Ove ne vai, cor mio cieco? Misura
il corso tuo, racogli le sparse ale!
Non sciai che quanto più si monta e sale,
tanto è più la caduta aspera e dura?
Dovria Phetonte pur farte paura
et Icar, che 'l volare intese male.
Non è, se guardi a te, l'impresa equale:
non conviense a un mortal tanta ventura.
Siocco non voler far sì come quello
ucel che, incauto, simplicetto e stolto,
al lume corre, onde se brusa in ello.
Se un bel riso te invita, o un lieto volto,
fugilo, come fugge il lupo agnello,
ché spesso tra bei fiori è il serpe involto.