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1463–1537

587

Antonio Tebaldeo

Che pianger giova in boschi, in selve e in valle? che giova lamentarse in ogni parte e afaticare inchiostro, penne e carte, avendo de mia vita perso il calle?

Arìa dal corso già volte le spalle, ma sperava col pianto humilïarte: hormai ben veggio che ragione et arte più non son meco e che il pensier mi falle.

Lasso, non resta più se non dolerme del ciel, d'Amore e mia contraria sorte, che sempre ferma in un stato dimora. Me stesso ho in odio e queste membra inferme;

venga il mio fin ch'io non rifiuto morte, ma il non poter morire è che m'acora.

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587 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove