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1474–1533

CANTO NONO

Ludovico Ariosto

C He non puo far dun cor c'hab bia suggetto Questo crude le e traditore Amore? Poi ch'ad Orlan do puo levar del petto La tanta fe che debbe al suo Signore,

Gia savio, e pieno fu d'ogni rispetto: E de la Santa Chiesa difensore: Hor per un vano Amor poco del Zio: E di se poco: e men cura di Dio.

Ma l'escuso io pur troppo, e mi rallegro Nel mio difetto haver compagno tale, Ch'anch'io sono al mio ben languido & egro Sano e gagliardo a seguitare il male

Quel se ne va tutto vestito a negro, Ne tanti amici abandonar gli cale: E passa dove d'Africa e di Spagna La gente era attendata alla campagna.

Anzi non attendata: perche sotto Alberi e tetti l'ha sparsa la pioggia, A dieci, a venti, a quattro, a sette: ad otto Chi piu distante e chi piu pressoalloggia

Ogn'uno dorme travagliato e rotto Chi steso in terra, e chi alla man s'appoggia Dormano, e il Conte uccider ne puo assai Ne perho stringeDurindana mai.

Di tanto core e il generoso Orlando Che non degna ferir gente che dorma. Hor questo e quando quel luogo cercando Va per trovar de la sua donna l'orma,

Se truova alcun che veggi sospirando Gli ne dipinge l'habito e la forma: E poi lo priega che per cortesia Gl'insegni andar in parte ove ella sia.

E poi che venne il di chiaro e lucente Tutto cerco l'esercito Moresco, E ben lo potea far sicuramente Havendo in dosso l'habito Arabesco,

Et aiutollo in questo parimente Che sapeva altro idioma che Francesco E l'Affricano tanto havea espedito Che parea nato a Tripoli e nutrito.

Quivi il tutto cerco, dove dimora Fece tre giorni, e non per altro effetto, Poi dentro alle cittadi e a borghi fuora Non spio sol per Francia e suo distretto,

Ma per Uvernia e per Guascogna anchora Rivide sin'all'ultimo Borghetto, E cerco da Provenza alla Bretagna: E da i Picardi a i termini di Spagna.

Tra il fin d'ottobre, e il capo di novembre Ne la stagion che la frondosa vesta Vede levarsi: e discoprir le membre Trepida pianta fin che nuda resta,

van san gliaugelli a strette schiere insembre Orlando entro ne l'amorosa inchiesta, Ne tutto il verno appresso lascio quella Ne la lascio ne la stagion novella.

Passando un giorno come havea costume D'un paese in un altro: arrivo dove Parte i Normandi da i Britoni un fiume, E verso il vicin mar cheto si muove,

Ch'allhora gonfio e bianco gia di spume Per nieve sciolta, e per montane piove, E l'impeto de L'acqua havea disciolto E tratto seco il ponte, e il passo tolto,

Con gli occhi cerca hor questo lato hor quello. Lungo le ripe il, paladin:se vede (Quando ne pesce egli non e ne augello Come habbia a por ne l'altra ripail piede,

Et ecco a se venir vede un battello Ne la cui poppe una donzella siede, Che di voler a lui venir fa segno: Ne lascia poi ch'arrivi in terra il legno.

Prora in terra non pon: che d'esser carca Contra sua volonta forse sospetta, Orlando priega lei che ne la barca Seco lo tolga: & oltre il fiume il metta

Et ella lui: qui cavallier nonvarca Ilqual su la sua fe non mi prometta Di fare una battaglia a mia richiesta: La piu giusta del mondo e la piu honesta

Si che s'havete cavallier desire Di por per me ne l'a'ltraa ripa i passi, Promettetemi prima che finire Quest'altro mese prossimo si lassi,

Ch'al Re d'Hibernia v'anderete a unire Appresso alqual la bella armata fassi, Per distrugger quell'Isola d'Hebuda Che di quante il mar cinge, e la piu cruda.

