Che infinita dolceza entro a l'amena
bocca di Laura sia, non può negarse,
ché la mosca che sòle al dolce darse
ve intrò, cantando questa alma syrena.
Ma uscì fuor che l'avea gustata a pena:
ché essendo a un cibo per cui Giove trarse
da l'ambrosia potria, dovea fermarse
né partirsene mai se non ben piena.
E se ivi morir chiusa avea paura,
meglio era morte lì che vita altrove:
dove trovarà mai tal sepultura?
Spesso dal cielo un ben non noto piove!
Più saggia è l'alma mia che non se cura
di me, poiché ve andò né mai si move.