Skip to content
1463–1537

597

Antonio Tebaldeo

Scio che pensi che, udita la novella, del gran favor che il cielo hora ti presta, lieto ne goda. Anci, Thebaldo, mesta facta è la mente mia sentendo quella.

Debbio alegrarme se tua navicella, ch'era secura in porto, hor è in tempesta? A chi è su in alto sol a cader resta; chi è in mar expecta ognhor vento e procella.

Credo che sapi hormai che sia Fortuna, come è in su rote, come smonta e sale, cieca, calva de dietro, hor bianca, hor bruna. Vivi siché, cadendo, del tuo male

non si possa alegrar persona alcuna: ché più un bon nome asai che un thesor vale.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
597 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove