Io son quel stanco e travagliato legno,
ch'in tempestoso mar già vinto e lasso,
è, in uno vivo aspro e duro sasso,
spezato e rotto senza alcun sostegno.
Trovome in pianto e lacrimoso sdegno,
e disperato in un terribil passo,
e la potenza mia posta in fracasso.
Né più di questo mondo è lo mio regno.
Perché ogni aiuto, consiglio e governo
ho perso, e gionto in tanta avversitate,
in lacrimosa vita, in pianto eterno,
abiterò con l'anime dannate
portando il breve ch'è scritto a lo 'nferno:
“Lasciate ogni speranza voi ch'entrate”.