Voi dovete saper ch'oltre l'Irlanda Fra molte che vi son l'Isola giace Nomata Hebuda: che per legge manda Rubando intorno il suo popul rapace,

E quante Donne puo pigliar: vivanda Tutte destina a un'animal vorace. Che viene ogni di al lito: e sempre nuova Donna o donzella onde si pasca truova,

Che mercanti e corsar che vanno attorno Ve ne fan copia, e piu delle piu belle, Ben potete contare una per giorno Quante morte vi sian donne e donzelle:

Ma se pietade in voi truova soggiorno Se non sete d'Amor tutto ribelle: Siate contento esser tra questi eletto Che van per far si fruttuoso effetto.

Orlando volse a pena udire il tutto Che giuro d'esser primo a quella impresa, Come quel ch'alcun atto iniquo e brutto Non puo sentire, e d'ascoltar gli pesa,

E fu a pensare, indi a temere indutto Che quella gente Angelica habbia presa: Poi che cercata l'ha per tanta via Ne potutone anchor ritrovar spia

Questa imagination si gli confuse E si gli tolse ogni primier disegno: Che quanto in fretta piu potea: conchiuse Di Navigare a quello iniquo regno,

Ne prima l'altro Sol nel mar si chiuse Che presso a San Malo ritrovo un legno: Nel qual si pose: e fatto alzar le vele Passo la notte il monte San Michele,

Brehaco e Landriglier lascia a man manca E va radendo il gran lito Britone, E poi si drizza in ver l'arena bianca Onde Ingleterra si nomo Albione,

Ma il vento ch'era da Meriggie manca, E soffia tra il ponente e l'Aquilone Con tanta forza che fa al basso porre Tutte le vele, e se per poppa torre.

Quanto il navilio inanzi era venuto In quattro giorni, in un ritorno in dietro, Nel'alto mar dal buon nochier tenuto: Che non dia in terra, e sembri un fragil vetro/

Il vento poi che furioso suto, Fu quattro giorni, il quinto cangio metro: Lascio senza contrasto il legno entrare Dove il fiume d'Anversa ha foce inmare.

Tosto che ne la foce entro lo stanco Nochier col legno afflitto, e il lito prese Fuor d'una terra che sul destro fianco Di quel fiume sedeva, unvecchio scese,

Di molta eta, per quanto il crine bianco Ne dava indicio, ilqual tutto cortese Dopo i saluti al conte rivoltosse, Che capo giudico che di lor fosse.

E da parte il prego d'una donzella Ch'alei venir non gli paresse grave, Laqual ritroverebbe oltre che bella Piu ch'altra al mondo affabile e soave,

O ver fosse contento aspettar ,ch'ella Verrebbe a trovar lui fin'alla nave, Ne piu restio volesse esser di quanti, Quivi eran giunti cavallieri erranti.

Che nessun'altro cavallier ch'arriva O per terra, o per mare a questa foce: Di ragionar con la Donzella schiva: Per consigliarla in un suo caso atroce,

Udito questo Orlando in su la riva: Senza punto indugiarsi usci veloce, E come humano e pien di cortesia: Dove il vecchio il meno prese la via.

Fu ne la terra il Paladin condutto Dentro un palazzo, ove al salir le scale Una donna trovo piena di lutto, Per quanto il viso ne facea segnale,

E i negri panni che coprian per tutto E le loggie e le camere e le sale, Laqual dopo accoglienza grata e honesta Fattol seder: gli disse in voce mesta.

Io voglio che sappiate: che figliuola Fui del Conte d'Olanda, a lui si grata Quantunque prole io non gli fossi sola, Ch'era da dui fratelli accompagnata:

Ch'a quanto io gli chiedea, da lui parola Contraria non mi fu mai replicata, Standomi lieta in questo stato: avenne, Che ne la nostra terra un Duca venne .

Duca era di Selandia: e se ne giva Verso Biscaglia a guerregiar co i mori, La bellezza e l'eta ch'in lui fioriva E li non piu da me sentiti amori:

Con poca guerra me gli fer captiva, Tanto piu che per quel ch'apparea fuori Io credea,e credo, e creder credoilvero Ch'amassi & ami me con cor sincero.

Quei giorni che con noi contrario vento: Contrario a glialtri: a me propitio,il tenne, Ch'aglialtri fur quaranta, a me un momento/ Cosi al fuggire hebbon veloci penne,

Fummo piu volte insieme a parlamento Dove che'l matrimonio con solenne Rito, al ritorno suo saria tra nui Mi promise egli, & io'l promisi a lui.

Bireno a pena era da noi partito (Che cosi ha nome il mio fedele amante) Che'l Re di Frisa laqual quanto il lito Del mar divide il fiume: e a noi distante:

Disegnando il figliuol farmi marito: Ch'unico al mondo havea nomato Arbante Per li piu degni del suo stato manda A domandarmi al mio padre in Olanda.

Io ch'all'amante mio di quella fede Mancar non posso: che gli haveva data, E anchor ch'io possa, Amor non mi conciede Che potervoglia, e ch'io sia tanto ingrata:

Per ruinar la pratica ch'in piede Era gagliarda, e presso al fin guidata, Dico a mio padre che prima ch'in Frisa Mi dia marito io voglio essere uccisa.

Il mio buon padre, alqual sol piacea quanto A me piacea: ne mai turbar mi volse: Per consolarmi, e far cessar il pianto Ch'io ne facea, la pratica disciolse,

Di che il superbo Re di Frisa tanto Isdegno prese, e a tanto odio si volse: Ch'entro in Olanda, e comincio la guerra Che tutto il sangue mio caccio sotterra.

O ltre che sia robusto, e si possente Che pochi pari a nostra eta ritruova, E si astuto in mal far, ch'altrui niente La possanza, l'ardir, l'ingegno giova.

Porta alcun'arme che l'antica gente Non vide mai, ne fuor ch'alui la nuova, Un ferro bugio: lungo da dua braccia : Dentro a cui polve & una palla caccia .

Col fuoco dietro, ove la canna e chiusa, Tocca un spiraglio che si vede a pena, A guisa che toccare il medico usa Dove e bisogno d'allacciar la vena,

Onde vien con tal suon la palla esclusa, Che si puo dir che tuona e che balena, Ne men che soglia il fulmine ove passa, Cio che tocca arde, abatte, apre, e fracassa

Pose due volte il nostro campo in rotta Con questo inganno, e i miei fratelli uccise, Nel primo assalto il primo: che la botta Rotto l'usbergo in mezo il cor gli mise,

Ne l'altra zuffa a l'altro ilquale in frotta Fuggia:dal corpo l'anima divise, E lo feri lontan dietro la spalla: E fuor del petto uscir fece la palla.

Difendendosi poi mio padre un giorno Dentro un castel che sol gliera rimaso : Che tutto il resto havea perduto intorno, Lo fe con simil colpo ire all'occaso,

Che mentre andava, e che facea ritorno Provedendo hor a questo hor a quel caso: Dal traditor fu in mezo gli occhi colto, Che l'havea di lontan di mira tolto.

Morto i fratelli e il padre: e rimasa io De l'Isola d'Olanda unica herede, Il Re di Frisa: perche havea disio Di ben fermare in quello stato il piede,

Mi fa sapere: e cosi al popul mio: Che pace e ch e riposo mi conciede, Quando io vogli' hor quel che non volsi inante Tor per marito il suo figliuolo Arbante.

Io per l'odio non si che grave porto A lui e a tutta la sua iniqua schiatta: Il qual m'ha dui fratelli e'l padre morto, Saccheggiata la patria arsa e disfatta,

Come perche a colui non vo far torto A cui gia la promessa haveva fatta: Ch'altrhuomo non saria che mi sposasse Fin che di Spagna a me non ritornasse.

Per un mal ch'io patisco ne vo cento Patir ri spondo, e far di tutto il resto, Esser morta, arsa viva, e che fia alvento. La cener sparsa, inanzi che far questo,

Studia la gente mia di questo intento Tormi: chi priega, e chi mi fa protesto, Di dargli in mano me e la terra prima, Che la mia ostination tutti ci opprima.

Cosi poi che i protesti e i prieghi in vano Vider gittarsi: e che pur stava dura Presero accordo col Frisone, e in mano (Come havean detto) gli dier me e le mura

Quel senza farmi alcuno atto villano De la vita e del regno m'assicura, Pur ch'io indolcisca l'indurate voglie E che d'Arbante suo mi faccia moglie.

