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1463–1537

9

Antonio Tebaldeo

Ognor ch'io penso che partir mi degio e lontano da te fornir mie anni, io mi sento assalir da tanti affanni che a pena in piedi queste membre regio.

E in tanta estremità esser mi vegio che priego il ciel che a morte me condanni, per non mi ritrovar in tanti danni, ché far non mi potria Fortuna pegio.

Ma faccia quanto scia, mio fier destino, allontanando il corpo afflitto e lasso, ché, come soglio, ti serò vicino. Sempre meco serai ad ogni passo;

ma se per debiltà manco in camino, te ricomando il cor, che tieco lasso.

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