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1463–1537

77

Antonio Tebaldeo

Visto ho più volte le tue eterne carte, hor vedo il loco ove è il tuo fragil velo, sperando di veder poi l'alma in cielo, se andar me fia concesso in quella parte.

Vorrei poter un bel sepulchro farte, per mostrar verso te mio caldo zelo; excusame, io son povero, e no 'l celo: sol lacrime e sospiri io posso darte.

Quanto simili ai toi sono i mei danni! Tu trentaun ne perdesti et io n'ho persi già sette, e son per consumar gli altri anni. In una cosa sol siamo diversi:

simili i studii son, simil' gli affanni, ma assai dissimil' son le rime e i versi.

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