Gli è pur disposto il ciel e gli elementi,
infelice Ferrara, alfin desfarte;
l'aër, la terra, il sol, Nettuno e Marte
e contro te son coniurati i vènti.
Deh, como tanto male, Iove, consenti?
Non vedi lacerarne in ogni parte?
Non odi i cridi e le querelle sparte
e il gran rumore insino al ciel non senti?
Guarda l'aquila tua fiaccata e stanca
col tergo spenachiato e l'ale corte
espettando da te qualche succorso.
Provedi, ché se lei nel fatto manca,
vedren farsi il leon sì altero e forte,
che a Italia metrà la sella e il morso.