Anima, piedi, orecchie, occhi, che seti
in continuo exercitio già molti anni,
deh, come più fra tante angustie e danni
pensar, far passi, odir, pianger poteti?
Non ve vidi anchor mai un giorno quieti,
ma sper che presto finiran gli affanni;
già se avicina Morte in negri panni,
che sola vi pò far liberi e lieti.
Ma di te mi duol, alma, e di tua sorte:
sendo immortal, seguir d'Amor l'insegna
ti converà doppo le membra morte.
Quanto ti noce l'esser la più degna
parte de nui! ché assai peggio è che morte
vita che in doglia star sempre convegna.