussi fatto in quarti, arso, o impiccato brutto ladron, villan, superbo, ingrato

Oltra queste, e molt altre ingiuriose parole, che gli usò la donna altiera anchor che mai Ruggier non le rispose che di si vil tenzon poco honor spera

con le sorelle, presto ella si pose sul legno in mar ch al lor servigio v era et affrettando i remi, lo seguiva vedendol tuttavia drieto alla riva

Minaccia sempre, maledice, e incarca (che lonte sa trovar per ogni punto) in tanto al piccol fiume, onde si varca alla fata piu bella e Ruggier giunto

allaltra ripa una commoda barca ad uso di portar nel lito sgiunto vede, e grida, e fa cenno, et il nocchiero presto si scioglie, e vien dritto a Ruggiero

Scioglie il nocchier come venir lo vede di trasportarlo a miglior ripa, lieto che se la faccia può del cor dar fede tutto benigno, e tutto era discreto

pose Ruggier sopra il naviglio il piede dio ringratiando, e per lo mar quieto ragionando venia col Galeotto saggio, e di lunga esperienza dotto

Quel lodava Ruggier, che si s havesse saputo a tempo tor d Alcina e inanti chel calice incantato, ella gli desse che havea al fin dato a tutti li altri amanti

e poi che a Logistilla si trahesse dove veder potria costumi santi bellezza eterna, et infinita gratia chel cor notrisce, e pasce, e mai non satia

Costei (dicea) stupore, e riverenza induce all alma ove si scopre prima contempla meglio poi l alta presenza ogn altro ben ti par di poca stima

el suo amor ha da li altri differenza speme o timore in li altri il cor ti lima in questo il desiderio piu non chiede e contento riman come la vede

Ella t insegnarà studii piu grati che suoni, o danze, odori, bagni, o cibi, ma come ispirti tuoi, meglio formati, poggin piu ad alto, che per l aria i Nibi

e come de la gloria de beati, nel mortal corpo parte se delibi così parlando il marinar veniva lontano anchora alla sicura riva

Quando vide scoprire alla marina molti navigli, e tutti alla sua volta con quei ne vien l ingiuriata Alcina e di sua gente molto v ha raccolta

per porre il stato, e se stessa in ruina o racquistar la cara cosa tolta e bene è Amor di cio cagion non leve ma l ingiuria assai piu , che ne riceve

Quindi contra Ruggier tal rabbia nacque, ch anchor da lunge, è chi sel straccia, e rode tanto de remi, è laffrettar per lacque che la spuma ne sparge ambe le prode

al gran rumor ne mar ne ripa tacque et Ecchò risonar per tutto s ode scopri el scudo Ruggier, chel te bisogna se non sei morto o preso con vergogna

Così disse il nocchier di Logistilla et oltra il detto, egli medesmo prese la coperta del scudo, e dipartilla e fe il lume di quel chiaro e palese

il mirabil splendor che ne sfavilla gliocchi de li aversari così offese che li fe restar ciechi allhora allhora e cader chi da poppa e chi da prora

Un ch era alla vedetta in su la rocca de l armata d Alcina si fu accorto e la campana martellando tocca onde il soccorso vien subito al porto

lartigliaria (come tempesta) fiocca contra chi vuole al buon Ruggier far torto si che gli venne e quinci e quindi alta, tal che salvò la libertà e la vita,

Giunte son quattro donne, in su la spiaggia che subito ha mandato Logistilla la valorosa Andronica, e la saggia Phronesia, e l honestissima Dicilla

e Sophrosina casta, che come haggia quivi a far piu che laltre arde e sfavilla l exercito, ch al mondo è senza pare del castello esce, e sì distende al mare

Sotto le mura, in la tranquilla foce, di molti e grossi legni era una armata ad un botto di squilla, ad una voce giorno e notte, a battaglia apparecchiata

e così fu la pugna, aspra et atroce, e per acqua, e per terra, incomminciata per cui fu il stato sottosopra volto chavea giá Alcina alla sorella tolto

