O libertà, farai tu mai ritorno?
Debbo io vederti più prima ch'io mora?
Deh, vien' da chi te chiama, aspecta e adora,
pon' mente a l'aspra servitù ch'io ho intorno!
Un parlar dolce, un lume vago e adorno
te mi furorno e seco t'hanno anchora;
e poi che andasti, mai non vissi una hora
lieto, ma tristo fu ciascun mio giorno.
Deh, perché non fu in me l'animo forte
di quel saggio roman che cum sua mano
per non te abandonar se die' la morte?
Vero è che occider sé par caso strano;
ma credi a me, che non è peggior sorte
che viver servo e faticarse invano.