S'io avesse libertà, come io vorei,
nel cor te ne faria, Cassandra, un dono;
ma molt'anni son stati et ancor sono
di quel privati questi membra mei:
Flavia mel tolse, e aver mai nol potei.
Così il corpo, como è, nudo ti dono;
e se il presente è vil, cheggio perdono:
se più rico fusse, io più ti darei.
Forsi, accetando quel, cagion serai
che Amor di man di Flavia il mio cor toglia,
dandolo a te, che sei più umana assai.
Scio che compiace Amor ogni tua voglia:
cussì, Cassandra, l'uno e l'altro arai
e io, servendo a te, non arò doglia.