Oimè, come potrò viver lontano
da te gran tempo in questa acerba vita?
Hor che farò dopoi la tua partita,
privo de gli occhi e del bel viso humano?
O fallace Fortuna, Amor vilano,
ecco novo dolor, nova ferita.
Ognhor ch'io il penso a lacrimar m'invita,
questo caso perverso iniquo e strano.
Vatene in pace e non sperar giamai
vederme al ritornar come hor me vedi:
parla se hai altro a dir mentre son vivo.
E bench'io resti, senza me non vai:
ché 'l cor che già gran tempo in man te diedi
te vien seguendo et io rimango privo.