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1463–1537

653

Antonio Tebaldeo

Certo quello è crudel che un corpo ocide e da le membra sue l'alma diparte; non men pecca colui che hoggi in due parte l'aflicto corpo mio sepra e divide.

Questo dico a Fortuna empia che ride d'ogni mio male ho per sua industria et arte. Se da te, donna, il mio corpo si parte, chi serà quel che lo sustenga e guide?

Né i piedi, né il dextrier pòn darmi aita: adopri pur Fortuna ogni suo ingegno, morto son senza te, tu sei mia vita. Ma già provisto è al mio poco sustegno:

lei per nave ordinò la mia partita, ché al corpo morto è bon socorso un legno.

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653 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove