Formar tra me non posso alcun disegno,
né mai volger mi scio da parte alcuna,
che sempre inanti non mi sia Fortuna,
che sino in culla ebbe mia vita a sdegno.
Se pur talhora in la sua gratia vegno,
sùbito me si volta oscura e bruna,
e tanto mal a un punto mi raduna
ch'io non scio come me rimanga ingegno.
Ma tenga ferme in me l'usate tempre,
volga la rota intorno e batta l'ale,
ch'io starò saldo e non fia ch'io me stempre!
S'io vinco, acquistarò fama immortale;
se lei me vince, averà infamia sempre,
essendo ella una dea et io mortale.