Skip to content
1463–1537

655

Antonio Tebaldeo

Fiume che bagni il più felice e adorno paese che in Italia hoggi sia posto, da la mia nympha e tua io me discosto: guardala, te ne prego, insin ch'io torno.

E se qui a l'acque tue firmarse intorno vedesti un cygno o altro ucel, fa' tosto tu lo discacci, ché in tal forma ascoso temo che Giove ne la furi un giorno:

Leda con questo modo l'astuto ebbe; né lassar a tue rive apressar thoro: Europa la cagion dir ti saprebbe. Se tu la perdi, l'honor perdi, io moro.

E meglio restar secco a te serebbe: per tutto è acqua, solo è un tal thesoro.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
655 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove