Skip to content
1463–1537

605

Antonio Tebaldeo

S'io bramasse il metal che a Polidoro fu morte, io servirei chi ne possede; ma la natura al mio apetito diede sprezar qual cosa vile ogni thesoro.

Gran beltà stimo e con gran fe' l'adoro, e cerco, in premio de mia fede, fede; siché, donna, gli è pur trista mercede render per un cor vivo un finto de oro.

E se forsi ti par cambio inequale darme il tuo per il mio, potevi farme parte di quello, et era cosa equale. Credo che vòi con bel modo mostrarme

che quale è questo core, è il tuo amor tale, aciò che da l'impresa abia a levarme.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
605 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove