Se saper brami, o vïator, mia sorte,
Serafin sono in questa tomba bruna.
Tre par nimiche a l'om fin nella cuna
qui posto m'han: Fortuna, Invidia e Morte.
Perché pratica avendo in ogni corte
porre sue sedie Invidia e la Fortuna,
con li mei versi e dolci canti all'una
tollea il veleno e a l'altra il girar forte.
Così sdegnate concluderno il patto
con Morte. E la crudel di quelle amica
in Roma vèn, me assalì e ocise a un tratto.
Ma per altro inrichir durò fatica
la ingorda, ché di me tre parte han fatto
la Fama, il ciel e la gran Matre antica.