Skip to content
1463–1537

627

Antonio Tebaldeo

Che infinita dolceza entro a l'amena bocca di Laura sia, non può negarse, ché la mosca che sòle al dolce darse ve intrò, cantando questa alma syrena.

Ma uscì fuor che l'avea gustata a pena: ché essendo a un cibo per cui Giove trarse da l'ambrosia potria, dovea fermarse né partirsene mai se non ben piena.

E se ivi morir chiusa avea paura, meglio era morte lì che vita altrove: dove trovarà mai tal sepultura? Spesso dal cielo un ben non noto piove!

Più saggia è l'alma mia che non se cura di me, poiché ve andò né mai si move.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
627 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove