Non tanto per veder, alma serena,
Roma antica, superba e trïumphale,
quanto per acquistarte una immortale
fama, lassata ho la mia patria amena.
Ché a circuir la terra e farla piena
del nome tuo non bastarian pur l'ale
nonché dei piedi mei la forza frale,
e poi la povertà me stringe e afrena.
Qui a tutto il mondo le tue laude canto,
ché in questo loco ogni natione ariva;
e chi l'ode, ti dà la palma e il vanto.
Ma se vòi che di te qui parli e scriva,
non mi voler da longe struger tanto:
non far tu morto me, se te fo viva.