Più non mi maraviglio s'hanno forza
d'arderme gli occhi tuoi vaghi e lucenti
ché, insin nei sassi che ti son presenti,
accendi fiamma che gli speza e sforza.
Arse il tetto vicin qual seca scorza
e insino al ciel gitò soi lampi ardenti,
né ge valse socorso de le genti,
ché acqua foco amoroso non asmorza.
Non conduce il cometa tanti mali
quanti ne portan sotto un bianco velo
gli ochi tuoi, dove Amor tempra i soi strali.
Temo che ancora accenderai il gielo!
E se starai gran tempo in fra i mortali,
vedremo arder la terra, il mare e il cielo.