Prepara, Angelo mio, che il tempo è apresso,
il capello, la verga e il breve manto,
per metterte al camin divoto e santo,
come più volte già tu m'hai promesso.
Stanchi, su l'herba ci porremo spesso,
adoprando io la cetera, tu il canto.
Felice me, che mi potrò dar vanto
che per mia guida ebbi un celeste messo.
Tu il modo mi darai, l'arte e la via
qual tenir debba a visitar colei
che in ventre ebbe chi ha in ciel la signoria.
Et ella arà più grati e' preghi mei,
quando aver mi vedrà per compagnia
te, che un ministro del suo figlio sei.