Vui me exhortate con parole acorte
a confessarme d'ogni error commesso,
vedendo che sprovisti ne sòl spesso
trovar la ceca et importuna Morte.
Non credo aver con la celeste corte
debito alcun, perhò non mi confesso.
Vero è ch'i'ho amata vui più che me stesso,
et amo et amarò sempre più forte.
Trovo in me questo sol, se gli è, peccato;
vòl la legge de Dio che amar altrui
debiamo, et io il precepto ho seguitato.
Ma ben conviense il confessar a vui,
al cui servitio son tanti anni stato,
né mai, se non da mal, premiato fui.