qUantunque debil freno a mezo il corso animoso caval spesso raccolga: raro e perho che di ragione il morso libidinosa furia a dietro volga
quando il piacere ha inpronto: a guisa dOrso che dal mel non di facile si tolga poi che gli ne venuto odore al naso o qualche stilla ne gusto sul vaso
Qual ragion fia chel buon Ruggier raffrene si che non voglia hora pigliar diletto di Angelica gentil: che nuda tiene nel solitario & commodo boschetto
di Bradamante piu non gli soviene che tanto haver solea fissa nel petto & se gli ne sovien: pur come prima pazzo e se quella anchor non prezza et stima
Con cui non fora lostinato & crudo Zenocrate di lui piu continente gittato havea Ruggier la lancia: e il scudo & si trahea laltre arme: impatiente
quando abbassando pel bel corpo ignudo la donna gli occhi vergognosamente: si vide in dito il pretioso annello che gia le tolse ad Albraca Brunello
Questo e lannel ch ella porto gia in Francia la prima volta che fe quel camino col fratel suo: che v arreco la lancia la qual fu poi d Astolfo paladino
con questo fe lincanti uscire in ciancia di Malagigi al petron di Merlino con questo Orlando: & altri: una matina tolse di servitu di Dragontina
Con questo usci invisibil de la torre dove lhavea rinchiusa un vecchio rio a che voglio io tutte sue prove acorre? se le sapete voi cosi come io?
Brunel sin nel giron lel venne a torre che Agramante di haverlo hebbe disio da indi in qua sempre fortuna asdegno hebbe costei fin che le tolse il regno
Hor che sel vide: come ho detto: in mano fu di stupore: & di allegrezza piena & quasi dubbia di sognarsi in vano a gliocchi alla man sua credette a pena
del dito se lo trasse: e amano a amano sel chiuse in bocca: e in men che non balena cosi da gliocchi di Ruggier si cela come fa il Sol quando la nube il vela
Ruggier pur dognintorno riguardava & saggirava a cerco: come un matto ma poi che de lannel si ricordava scornato vi rimase & stupefatto
& la sua inadvertenza biastemiava & la donna accusava di quello atto ingrato & discortese: che renduto in ricompensa gliera del suo aiuto
Ingrata damigella: e questo quello guiderdone (dicea) che tu mi rendi? che piu presto involar vogli lannello che haverlo in don: perche da me nol prendi?
che non pur quel: ma il scudo e il destrier snello & me ti dono: e come vuoi mi spendi sol chel bel viso tuo non mi nascondi io so crudel che m odi & non rispondi
Cosi dicendo intorno alla fontana brancolando ne andava come cieco o quante volte abbraccio laria vana sperando la donzella abbracciar sieco
quella che sera gia fatta lontana mai non cesso dandar che giunse a un speco che sotto un monte era capace: & grande dove al bisogno suo trovo vivande
Quivi un vecchio pastor: che di cavalle un grande armento havea: facea soggiorno le iumente pascean giu per la valle: letenere herbe: a freschi rivi intorno
di qua di la lantro erano stalle: dove fuggiano il Sol del mezo giorno Angelica quel di: lunga dimora la dentro fe: ne fu veduta anchora
Et circa il vespro poi che rifrescossi: & le fu a viso esser posata assai in certi drappi rozi aviluppossi dissimil troppo a portamenti gai
che verdi: gialli: persi: azurri: & rossi hebbe: & di quante foggie furon mai non le puo tor perho tanto humil gonna: che bella non rassembri & nobil donna
Taccia chi loda Phyllide o Neera o Amarylli: o Galatea fugace che desse alcuna si bella non era Tityro & Melibeo con vostra pace
la bella donna tol fuor de la schiera de le iumente: una che piu le piace allhora allhora se le fece inante un pensier di tornarsene in Levante
Ruggiero in tanto: poi chebbe gran pezzo indarno atteso sella si scopriva: & che se avide del suo error da sezzo: che non era vicina: & non lo udiva
dove lasciato havea il cavallo avezzo in cielo e in terra: a rimontar veniva & ritruovo che se havea tratto il morso & salia in aria a piu libero corso
Fu grave & mala giunta all altro danno vederse ancho restar senza laugello questo non men chel feminil inganno gli preme al cor: ma piu che questo: & quello
gli preme & fa sentir noioso affanno lhaver perduto il pretioso annello per le virtu non tanto che in lui sono quanto che fu de la sua donna dono
Oltramodo dolente: se ripose indosso larme: & col scudo alle spalle dal mar slungosse: & per le piaggie herbose prese el camin verso una lunga valle
dove per mezo allalte selve ombrose vide il piu largo & piu segnato calle non molto va: ch a destra ove piu folta e quella selva: un gran strepito ascolta
Strepito ascolta & spaventevol suono d arme percosse insieme: onde se affretta tra pianta & pianta: & truova dui che sono a gran battaglia: in poca piazza & stretta
non s hanno alcun riguardo: ne perdono per far (non so di che) dura vendetta luno e gigante alla sembianza fiero: ardito laltro & franco cavalliero
Il cavallier col scudo & con la spada: di qua di la saltando: si difende perche la mazza sopra non gli cada con che il Gigante a due man sempre offende:
giace morto il cavallo in su la strada Ruggier si ferma e alla battaglia attende e presto inchina lanimo: & disia che vincitor il cavallier ne sia
Non che per questo gli dia alcuno aiuto ma se tira da parte: & sta a vedere ecco col baston grave il piu membruto sopra lelmo a due man del minor fere
de la percossa e il cavallier caduto laltro chel vide attonito giacere per darli morte: lelmo gli dislaccia: & fa si che Ruggier lo vede in faccia
Vede Ruggier de la sua dolce & bella & carissima donna Bradamante scoperto il viso: & lei vede esser quella a chi dar morte vuol lempio Gigante
si che a battaglia subito lapella & con la spada nuda si fa inante ma quel che nuova pugna non attende la donna tramortita in braccio prende
Et se larreca in spalla: & via la porta come lupo talhor piccolo agnello o lAquila portar ne lugna torta suole o Colombo: o simile altro augello
vede Ruggier quanto il suo aiuto importa & vien correndo a piu poter: ma quello con tanta fretta i lunghi passi mena che con gliocchi Ruggier lo segue a pena
Cosi correndo luno: et seguitando laltro: per un sentier ombroso et fosco che sempre si venia piu dilatando in un gran prato uscir fuor di quel bosco
verso un palazzo: quel proprio ove Orlando dianzi arrivo: se ben lo riconnosco dentro alla porta il gran Gigante passa dopo arrive Ruggier ne seguir lassa
Tosto che pon dentro alla soglia il piede per la gran corte: et per le loggie mira ne piu il gigante: ne la donna vede et gliocchi in darno hor quinci hor quindi aggira
di su di giu va molte volte: et riede ne gli succede mai quel che desira ne si fa imaginar dove si tosto con la donna il fellon si sia nascosto
Poi che cercato ha quattro volte & cinque di su di giu camere & loggie & sale pur di nuovo ritorna: & non relinque cercar dal tetto fin sotto le scale
esce al fin per veder se in le propinque selve la truovi: ma una voce: quale richiamo Orlando: lui chiamo non manco & nel palazzo il fe tornar ancho
Una voce medesma: una persona ch al buono Orlando Angelica era parsa parve a Ruggier la donna di Dordona che gli ha damor lanima accesa & arsa
se con Gradasso: o con altrui ragiona di quei signor di che la stanza e sparsa a tutti par che quella cosa sia che piu ciascun per se brama & disia
Questo era un nuovo & disusato incanto chavea composto Athlante di Carna perche Ruggier fusse occupato tanto in quel travaglio: in quella dolce pena