Odi quante battaglie il fin successe diverso a quel che si credette inante non sol che Alcina allhor non rihavesse (come stimossi) il fuggitivo amante

ma de sue navi che pur dianzi spesse fur sì che a pena il mar ne capia tante fuor de la fiamma, che tuttaltre avampa con un legnetto sol misera scampa

Fuggesi Alcina, e sua misera gente arsa, e presa riman, rotta e sommersa, d haver Ruggier perduto ella si sente via più doler che d altra cosa adversa

notte e dí per lui geme amaramente e lachryme per lui da gliocchi versa e per dar fine a tanto aspro martire spesso si duol di non poter morire

Morir non puote alcuna fata mai fin chel sol gira, o il ciel non muta stilo se ciò non fosse, era il dolore assai per mover Cloto ad inasparle il filo

o qual Didon finia col ferro i guai o la Regina splendida del Nilo havria imitata, con mortifer sonno ma le fate morir sempre non ponno

Torniamo a quel d eterna gloria degno Ruggiero, e stiasi Alcina in la sua pena dico di lui che poi che fuor del legno si fù condutto in più sicura arena

Dio ringratiando, che tutto il disegno gli era successo, al mar voltò la schiena et affrettando per lasciutto il piede alla rocca n andò che quivi siede

Ne la più forte mai, ne la più bella veder puote occhio human, prima, ne dopo son di più prezzo le mura di quella che di Rubin Diamante o di Piropo

di tai gemme quá giù non si favella et a chi vuol notitia haverne, è uopo che vada quivi, che non credo altrove (se non forse sù al ciel) se ne ritrove

Quel che più fà, che se l inclina e cede ogn altra gemma, è che mirando in esse l huom sin in mezo all anima si vede, vede suoi vitii, e sue virtudi expresse

si che a lusinghe poi di se non crede n achi a torto dar biasmo gli volesse fassi mirando in quel specchio lucente se stesso connoscendose prudente

Il chiaro lume lor ch imita il sole splendor fiammeggia, in tanta copia intorno che chi lhá ovunque sia, sempre che vuole, Phebo (mal grado tuo) si può far giorno

ne quì mirabil son le pietre sole, ma la materia, e lartificio adorno contendon sì, che mal giudicar possi qual de le due excellenze maggior fossi

Sù li altissimi volti, che puntelli parrean, che del ciel fussero avederli eran giardin sì spatiosi, e belli, che fora al basso ancho fatica haverli

verdeggiar li odoriferi arbuscelli si puon veder fra iluminosi merli che adorni son l estate, e il verno tutti di vaghi fiori, e di maturi frutti

Di così nobili arbori, non suole produrse fuor di questi bei giardini ne di tai Rose, o di simil Viole, di Gigli, di Amaranti, o di Gesmini

altrove appar, come a un medesmo Sole e nasca, e viva, e morto il capo inchini e come lasci vedovo il suo stelo, el fior suggetto al variar del cielo

Ma quivi era perpetua la verdura, perpetua la beltà de fiori eterni non che benignità de la natura si temperatamente li governi

ma Logistilla con gran studio e cura, senza bisogno de moti superni (quel che a glialtri impossibile parea) sua primavera ogn hor ferma tenea

Logistilla mostrò molto haver grato ch alei venisse un si gentil signore e commandó che fusse accarezzato e che studiasse ognun di fargli honore

gran pezzo inanzi Astolfo era arrivato che visto da Ruggier fu di buon core fra pochi giorni venner li altri tutti ch a l esser lor Melissa havea ridutti

Poi che si fur posati, un giorno, e dui venne Ruggiero alla fata prudente col duca Astolfo, che non men di lui havea desire tornarsene in Ponente

Melissa le parló per amendui e pregò quella, e supplicò humilmente che per sua crtesia desse favore di tornar luno e laltro al suo signore

Disse la fata torsene pensiero e che serian per l altro dì espediti discorre poi tra se come Ruggiero e dopo lui come quel Duca aiti

conchiude in fin, chel volator destriero ritorni il primo in li Aquitani liti, ma prima vuol che se gli faccia un morso con che lo volga, et gli raffreni il corso

E mostra a lui come habbia a far, se vuole che poggi in alto, e come a far che cali e come se vorrà che in giro vole o vada presto, o che se stia su lali

e quali effetti il cavallier far suole di buon destrier in piana terra, tali facea Ruggier, che mastro ne divenne per l aria del destrier chavea le penne

Poi che Ruggier fu d ogni cosa in punto (havendo gia debite gratie rese a quelle donne, accui sempre congiunto col cor rimase) uscì di quel paese

prima di lui che se n andò in buon punto e poi dirò come il guerriero Inglese tornasse con piu tempo, e piu fatica al magno Carlo et alla corte amica

Quindi partì Ruggier, ma non rivenne per quella via che fe gia suo mal grado ch el sfrenato destrier sempre lo tenne sopra il grna mare, e vide terra rado

ma potendoli hor far batter le penne di qua e di la dove piu andar fu agrado volse al ritorno far nuovo sentiero come schivando Herode i Magi fero

Al venir quivi, era lasciando Spagna venuto India a trovar, per dritta riga la dove il mar oriental la bagna dove una fata havea con l altra briga

hor veder si dispose altra campagna che quella ove li venti Eolo instiga e finir tutto il comminciato tondo, per haver (come il sol) girato il mondo

Quinci il Chataio, e quindi Mangiana sopra il gran Quinsaì vide, passando voló sopra l Imavo, e Sericana lasciò a man destra, e sempre declinando

da l Hyperborei Scyti, a londa Hircana giunse il l ulterior Sarmatia e quando fu dove Asia da Europa si divide, Rossi e Pruteni e la Pomeria vide

Ben che havesse Ruggier prima disire di ritornarsi a Bradamante presto pur veduto il piacer, ch era di gire cercando il mondo, non restò per questo

ch alli Pollacchi, e all Ungari venire non volesse ancho, e alli Germani, e al resto di quella boreal horrida terra e venne al fine in lultima Inghilterra

Non crediate signor che perhò stia per si lungo camin, sempre su lale ogni sera all albergo se ne gia schivando a suo poter d alloggiar male

e spese giorni e mesi in questa via si di veder la terra, e il mar gli cale hor presso a Londra giunto una matina sopra Tamigi il volator declina

Dove nei prati, alla cittá vicini vide adunati huomini d arme, e fanti ch altri di trombe, altri di tamburini condutti al suon, veniano a squadre inanti

quivi e Rinaldo honor de paladini del qual se vi racorda, io dissi inanti che mandato da Carlo era venuto in queste parti, a ricercare aiuto

Giunse apunto Ruggier, che si facea la bella mostra fuor di quella terra e per saper il tutto ne chiedea un cavallier, ma scese prima in terra

e quel ch affabil era, gli dicea che di Scotia e di Irlanda e d Inghilterra e de l Isole intorno eran le schiere che quivi alzate havean tante bandiere

E finita la mostra che faceano alla marina se distenderanno dove aspettati per solcar l Oceano son dai navigli che nel porto stanno

li Franceschi assediati si recreano sperando in questi che a salvar li vanno e perche pienamente io te ne informe ti mostrerò (dicea) tutte le torme

Tu vedi ben quella bandiera grande che con la Fiordeligi ha giunto i Pardi quella il gran capitano all aria spande, e ne da segno a tutti altri stendardi

il suo nome famoso in queste bande e Leonetto, il fior de li gagliardi di consiglio e d ardire in guerra mastro del Re nipote e duca di Lincastro

La prima appresso il gonfalon reale ch el vento tremolar fa verso il monte e tien nel campo verde, tre bianche ale porta Ricardo di Varuecia conte

del duca di Glocestra e quel segnale ch a duo corna di Cervio e meza fronte del duca di Chiarenza è quella face quel arbore è del duca d Eborace

