Qual novello nochier seguendo il lito
tenta timido il mar pria che entri drento,
per poter poi spiegar le vele al vento,
facto pel longo exercitar più ardito,
cussì io, col stil mio rozo e mal polito,
d'arte nudo, come ho di barba il mento,
l'interna fiamma che ardermi il cor sento,
sfogando a più alto dir, me stesso invito.
Chi forsi vederà questi mei versi,
che mai veder né udir volse una sorda,
no i lega per notar, ma per dolersi.
Superfluo è contrastar con chi s'acorda:
confessan lor medesmi esser mal tersi,
non bisogna che alcun gli stratii o morda.