Io ti conduco un spirto excelso e raro
che in le dolce acque tue bagnar si brama:
empili il vaso e de l'amata rama
non gli volere, Apollo, essere avaro.
Aver tu dêi un tal seguace caro,
ché sol tra gente povera tu hai fama,
et oggi ognun che pò ti spreza e infama,
intento a l'ocio e a l'or che al fine è amaro.
Se costui che esce de l'estense fonte
ti segue, in breve mille altri verranno
signori ad habitar sopra il tuo monte.
E i toi poeti che, scacciati, vanno
nudi, con bassa e vergognosa fronte,
honore e premio in ogni loco aranno.