Vedi in tre pezzi una spezzata lancia è l gonfalon del Duca di Northfocia la fulgure è del buon conte di Cancia il Gryphone è del conte di Pembrocia

il duca di Sulfocia hà la bilancia vedi quel giogo che due Serpi associa è del conte d Exenia, e la ghirlanda in campo azzurro, ha quel di Norbelanda

El conte d Arindelia è quel, cha messo in mar quella barchetta, che s affonda vedi il marchese di Barchlei, e apresso di Marchia il conte, e il conte di Rithmonda

il primo porta in bianco un monte fesso l altro la palma, il terzo un giunco in l onda quel di Dorsetia e conte, e quel d Antona che luno ha il carro, e l altro la corona

El Falcon che sul nido i vanni inchina porta Raimondo, il conte di Devonia il giallo e negro, ha quel di Vigorina il can quel di Erbia un Orso quel d Oxonia

la croce che la vedi crystallina e del ricco prelato di Battonia vedi nel bigio, una spezzata sedia e del duca Ariman da Sormosedia

Li huomini d arme, e li arcieri a cavallo, di quarantadua mila, numer fanno sono duo tanti, e di cento non fallo quelli ch a piedi in la battaglia vanno

mira que segni, un nero, un verde, un giallo e di bigio, e morel, listato un panno Gaufredo, Henrigo, Ermante, et Odoardo guidan pedoni, ogn un col suo stendardo

Duca di Bocchingamia e quel dinante Henrigo ha la contea di Sarisberia signoreggia Burgenia, il vecchio Ermante quel Odoardo e conte di Croisberia

questi alloggiati piu verso Levante sono l Inglesi, hor volgeti alla Hesperia dove si veggon trenta mila Scotti, da Zerbin figlio del lor Re condotti

Vedi, tra duo unicorni, il gran Leone che la spada dariento ha ne la zampa quel e del Re di Scotia il gonfalone il suo figliol Zerbino ivi s accampa

non e un si bello in tante altre persone natura il fece, e poi ruppe la stampa non e in cui tal virtu, tal gratia luca o tal possanza, et e di Roscia duca

Vedi in azurro una dorata sbarra del conte d Ottonlei quel e il stendardo l altra bandiera e del duca di Marra che nel travaglio porta il Leopardo

di color tanti, e tanti augei bizarra mira linsegna d Alcabrun gagliardo che non e duca conte ne marchese ma primo, nel salvatico paese

Del duca di Traffordia e quella insegna dove e l augel ch al sol tien gli occhi franchi Lurcanio conte, ch in Angoscia regna porta quel Tauro cha duo veltri a ifianchi

vede la il duca d Albania, che segna il campo di colori azurri e bianchi quel Avoltor ch un drago verde lania è linsegna del conte di Boccania

Signoreggia Forbesse il forte Armano che di bianco, e di nero ha la bandiera et ha il conte d Erelia a destra mano che porta in campo verde una lumiera

hor guarda lHibernesi, appresso il piano sono duo squadre, e il conte di Childera mena la prima, e il conte di Desmonda da feri monti, ha tratta la seconda

El primo ha nel stendardo un pino ardente l altro nel bianco una vermiglia banda non da soccorso a Carlo solamente la terra Inglese, e la Scotia, e la Irlanda

ma vien di Svetia, e di Norvega gente da Tile, e sin da la remota Islanda da ogni terra in somma, che la giace nimica naturalmente di pace

Sedice mila sono, o poco manco de le spelonche usciti, e de le selve hanno piloso il viso, il petto, e il fianco e dossi, e braccia, e gambe, come belve

intorno a quel stendardo tutto bianco par che quel pian di lor lance s inselve così Moratto il porta, il capo loro che vuol pingerlo poi, col sangue Moro

Mentre Ruggier di quella gente bella che per soccorrer Francia si prepara mira le varie insegne, e ne favella con quel. da cui per ordine l impara

uno et un altro a lui, per mirar quella bestia, sopra cui sede unica o rara maraviglioso corre e stupefatto e presto un cerchio intorno gli fu fatto

Si che per dar anchor piu maraviglia et per pigliarne il buon Ruggier piu giuoco al volante Corsier scuote la briglia e con li sproni ai fianchi il tocca un poco

quel verso il ciel per l aria il camin piglia e lascia ogn uno attonito in quel luoco quindi Ruggier (poi che di banda in banda vide l Inglesi) andò verso l Irlanda

E vide Hibernia fabulosa, dove il santo vecchiarel fece la cava in che tanta mercé par che si trove che l huom vi purga ogni sua colpa prava

quindi poi sopra il mar, il destrier move la dove la minor Bertagna lava e nel passar vide mirando a basso Angelica legata al nudo sasso

Al nudo sasso, in l Isola del piantò che l Isola del pianto era nomata quella che da crudele e fera tanto et inhumana gente era habitata

che (come io vi dicea sopra nel canto) per varii liti sparsa, iva in armata tutte le belle donne depredando per farne a un Mostro poi, cibo nefando

Vi fu legata pur quella matina dove venia per trangugiarla viva quel smisurato Mostro Orca marina che d abhorrevole esca si nutriva

dissi di sopra, come fu rapina di quei, che la trovaro in su la riva dormire al vecchio incantatore a canto ch ivi l havea tirata per incanto

La fiera gente in hopitale e cruda alla bestia crudel nel lito expose la bellissima donna, così ignuda come natura prima la compose

un velo non ha pur, in che richiuda i bianchi gigli, e le vermigle rose da non cader per Luglio o per Decembre di che son sparse le polite membre

Creduto havria che fusse statua finta o d Alabastro, o marmori piu illustri Ruggiero, e su quel scoglio così avinta per artificio di Scultori industri

se non vedea la lachrima distinta tra fresche rose, e candidi ligustri far rugiadose le crudette poma e l aura sventilar l aurata chioma

E come ne belgliocchi, gliocchi affisse de la sua Bradamante gli sovenne pietade e amor a un tempo lo traffisse, e di pianger a pena si ritenne

e dolcemente alla donzella disse (poi che del suo caval frenò le penne) o donna degna sol de la catena con chi i suoi servi Amor legati mena

E ben di questa, e d ogni mal indegna chi è quel crudel, che con voler perverso d importuno livor stringendo segna di queste belle man l avorio terso?

forza è ch a quel parlar ella divegna quel di molto ostro un bianco avorio asperso di se vedendo quelle parti ignude ch anchor che belle sian, vergogna chiude

E coperto con man, s harebbe il volto se non eran legate al nudo sasso ma del pianto, ch al men non l era tolto lo sparse, e piu che puote il tenne basso

e dopo alcun signiozzi il parlar sciolto incominciò con fioco suono e lasso ma non seguì che dentro il fe restare il gran rumor che si sentì nel mare

Ecco apparire il smisurato Mostro mezo ascoso nel onda e mezo sorto come sospinto suol, da Borea od Ostro venir lungo naviglio a pigliar porto

così ne viene al cibo che le mostro la bestia horrenda, e l intervallo è corto la donna è meza morta di paura ne per conforto altrui si rassicura

Tenea Ruggier la lancia non in resta ma sopramano, e percuoteva l Orca altro non sò, che s assimigli a questa ch una gran massa che s aggiri, e torca

ne forma ha d animal fuor che la testa cha gliocchi e identi fuor, come di porca Ruggier in fronte la fere, tra gliocchi ma par che un ferro o un duro sasso tocchi,

Poi che la prima bottà poco vale ritorna per far meglio la seconda l Orca che vede sotto le grandi ale l ombra di qua e di la correr su l onda

lascia la preda certa litorale, e quella vana segue furibonda drieto quella si volve, e si raggira Ruggier giu cala, e spessi colpi tira

Come d alto venendo, Aquila suole chabbia veduto in l herbe errar la biscia o starsi sopra un nudo sasso al sole dove le spoglie d oro abbella e liscia

non assalir da quel lato la vuole onde la velenosa, e soffia, e striscia ma da tergo la adugna, e batte i vanni onde essa non si volga, e non la azanni

Così Ruggier con l hasta, e con la spada non dove era de denti armato il muso, ma vuol chel colpo hor tra l orecchie cada hor su le schiene, hor ne la coda giuso

se la fera si volta, ei muta strada et a tempo giu cala, e poggia in suso ma come sempre giunga in un diaspro non può tagliar il scoglio, duro et aspro

Simil battaglia fa la mosca audace contra il mastin, nel polveroso Agosto o nel mese dinanzi, o nel seguace, l uno di spiche, e l altro pien di mosto

lo punge in gli occhi, o nel grifo mordace volagli intorno, e gli sta sempre accosto e quel suonar fa spesso identi a sciutto ma un tratto che l arrivi appaga il tutto

Si forte ella nel mar batte la coda, che fa vicino al ciel l acqua inalzare tal che non sa se l ale in aria snoda il suo cavallo, o pur nuota nel mare

è spesso che disia, trovarsi a proda chavendo il sprazzo in tal modo a durare teme sì l ale inaffi al Hippogrypho che brami in vano haver la ciucca o il schifo

Prese nuovo consiglio, e fu il migliore di vincer con altr arme il mostro crudo dabbarbagliarlo col mortal splendore ch era incantato nel coperto scudo

vola nel lito, e per non fare errore alla donna legata al scoglio nudo, lascia nel minor dito de la mano l annel che solea far l incanto vano

Dico l annel che Bradamante havea per liberar Ruggier tolto a Brunello poi per trarlo di man d Alcina rea mandato in India per Melissa a quello

Melissa (come dianzi io vi dicea) in ben di molti adoperò l annello ma poi l havea a Ruggier restituito che sempre poi l havea portato in dito

Lo da ad Angelica hora, perche teme che del suo scudo il folgorar non viete e perche alei ne sian diffesi insieme gliocchi, che già l havean preso alla rete

hor viene al lito e sotto il ventre preme ben mezo l mar la smisurata Cete sta Ruggiero alla posta e lieva il velo e par che giunga un altro sol al cielo

Ferì ne gliocchi, l incantato lume di quella fera e fece al modo usato come Trota boccheggia in piccol fiume chabbia con calce, il montanar turbato

così vedeasi in le marine schiume el Mostro horribilmente riversciato di qua di la Ruggier percuote assai ma di ferirlo via non trova mai

La bella Donna tuttavolta prega ch in van la dura squamma oltra non pesti torna, per dio, Signor prima mi slega (dicea piangendo) che l Orca si desti

portami teco, e in mezo l mar me annega non far ch in ventre al brutto pesce io resti Ruggier commosso dunque al giusto grido, slegò la Donna, e la levò dal lido

Il destrier punto, ponta i piè in l arena e sbalza in aria, e per il ciel galoppa e porta il cavalliero, in su la schiena e la donzella drieto in su la groppa

così privò la fiera de la cena per lei suave e delicata troppa Ruggier si va volgendo, e mille baci figge nel petto, e ne gli occhi vivaci

Non piu tenne la via, come propose prima tra se, di circundar la Spagna ma nel propinquo lito il caval pose dove entra in mar piu la minor Bertagna

sul lito un bosco era di querce ombrose dove ogn hor par che Philomena piagna chavea in mezo un pratel, con una fonte e quinci e quindi un solitario monte

Giunto qui sopra il cavallier ritenne l audace corso, e nel pratel discese e fe racorre al suo destrier le penne ma non a tal che piu l havea distese

del caval sceso a pena se ritenne di salir altri, ma tennel l arnese l arnese el tenne, che bisognò trarre e contra il suo disir messe le sbarre

Frettoloso hor da questo hor da quel canto confusamente l arme si levava non gli parve altra volta mai star tanto che s un laccio scioglea, duo ne annodava

ma troppo è lungo hormai signore il canto e forse ben che l ascoltar vi grava si ch io differirò l historia mia a una altra volta, che piu grata sia

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Canto nono · Ludovico Ariosto · Poetry Cove