Mi parto lacrimando e vui restate;
io me vo prevalendo da la Morte,
e vui me conducete a le sue porte,
vedendomi partir e che vui state.
Tute le voglie mie sian biastemate,
doppo ch'el vince mia contraria sorte.
O stelle incrudelite, invide e torte,
perché più al mondo vivo me lassate?
Almen s'ora morisse, io lasserei
il cor senza sua vita ne la mano:
so che mentre lì fusse non morei.
Desteso remarò sopra d'un piano,
di terra si faran le membre mei,
se mi facio da vui, donna, lontano.