Io che sforzar cosi mi veggio, voglio Per uscrgli di man perder lavita, Ma se pria non mi vendico: mi doglio Piu che di quanta ingiuria habbia patita

Fo pensier molti, e veggio al mio cordoglio Che solo il simular puo dare aita, , Fingo ch'io brami, non che non mi piaccia Che mi perdoni, e sua nuora mi faccia.

Fra molti ch'al servitio erano stati Gia di mio padre: io scelgo dui fratelli: Di grande ingegno, e di gran cor dotati : Ma piu di vera fede: come quelli

Che cresciutici in corte, & allevati Si son con noi da teneri citelli, E tanto miei: che poco lor parria La vita por per la salute mia.

Communico con loro il mio disegno, Essi prometton d'essermi in aiuto, L'un viene in Fiandra, ev'apparecchia un legno L'altro meco in Olanda ho ritenuto,

Hor mentre i forestieri e quei del regno, S'invitano alle nozze: fu saputo Che Bireno in Biscaglia haveauna armata Per venire in Olanda apparecchiata.

Perho che fatta la prima battaglia Dove fu rotto un mio fratello e ucciso Spacciar tosto un corrier feci in Biscaglia Che portassi a Bireno il tristo aviso,

Ilqual mentre che s'arma, e si travaglia: Dal Re di Frisa il resto fu conquiso, Bireno che di cio nulla sapea Per darci aiuto i legni sciolti havea.

Di questo havuto aviso il Re Frisone De le nozze al figliuol la cura lassa, E con l'armata sua nel mar si pone, Truova il Duca, lo rompe, arde, e fracassa

E come vuol Fortuna: il fa prigione, Ma di cio anchor la nuova a noi non passa, Mi sposa in tanto il giovene, e si vuole, Meco corcar come si corchi il Sole.

Io dietro alle cortine havea nascoso Quel mio fedele, ilqual nulla si mosse Prima che a me venir vide lo sposo: E non l'attese che corcato fosse

Ch'alzo un'accetta, e con si valoroso Braccio dietro nel capo lo percosse, Che gli levo la vita e la parola, Io saltai presta, e gli segai la gola.

Come cadere il bue suole al macello, Cade il mal nato giovene, in dispetto DelRe Cimosco, il piu d'ogn'altro fello (Che l'empio Re di Frisa e cosi detto)

Che morto l'uno e l'altro mio fratello M'havea col padre: e per meglio suggetto Farsi il mio stato, mi volea per nuora, e forse un giornouccisa havria me anchora

Prima ch'altro disturbo vi si metta, Tolto quel che piu vale e meno pesa, Il mio compagno al mar mi cala in fretta Da la finestra a un canape sospesa,

La dove attento il suo fratello aspetta Sopra la barca c'havea in Fiandra presa, Demmo le vele a i venti: e i remi all'acque E tutti ci salvian come a Dio piacque.

Non so se'l Re di Frisa piu dolente Del figliol morto, o se piu d'ira acceso Fosse contra di me: che'l di seguente Giunse la dove si trovo si offeso,

Superbo ritornava egli e sua gente De la vittoria: e di Bireno preso: E credendo venire a nozze e a festa Ogni cosa trovo scura e funesta.

La pieta del figliuol, l'odio c'haveva A me:ne di ne notte il lascia mai: Ma perche il pianger morti non rileva E la vendetta sfoga l'odio assai,

La parte del pensier ch'esser doveva De la pietade in sospirare e in guai: Vuol che con l'odio a investigare s'unisca Come egli m'habbia in mano, e mi punisca

Quei tutti che sapeva egli era detto Che mi fossino amici: o di quei miei Che m'haveano aiutata a far l'effetto: Uccise, o lor beni arse: o li fe rei,

Volse uccider Bireno in mio dispetto: Che d'altro si doler non mi potrei: Gli parve poi se vivo lo tenesse Che per pigliarmi in man la rete havesse.

Ma gli propone una crudele e dura Condition, gli fa termine un'anno, Al fin del qual gli dara morte oscura Se prima egli per forza o per inganno

Con amici e parenti non procura: Con tutto cio che ponno e cio che sanno: Di darmigli in prigion: si che la via Di lui salvare e sol la morte mia.

Cio che si possa far per sua salute: Fuor che perder me stessa, il tutto ho fatto, Sei castella hebbi in fiandra, e l'hovendute, E'l poco o'l molto prezzo ch'io n'ho tratto

Parte tentando per persone astute I guardiani corrumpere, ho distratto, E parte per far muovere alli danni Di quell'empio, hor gl'Inglesi, hor gliAlamanni

I mezi, o che non habbiano potuto, O che non habbian fatto il dover loro, M'hanno dato parole e non aiuto: E sprezzano hor che n'han cavato l'oro,

E presso al fine il termine e venuto, Dopo ilqual, ne la forza ne'l thesoro Potra giunger piu a tempo, si che morte E stratio schivi al mio caro consorte.

Mio padre, e miei fratelli, mi son stati Morti per lui, per lui toltomi il regno, Per lui quei pochi beni che restati M'eran del viver mio soli sostegno:

Per trarlo di prigione ho disipati: Ne mi resta hora in che piu far disegno, Se non d'andarmi io stessa in mano a porre Di si crudel nimico, e lui disciorre,

Se dunque da far altro non mi resta, Ne si truova al suo scampo altro riparo: Che per lui por questa mia vita, questa Mia vita per lui por mi sara caro:

Ma sola una paura mi molesta: Che non sapro far patto cosi chiaro Che m'assicuri, che non sia il tyranno Poi ch'havuta m'havra:per fare inganno .

Io dubito che poi che m'havra in gabbia E fatto havra di me tutti li stratii, Ne Bireno per questo a lasciare habbia: Si ch'esser per me sciolto mi ringratii,

Come periuro, e pien di tanta rabbia: Che di me sola uccider non si satii: E quel c'havra di me ne piu ne meno Faccia dipoi del misero Bireno.

Hor la cagion che conferir con voi Mi fa i miei casi, e ch'io li dico a quanti Signori e cavallier vengono a noi, E solo accio parlandone con tanti,

M'insegni alcun d'assicurar, che poi Ch'a quel crudel mi sia condotta avanti , Non habbia a ritener Bireno anchora , Ne voglia morta me, ch'esso poi mora.

Pregato ho alcun guerrier che meco sia Quando io mi daro in mano al Re di Frisa, Ma mi prometta, e la sua fe mi dia: Che questo cambio sara fatto in guisa

Ch'a un tempo io data:e liberato fia Bireno: si che quando io saro uccisa Morro contenta, poi che la mia morte Havra dato la vita al mio consorte.

Ne fino a questo di truovo chi toglia Sopra la fede sua d'assicurarmi, Che quando io sia condotta: e che mi voglia Haver quel Re: senza Bireno darmi,

Egli non lasciera contra mia voglia Che presa io sia: si teme ognun quell'armi Teme quell'armi acui par che non possa Star piastra incontra, e sia quanto vuol grossa.

Hor s'invoi la virtu non e diforme Dal fier sembiante, e dal'Herculeo aspetto, E credete poter darmegli e torme Ancho da lui: quando non vada retto,

Siate contento d'esser meco, a porme Ne le man sue, ch'io non havro sospetto Quando voi siate meco, se ben io Poi ne morro che muora il Signor mio.

Qui la Donzella il suo parlar conchiuse Che con pianto e sospir spesso interroppe Orlando poi ch'ella la bocca chiuse: Le cui voglie al ben far mai non fur zoppe

In parole con lei non si diffuse, Che di natura non usava troppe, Ma le promise, e la sua fe le diede, Che faria piu di quel ch'ella gli chiede.

Non e sua intention ch'ella in man vada Del suo nimico per salvar Bireno: Ben salvera amendui se la sua spada E l'usato valor non gli vien meno,

Il medesimo di piglian la strada: Poi c'hanno il vento prospero e sereno, Il Paladin s'affretta: che di gire All'Isola del mostro havea desire. //

Hor volta all'una horvolta all'altra banda Per gli alti stagni il buon nochier lavela, Scuopre un'Isola e un'altra di Zilanda Scuopreuna inanzi, eun'altra adietro cela

Orlando smonta il terzo di in Olanda, Ma non smonta colei che si querela Del re di Frisa: Orlando vuol che intenda La morte di quel rio prima che scenda.

