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1463–1537

710

Antonio Tebaldeo

Posava Seraphyn dal somno oppresso il dì che contra lui Morte il stral prese. Smarrito de l'assalto il braccio stese per tòr la cethra che gli stava apresso;

ma invan, ché i primi a cui fu il campo messo fur lingua e la mano e , onde il si rese. Teco l'alma restò, ché al suo paese senza te ritornar non gli è concesso.

Piangilo, ch'el ne fa pianto e lamento tal che no 'l vide! Fa', se 'l t'ha servita, ch'el possa dir: “Cecilia, io non mi pento!” Che se chi a viver qualche dì ne aita,

in premio ne riporta oro et argento, che merta quel che ne dà eterna vita?

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710 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove