I vostri canti, simplici augelletti,
son doglie agionte a mie lacrime amare;
ite lontan de qui donque a cantare,
che l'un non turbe a l'altro i soi diletti!
Vènti süavi in queste fronde astretti,
voi freschi siete e foco è il mio soffiare;
ite lontan de qui donque a spirare,
ché questi troppo son contrarii effetti!
Voi siete verdi, o fiori, et io son secco;
ite lontan de qui donque a fiorire,
ché ogni germe de voi m'è al cor un stecco.
E tu, fulgente Apol, non aparire
ne l'antro ceco ov'io sto sol con Eccho:
s'io me cerco celar, non me scoprire.