Nel lito armato il Paladino varca Sopra un corsier di pel tra bigio e nero, Nutrito in Fiandra, e nato in Danismarca, Grande e possente assai piu che leggiero:

Perho c'havea, quando si messe in barca: In Bretagna lasciato il suo destriero: Quel Brigliador si bello e si gagliardo: Che non ha paragon fuor che Baiardo,

GiungeOrlando a Dordreche: e quivi truova Di molta gente armata in su la porta, Si perche sempre: ma piu quando e nuova Seco ogni Signoria sospetto porta,

Si perche dianzi giunta era una nuova Che di Selandia con armata scorta Di Navilii e di gente, un cugin viene Di quel Signor che qui prigion si tiene

Orlando prega uno di lor che vada E dica al Re: ch'un cavalliero errante Disia con lui provarsi a lancia e a spada, Ma chevuol che tra lor sia patto inante,

Che se'l Re fa che chi lo sfida cada La donna habbia d'haver ch'uccise Arbante Che'l cavallier l'ha in loco non lontano Da poter sempre mai darglila in mano.

Et all'incontro vuol chel Re prometta: Ch'ove egli vinto ne la pugna sia, Bireno in liberta subito metta, E che lo lasci andare alla sua via,

Il fante al Re fa l'imbasciata in fretta, Ma quel che ne virtu ne cortesia Conobbe mai: drizzo tutto il suo intento Alla fraude, all'inganno:al tradimento.

Gli par c'havendo in mano il cavalliero Havra la donna anchor che si l'ha offeso, S'in possanza di lui la donna e vero Che se ritruovi, e il fante ha ben inteso,

Trenta huomini pigliar fece sentiero Diverso da la porta ov'era atteso: Che dopo occulto & assai lungo giro Dietro alle spalle al paladino usciro,

Il Traditore in tanto dar parole Fatto glihavea sin che i cavalli e i fanti Vede esser giunti al loco ove gli vuole Da la porta esce poi con altretanti,

Come le fere e il bosco cinger suole Perito cacciator da tutti i canti, Come appresso a Volana i pesci e l'onda Con lunga rete il pescator circonda,

Cosi per ogni via dal Re di Frisa: Che quel guerrier non fugga: si provede Vivo lo vuole e non in altra guisa: E questo far si facilmente crede:

Che'l fulmine terrestre con che uccisa Ha tanta e tanta gente: hora non chiede: Che quivi non gli par che si convegna, Dove pigliar: non far morir disegna.

Qual cauto ucellator che serba vivi Intento a maggior preda i primi augelli Accio in piu quantitade altri captivi Faccia col giuoco,e col zimbel di quelli:

Tal'esser volse il ReCimosco quivi: Ma gia non volse Orlando esser di quelli Che si lascin pigliare al primo tratto: E tosto roppe il cerchio c'havean fatto:

Il cavallier d'Anglante ove piu spesse Vide le genti e l'arme: abbasso l'hasta. Et uno in quella: e poscia un altro messe Eun'altro eun'altro che sembrar di pasta,

E fin a sei ve n'infilzo, e li resse Tutti una lancia, e perch'ella non basta A piu capir, lascio il settimo fuore, Ferito si che di quel colpo muore.

Non altrimente ne l'estrema arena Veggian le Rane de canali e fosse, Dal cauto arcier ne i fianchi e ne la schiena L'una vicina all'altra esser percosse,

Ne da la freccia, fin che tutta piena Non sia da un capo all'altro, esser rimosse La grave lancia Orlando da se scaglia E con la spada entro ne la battaglia.

Rotta la lancia quella spada strinse Quella che mai non fu menata in fallo, E ad ogni colpo o taglio, o punta: estinse Quando huomo a piedi, e quando huomo a cavallo

Dove tocco sempre in vermiglio tinse Lazurro, il verde, il bianco, il nero, il gial Duolsi Cimosco che la canna e il fuoco Seco hor non ha: quando v'havrian piu loco,

E con gran voce e con minaccie chiede Che portati gli sian: ma poco e udito, Che chi ha ritratto a salvamento il piede Ne la citta: non e d'uscir piu ardito:

Il Re Frison che fuggir glialtri vede D'esser salvo egli anchor piglia partito, Corre alla porta, e vuole alzare il ponte , Ma troppo e presto ad arrivare il conte.

Il Re volta le spalle, e signor lassa Del ponte Orlando, e d'amendue le porte: E fugge, e inanzi a tutti glialtri passa: Merce che'l suo destrier corre piu forte

Non mira Orlando a quella plebe bassa Vuole il fellon non glialtri porre a morte Ma il suo destrier si al corso poco vale Che restio sembra, e chi fugge habbia l'ale

D'una in un'altra via si leva ratto Di vista al paladin, ma indugia poco Che torna con nuove armi: che s'ha fatto Portare in tanto il cavo ferro e il fuoco,

E dietro un canto postosi di piatto: L'attende come il cacciatore al loco Co i cani armati e con lo spiedo attende Il fier Cingial che ruinoso scende,

Che spezza i rami: e fa cadere i sassi, E ovunque drizzi l'orgogliosa fronte: Sembra a tanto rumor che si fracassi: La selva intorno: e che si svella il monte,

Sta Cimosco alla posta: accio non passi Senza pagargli il fio l'audace Conte: Tosto ch'appare allo spiraglio tocca Col fuoco il ferro, e quel subito scocca.

Dietro lampeggia a guisa di baleno: Dinanzi scoppia, e manda in aria il tuono: Trieman le mura, e sotto i pie il terreno: Il ciel ribomba al paventoso suono:

L'ardente stral che spezza e venir meno Fa cio ch'incontra, e da nessun perdono: Sibila e stride: ma come e il desire Di quel brutto assassin: non va a ferire.

O sia la fretta, o sia la troppa voglia D'uccider quel baron ch'errar lo faccia. O sia che il cor tremando come foglia Faccia insieme tremare e mani e braccia,

O la bonta divina, che non voglia Che'l suo fedel campion si tosto giaccia Quel colpo al ventre del destrier si torse Lo caccio in terra onde mai piu non sorse,

Cade a terra il cavallo e il cavalliero, La preme l'un, la tocca l'altro apena: Che si leva si destro, e si leggiero Come cresciuto gli sia possa e lena:

Quale il Libico Antheo sempre piu fiero Surger solea da la percossa arena, Tal surger parve, e che la forza, quando Tocco il terren, si radoppiasse a Orlando.

Chi vide mai dal ciel cadere il foco Che con si horrendo suon Giove disserra? E penetrare, ove un richiuso loco Carbon con zolfo e con salnitro serra?

Ch'apena arriva, a pena tocca un poco: Che par ch'avampi il ciel non che la terra: Spezza le mura, e i gravi marmi svelle, E fa i sassi volar sin'alle stelle.

S'imagini che tal poi che cadendo Tocco la terra il Paladino fosse, Con si fiero sembiante aspro & horrendo: Da far tremar nel ciel Marte si mosse:

Di che smarito il Re Frison torcendo La briglia in dietro per fuggir voltosse: Ma gli fu dietro Orlando con piu fretta, Che non esce da l'arco una saetta.

E quel che non havea potuto prima Fare a cavallo, hor fara essendo a piede Lo seguita si ratto, ch'ogni stima Di chi nol vide ogni credenza eccede,

Lo giunse in poca strada, & alla cima De l'elmo alza la spada, e si lo fiede, Che gli parte la testa fin'al collo, E in terra il manda a dar l'ultimo crollo.

Ecco levar ne la citta si sente Nuovo rumor, nuovo menar di spade: Che'l cugin di Bireno con la gente C'havea condutta da le sue contrade:

Poi che la porta ritrovo patente: Era venuto dentro alla cittade, Dal paladino in tal timor ridutta, Che senza intoppo la puo scorrer tutta.

Fugge il populo in rotta: che non scorge Chi questa gente sia: ne che domandi: Ma poi ch'uno & un altro pur s'accorge All'habito e al parlar che son Selandi,

Chiede lor pace, e il foglio bianco porge E dice al capitan che, gli comandi, E dar gli vuol contra i Frisoni aiuto: Che'l suo duca in prigion gliha ritenuto.

Quel popul sempre stato era nimico Del Re di Frisa, e d'ogni suo seguace: Perche morto gli havea il Signore antico: Ma piu perch'era ingiustoempio e rapace,

Orlando s'interpose come amico D'ambe le parti e fece lor far pace, Lequali unite non lasciar Frisone, Che non morisse, o non fosse prigione.

Le porte de le carcere gittate A terra sono, e non si cerca chiave, Bireno al conte con parole grate Mostra conoscer l'obligo che gli have,

Indi insieme e con molte altre brigate, Se ne vanno ove attende Olympia in nave, (Cosi la donna: a cui di ragion spetta, Il dominio de l'Isola era detta.)

Quella che quiviOrlando havea condutto. Non con pensier che far dovesse tanto, Che le parea bastar che posta in lutto Sol lei: lo sposo havesse a trar di pianto,

Lei riverisce e honora il popul tutto, Lungo sarebbe a ricontarvi quanto Lei Bireno accarezzi, & ella lui: Quai gratie alConte rendano ambidui,

Il popul la Donzella nel paterno Seggio rimette: e fedelta le giura, Ella a Bireno a cui con nodo eterno La lego Amor d'una catena dura:

De lo stato e di se dona il governo: Et egli tratto poi da un'altra cura De le fortezze e di tutto il domino De l'Isola guardian lascia il cugino.

Che tornare in Selandia havea disegno, E menar seco la fedel consorte, E dicea voler fare indi nel regno Di Frisa,esperientia di sua sorte,

Perche di cio l'assicurava un pegno Ch'egli havea in mano, e lo stimava forte La figliuola del Re, che fra i captivi Che vi fur molti havea trovata quivi.

E dice ch'eglivuol ch'un suo germano Ch'era minor d'eta, l'habbia per moglie, Quindi si parte il Senator Romano Il di medesmo che Bireno scioglie,

Non volse porre ad altra cosa mano Fra tante e tante guadagnate spoglie, Se non a quel tormento c'habbian detto, Ch'al fulmine assimiglia in ogni effetto.

L'intention non gia perche lo tolle Fu per voglia d'usarlo in sua difesa, Che sempre atto stimo d'animo molle Gir con vantaggio in qual si voglia impresa,

Ma per gittarlo in parte,onde non volle, Che mai potesse adhuom piu fare offesa E la polve, e le palle, e tutto il resto: Seco porto ch'apperteneva a questo.

E cosi poi che fuor de la Marea Nel piu profondo mar si vide uscito, Si che segno lontan non si vedea Del destro piu ne del sinistro lito,

Lo tolse, e disse accio piu non istea Mai cavallier per te d'essere ardito: Ne quanto il buono val mai piu si vanti Il rio per te valer: qui giu rimanti.

O maledetto o abominoso ordigno Che fabricato nel Tartareo fondo Fosti per man di Belzebu maligno, Che ruinar per te disegno il mondo,

All'inferno onde uscisti ti rasigno, Cosi dicendo lo gitto in profondo, Il vento in tanto le gonfiate vele Spinge alla via de l'Isola crudele.

Tanto desire il paladino preme Di saper se la donna ivi si truova, Ch'ama assai piu che tutto il mondo insieme Ne un'hora senza lei viver gli giova,

Che s'in Hibernia mette il piede, teme Di non dar tempo a qualche cosa nuova, Si ch'abbia poi da dir in vano, ahi lasso: Ch'al venir mio non affrettai piu il passo.

Ne scala in Inghelterra ne in Irlanda Mai lascio far: ne sul contrario lito, Ma lasciamolo andar dove lo manda Il nudo arcier che l'ha nel cor ferito,

Prima che piu io ne parli, io vo in Olanda Tornare e voi meco a tornarvi invito, Che come a me: so spiacerebbe a voi: Che quelle nozze fosson senza noi .

Le nozze belle e sontuose fanno: Ma non si sontuose ne si belle, Come in Selandia dicon che faranno, Pur non disegno che vegnate a quelle,

Perche nuovi accidenti a nascere hanno Per disturbarle: de quai le novelle All'altro canto vi faro sentire S'all'altro canto mi verrette a udire.

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CANTO NONO · Ludovico Ariosto · Poetry Cove