S'io ti scrivo, crudel, l'intenso foco
che ognhor per te più Amor m'acende in petto,
nulla rispondi, e forsi per dispetto
stracci mei carthe e te ne prendi gioco.
S'io vengo al dolce e fortunato loco
ove si mostra il tuo celeste aspetto,
ti torzi altrove, e indarno un sguardo expetto:
cussì la mano e il pie' mi giova poco.
Sol mi giova il dormir: ché in sogno avaro
non m'è il tuo lume; alhor liete e contente
fai mie voglie, alhor mostri averme caro.
E perché a morte il sonno esser parente
se dice, questo augurio mi fa chiaro
che sol morendo fien mie doglie spente.