chel mal influsso ne andasse da canto linflusso che a morir giovene il mena dopo il castel d acciar che nulla giova & dopo Alcina: Athlante anchor fa pruova
Non pur costui: ma tutti glialtri anchora che di valor in Francia han maggior fama accio che di lor man Ruggier non mora condurre Athlante in questo incanto trama
& mentre fa lor far quivi dimora perche di cibo non patiscin brama si ben fornito havean tutto il palagio che donne: & cavallier vi stanno adagio
Ma torniamo ad Angelica che seco havendo quello annel mirabl tanto che quando e chiuso in bocca ogni occhio cieco fa in veder lei: nel dito tol lincanto
& ritrovato nel montano speco cibo havendo: & cavalla: & veste: & quanto le fu bisogno: havea fatto disegno in India ritornarsene al suo regno
Orlando volentieri o Sacripante voluto havrebbe in compagnia: non ch ella piu caro havesse lun: che laltro amante: anzi di par fu a lor disii ribella
ma dovendo per girsene in Levante passar tante citta: tante castella havea di compagnia bisogno: & guida ne potea haver con altri la piu fida
Hor luno hor laltro ando molto cercando prima che indicio: ne trovasse o spia quando in cittadi: & quando in ville: & quando in alti boschi: & quando in altra via
Fortuna al fin: la dove il conte Orlando Ferrau & Sacripante era: la invia con Ruggier con Gradasso: & altri molti che ve havea Athlante in strano intrico avolti
Quivi entra che veder non la puo il Mago et cerca il tutto: ascosa dal suo annello: & trova Orlando & Sacripante vago di lei cercare in van per quello hostello
vede come fingendo la sua imago Athlante usa gran fraude: e a questo e a quello qual tor debbia di lor molto rivolve nel suo pensier: ne ben se ne risolve
Non sa stimar chi sia per lei migliore il conte Orlando: o il Re de li Circassi Orlando la potra con piu valore meglio salvar nei perigliosi passi
ma se sua guida il fa: lo fa signore chella non vede come poi labbassi qualunque volta: di lui satia: farlo voglia minor: o in Francia rimandarlo
Ma il circasso depor quando le piaccia potra: se ben lo havesse posto in cielo questa sola ragion vuol ch ella il faccia sua scorta: et mostri haverli fede et zelo
lannel trasse di bocca: et di sua faccia levo da gliocchi a Sacripante il velo credette a lui sol dimostrarsi: e avenne ch Orlando et Ferrau le sopravenne
Le sopravenne Ferrau et Orlando: che luno et laltro parimente giva di su di giu dentro & di fuor cercando del gran palazzo: lei ch era lor diva
corser di par tutti alla donna: quando nessuno incantamento li impediva perche lannel ch ella si pose in mano fece dAthlante ogni disegno vano
Lusbergo indosso haveano: & lelmo in testa dui di questi guerrier di chi vi canto ne notte o di: dopo ch entraro in questa stanza: lhaveano mai messo da canto
che facile a portar come la vesta era lor: perche in uso lo havean tanto Ferrau il terzo era ancho armato: excetto ch non havea: ne volea haver elmetto
Fin che quel non havea: chel paladino tolse Orlando al fratel del Re Troiano ch allora lo giuro che lelmo fino cerco del Argalia nel fiume in vano
& se ben quivi Orlando hebbe vicino ne perho Ferrau pose in lui mano avenne che connoscersi tra loro non si poter: mentre la dentro foro
Era cosi incantato quello albergo ch insieme riconnoscer non poteansi ne notte mai ne di: spada ne usbergo ne scudo pur dal braccio rimoveansi
li lor cavalli con la sella al tergo pendendo i morsi dal arcion: pasceansi in una stanza: che presso all uscita dorzo: & di paglia sempre era fornita
Athlante riparar non sa: ne puote che non montino in sella i tre guerrieri per correr dietro ale vermiglie gote all auree chiome: & a belli occhi neri
de la donzella: ch in fuga percuote la sua iumenta: perche volentieri non vede li tre amanti in compagnia che forse tolti un dopo laltro havria
Et poi che dilungati dal palagio li hebbe si che tener piu non dovea che contra lor lo incantator malvagio potesse oprar la sua fallacia rea
lannel che le schivo piu d un disagio tra le rosate labra si chiudea donde lor sparve subito da gliocchi & li lascio come insensati & sciocchi
Tutto che havesse gia fatto disegno di voler seco Orlando o Sacripante ch a ritornar lhavessero nel regno di Galaphrone in lultimo Levante
le vennero amendua subito a sdegno & si muto di voglia in uno instante & senza piu obligarsi o a questo: o a quello penso bastar per amendua el suo annello
Volgon pel bosco hor quinci: hor quindi in fretta quelli scherniti la stupida faccia come il cane talhor se gli e intercetta Lepore o volpe: a cui dava la caccia
che dimproviso in qualche tana stretta o in folta macchia: o in un fosso si caccia di lor si ride Angelica proterva che non e vista: & lor progressi osserva
Per mezo il bosco appar sol una strada credono i cavallier: che la donzella inanzi allor per quella se ne vada che non se ne puo andar se non per quella
Orlando corre & Ferrau non bada ne Sacripante men sprona & puntella Angelica la briglia piu ritiene & dietro lor con minor fretta viene
Giunti che fur: correndo: ove i sentieri a perder si venian ne la foresta & cominciar per lherba i cavallieri a riguardar se vi trovavan pesta
Ferrau che potea fra quanti altieri mai fusser gir con la corona in testa si volse con mal viso aglialtri dui & grido lor dove venite vui?
Tornate a dietro: o pigliate altra via se non volete rimaner qui morti ne in amar: ne in seguir la donna mia si creda alcun che compagnia comporti
disse Orlando al Circasso che potria piu dir costui? s ambi ne havesse scorti per due piu vili: & timide puttane che da conocchie mai trahesser lane?
Poi volto a Ferrau disse: huom bestiale s io non guardassi che senza elmo sei di quel chai detto s hai ben detto: o male senza altra indugia accorger ti farei
disse il Spagnol: di quel che ame non cale perche pigliarne tu cura ti dei? io sol contra ambedui per far son buono quel che detto ho: senza elmo come sono
Deh (disse Orlando al Re di Circasia) in mio servigio a costui lelmo presta tanto che io gli habbia tratta la piazza ch altra non vidi mai simile a questa
rispose il Re: chi piu pazzo saria? ma se ti par pur la dimanda honesta prestagli il tuo: chio non sero men atto che tu sia forse: a castigare un matto
Suggiunse Ferrau sciocchi voi: quasi che se mi fusse il portar elmo aggrado voi senza non ne fusse gia rimasi che tolti i vostri havrei vostro mal grado
ma per narrarvi in parte li miei casi per voto cosi senza me ne vado & andero fin ch io non ho quel fino che porta in capo Orlando paladino
Dunque rispose sorridendo il Conte ti pensi a capo nudo esser bastante far ad Orlando quel che in Aspramonte egli gia fece al figlio dAgolante?
anzi credo io se tel vedessi a fronte ne tremeresti dal capo alle piante non che volessi lelmo: ma daresti laltre arme a lui di patto che tu vesti
El vantator Spagnol disse: gia molte fiate & molte ho cosi Orlando astretto che facilmente larme gli havrei tolte quante indosso ne havea non che lelmetto
& s io nol feci: occorrono alle volte pensier: che prima non shaveano in petto non nhebbi: gia fu: voglia: hor lhaggio: & spero che mi potra succeder di leggiero
Non pote haver piu patientia Orlando & grido mentitor brutto Marrano in che paese ti trovasti? & quando a poter piu di me con larme in mano?
quel paladin: di che ti vai vantando sono io: che tu pensavi esser lontano hor vedi se tu puoi lelmo levarme o s io son huom per torre a te laltre arme
Ne da te voglio un minimo vantaggio cosi dicendo lelmo si disciolse & lo suspese a un ramuscel di faggio & quasi a un tempo Durindana tolse
Ferrau non perde di cio il coraggio trasse la spada e in atto si raccolse onde con essa & col levato scudo potesse ricoprirsi il capo nudo
Cosi li duo guerrieri incominciaro lor cavalli aggirando: a volteggiarsi & dove larme si giungeano: & raro era piu il ferro: col ferro a tentarsi
non era in tutto il mondo uno altro paro che piu di questo havessi ad accoppiarsi pari eran di vigor: pari di ardire ne lun ne laltro si potea ferire
Chabbiate Signor mio gia inteso estimo che Ferrau per tutto era fatato: fuor che la dove: lalimento primo piglia il fanciul nel ventre anchor serrato
& fin che del sepolchro il tetro limo la faccia gli copri: quel luogo armato uso portar: dove era il dubbio sempre di sette piastre fatte a buone tempre
Era ugualmente il principe d Anglante tutto fatato fuor che in una parte ferito esser potea sotto le piante ma le guardo con ogni studio & arte
duro era il resto lor piu che diamante (se la fama dal ver non si diparte) & luno & laltro gia piu per ornato: che per bisogno in le sue imprese armato
Se incrudelisce e inaspra la battaglia d horrore in vista: & di spavento piena Ferrau quando punge: et quando taglia ne mena botta che non vada piena
ogni colpo dOrlando: o piastra: o maglia dischioda: rompe: et apre: e astraccio mena Angelica invisibil lor pon mente che sola a tal spettacolo e presente
In tanto il Re di Circassia: stimando che Angelica dinanzi gli corresse poi che attaccati Ferrau & Orlando vide restar: per quella via si messe
che si credea: che la donzella: quando da lor disparve: seguitata havesse si che a quella battaglia: la figliuola di Galafron: fu testimonia sola
Poi che: horribil come era & spaventosa: lhebbe da parte ella mirata alquanto & che le parve assai pericolosa cosi da lun come da laltro canto
di veder novita voluntarosa disegno lelmo tor: per mirar quanto fariano i duo guerrier: vistosel tolto ben con pensier di non tenerlo molto
Havea di darlo al conte intentione ma di lui prima volea torse giuoco viene: & tol lelmo: e in gremio se lo pone & sta mirar i cavallier un poco
dopo si parte: & non fa semone & lontana era un pezo da quel loco prima che i cavallier vi havessin mente si luno & laltro era nel ira ardente
Ma Ferrau che prima vi hebbe gliocchi si ritrasse ad Orlando: & disse a lui deh come n ha d a male accorti et sciocchi trattati il cavallier che era con nui
che premio fia ch al vincitor piu tocchi sel bel elmo involato n ha costui ritrasi Orlando: & gliocchi al ramo gia non vede lelmo: & tuto avampa in ira
E nel parer di Ferrau concorse chel cavallier che dianzi era con loro se lo portasse: onde la briglia torse & fe sentire i sproni a Brigliadoro
Ferrau che del campo il vide torse gli venne dietro: & poi che giunti foro dove in lherba apparia lorma novella chavea fatto il Circasso: & la donzella
El sentier prese alla sinistra il Conte verso una valle: ove il Circasso era ito si tenne Ferrau piu presso al monte dove il sentiero Angelica havea trito
Angelica in quel mezo ad una fonte giunta era: ombrosa & di giocondo sito ch ognun che passa alle fresche ombre invita ne senza ber mai lascia far partita
Angelica si ferma alle chiare onde non pensando ch alcun le sopravegna & per il sacro annel che la nasconde non puo temer che caso rio le avegna
a prima giunta in su lherbose sponde del rivo: lelmo a un ramuscel consegna poi cerca ove nel bosco e miglior frasca la iumenta legar: si che si pasca
Il cavallier di Spagna: che venuto era per lorme: alla fontana giunge non lha si presto Angelica veduto che gli dispare: & la cavalla punge
lelmo che sopra lherba era caduto: ritor non puo: che troppo resta lunge come il pagan d Angelica saccorse tosto ver lei pien di leticia corse
Gli sparve (come io dico) ella di nante come fantasma al dipartir del sonno cercando egli la va per quelle piante ne i miseri occhi piu veder la ponno
biastemiando Macone & Trivigante & di sua legge ogni maestro & donno ritorno Ferrau verso la fonte dove in lherba giacea lelmo del Conte
Lo riconnobbe tosto che mirollo per lettere che havea scritte nel orlo che dicean: dove Orlando guadagnollo & come: & quando: & a chi fe deporlo
armossene il Pagano il capo: e il collo che non lascio pel duol chavea: di torlo pel duol chavea di quella che gli sparve come sparir soglion notturne larve
Poi che allacciato s ha il buon elmo in testa aviso glie che a contentarsi a pieno sol ritrovare Angelica gli resta che gli appar & dispar come baleno
per lei tutta cerco lalta foresta & poi ch ogni speranza venne meno di piu poterne ritrovar vestigi torno al campo spagnol presso a Parigi
Temperando il dolor che gli ardea il petto di non haver si gran disir sfogato col refrigerio di portar lelmetto che fu dOrlando : come havea giurato
dal Conte: poi chel certo gli fu detto fu lungamente Ferrau cercato ne fin quel di dal capo gli lo sciolse che fra duo ponti la vita gli tolse
Angelica invisibile & soletta via se ne va: ma con turbata fronte che de lelmo le duol: che troppa fretta le havea fatto lasciar presso alla fonte
per voler far quel che a me far non spetta (tra se dicea) levato ho lelmo al Conte questo pel primo merito: e assai buono di quanto a lui pur ubligata sono
Con buona intentione (e sallo Idio) (ben che diverso & tristo effetto segua) io levai lelmo: & solo il pensier mio fu di ridur quella battaglia a triegua
& non che per mio mezo il suo disio questo brutto Spagnolo hoggi consegua cosi di se sandava lamentando d haver de lelmo suo privato Orlando
Sdegnata & mal contenta: la via prese che le parea miglior verso Oriente piu volte ascosa ando: talhor palese secondo era oportuno infra la gente
dopo molto veder molto paese giunse in un bosco: dove iniquamente fra duo compagni morti: un giovinetto trovo: che era ferito in mezo il petto
Ma non diro d Angelica piu inante che molte cose ho da narrarvi prima ne sono a Ferrau ne a Sacripante sin a gran pezzo per donar piu rima
mi tol da tutti il principe d Anglante che di se vuol che nanzi alli altri exprima le fatiche: & li affanni che sostenne nel gran disio di che a fin mai non venne
Alla prima citta ch egli ritruova (perche dandare occulto havea gran cura) si pone in capo una barbuta nuova senza mirar sha debil tempra: o dura
sia qual si vol: poco gli nuoce o giova tanto in la fatagion si rassicura cosi coperto seguita la inchiesta ne notte o di: ne pioggia: o Sol lo arresta
Era nel hora che trahea i cavalli Phebo del mar con rudagioso pelo et lAurora di fior vermigli & gialli iva spargendo dognintorno il cielo
& lasciato le stelle haveano i balli & per celarsi postosi gia il velo quando appresso a Parigi un di passando mostro di sua virtu gran segno Orlando
Vi s in contro due squadre: & Manilardo ne reggea luna il saracin canuto Re di Noritia gia fiero & gagliardo hor miglior di consiglio che di aiuto
guidava laltra sotto il suo stendardo el Re di Tremisen ch era tenuto tra li Africani cavallier perfetto Alzirdo fu (da chil connobbe) detto
Questi con laltro exercito pagano quella invernata havean fatto soggiorno chi presso alla citta: chi piu lontano tutti in le ville: o in le castela intorno
chavendo speso il Re Agramante in vano (per expugnar Parigi) piu dun giorno volse tentar lassedio finalmente poi che pigliar non lo potea altrimente
E per far questo: havea gente infinita che oltra quella che con lui giunta era & quella che di Spagna havea seguita del re Marsilio la real bandiera
molta di Francia ne havea al soldo unita che da Parigi insino alla rivera dArli: con parte di Guascogna (excetto alcune rocche) havea tutto suggetto
Hor cominciando i trepidi ruscelli a sciorre il freddo giaccio in tepide onde & prati di nuove herbe: & arbuscelli a rivestirsi di tenera fronde
raguno il Re Agramante tutti quelli che seguian le fortune sue seconde per farse rassegnar larmata torma indi alle cose sue dar miglior forma
A questo effetto il Re di Tremisenne con quel de la Noritia ne venia per la giungere a tempo: ove si tenne poi conto dogni squadra o buona o ria
Orlando a caso ad incontrar si venne (come io v ho detto) in questa compagnia cercando pur colei come egli era uso ch in la pregion dAmor lo tenea chiuso
Come Alzirdo appressar vide quel Conte che di valor non havea par al mondo in tal sembiante: in si superba fronte chel Dio de larme a lui parea secondo
resto stupito alle fattezze conte al fiero sguardo: al viso furibondo: & lo stimo guerrier d alta prodezza ma hebbe del provar troppa vaghezza
Era giovane Alzirdo: & arrogante per molta forza: & per gran cor pregiato per giostrar spinse il suo cavallo inante: meglio per lui se fusse in schiera stato
perche nel scontro: il principe dAnglante lo fe cader: per mezo il cor passato giva in fuga il destrier: di timor pieno che su non vera chi reggesse il freno
Levasi un grido subito & horrendo che dognintorno nha laria ripiena come si vede il giovene cadendo spicciar il sangue di si larga vena
la turba verso il Conte vien fremendo disordinata: & tagli & punte mena ma quella e piu: che con pennuti dardi da lungi infesta il fior de li gagliardi
Con quel rumor che la setosa frotta correr da monti suole: o da campagne sel Lupo uscito di nascosa grotta o lOrso sceso alle minor montagne
un tener porco preso habbia talhotta che con alto grugnir molto si lagne il barbarico stuolo erasi mosso: verso il Conte: gridando adosso adosso
Saette lance e mazze hebbe in lusbergo mille ad un tempo & nel scudo altre tante chi gli percuote con la spada il tergo chi minaccia da lato & chi davante
ma quel ch al timor mai non diede albergo estima la vil turba: & larme tante: quel ch in la grassa mandra: a laer cupo il numer de lagnelle extima il Lupo
Nuda havea in man quella fulminea spada che posti ha tanti saracini a morte: dunque chi vuol di quanta turba cada tenere il conto: ha impresa dura & forte
rossa di sangue gia correa la strada capace a pena a tante genti morte perche ne targa ne capel difende la fatal Durindana: ove discende
Ne vesta piena di cotone: o tele che circondino il capo in mille volti non pur per laria: gemiti: & querele ma volan braccia & spalle & capi sciolti
pel campo errando va morte crudele in molti varii: & tutti horribil volti et tra se dice in man dOrlando valci Duridana per cento de mie falci
Una percossa: a pena laltra aspetta al fin gli cominciar nanzi a fuggire & quando prima ne veniano in fretta perche era sol: credeanselo inghiottire
non e chi per levarsi de la stretta lamico aspetti e cerchi insieme gire chi fugge a piedi in qua: chi cola sprona nessun dimanda se la strada e buona
Virtude andava intorno con un speglio: che fa veder nel anima ogni ruga nessun vi si miro: se non un veglio a cui il sangue leta non lardir sciuga
vide costui: quanto il morir sia meglio che con suo dishonor mettersi in fuga dico il Re di Noritia: onde la lancia arresto contra il paladin di Francia
Lhasta si ruppe alla penna del scudo del fiero Conte: che nulla si mosse egli che havea alla po sta il brando nudo Re Manilardo al trappassar percosse
fortuna lo aiuto ch el ferro crudo in man dOrlando al venir giu voltosse tirar i colpi a filo ognhor non lece ma pue di sella tramazzar lo fece
Stordito de larcion quel Re tramazza non si rivolge Orlando a rivederlo che glialtri taglia: tronca: fende: amazza: a tutti pare in su le spalle haverlo
come stornelli in ariosa piazza fuggeno nanzi da Falcone o Smerlo cosi di quella squadra homai disfatta altri cade: altri fugge: altri sappiatta
Non cesso pria la sanguinosa spada che fu di viva gente il campo voto Orlando e in dubbio a ripigliar la strada ben che gli sia tutto il paese noto
o da man destra: o da sinistra: vada el pensier da landar sempre e remoto teme che la sua donna in quella parte si resti: onde esso errando piu si parte
El suo camin (di lei chiedendo spesso) hor per li campi: hor per le selve tenne et (si come era uscito di se stesso) usci di strada: e a pie d un monte venne
dove la notte: fuor d un sasso fesso vide un piccol splendor batter le penne el Conte presto a quel sasso si accosta sperando in esso Angelica reposta
Come nel bosco del humil Ginepre o ne la stoppia alla campagna aperta quando si cerca la paurosa Lepre per traversati solchi & per via incerta
vassi ad ogni cespuglio: ad ogni vepre se per ventura vi fusse coperta cosi cercava Orlando con gran pena la donna sua: dove speranza il mena
Verso quel raggio ando con fretta il conte & giunse onde in la selva se diffonde dal angusto spiraglio di quel monte ch una capace grotta in se nasconde
& truova nanzi: ne la prima fronte spini & virgulti come mura & sponde per celar quei ch in la spelonca stanno da chi cercasse lor: per lor far danno
Di giorno ritrovata non sarebbe ma la facea di notte il lume aperta Orlando pensa ben quel ch esser debbe pur vuol saper la cosa ancho piu certa
poi che legato fuor Brigliadoro hebbe tacito viene alla grotta coperta & fra li spessi rami entra in la buca senza chiamar di fuor chi lo introduca
Scende la tomba molti gradi al basso in che la viva gente sta sepolta era non poco spatioso il sasso tagiato apunte di scarpelli involta
ne di luce diurna in tutto casso: benche la intrata non ne dava molta ma ve ne venia assai da una finestra che sporgea in un pertugio da man destra
In mezo la spelonca presso a un fuoco era una donna di giocondo viso quindici anni passar dovea di poco quanto fu al Conte al primo sguardo aviso
& era bella si: che facea il loco salvatico parer un paradiso ben che havea gliocchi di lachrime pregni del cor dolente manifesti segni
Vi era una vecchia & facean gran contese come uso feminil spesso esser suole ma comme il conte ne la grotta scese finiron le dispute & le parole
Orlando a salutarle fu cortese (come con donne sempre esser si vuole) & elle si levaro immantinente & lui risalutar benignamente
E ver che si smarrito in faccia alquanto come improviso udiron quella voce & ad un tempo armato tutto quanto videro intrar un huom tanto feroce
Orlando dimando qual fusse tanto scortese in giusto barbaro & atroce ch in la cavena tenesse sepolto un si gentile & amoroso volto
La vergine a fatica gli rispose interrotta da fervidi signiozzi che da coralli et perle pretiose faceano i dolci accenti venir mozzi
le lachrime scendean tra gigli e rose la dove avien ch alcuna se ningozzi piacciave in laltro canto udire il resto signor: che tempo e homai di finir questo
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