Felici ucelli che cantando a volo
giti per l'aria vostri dolci versi!
Ma lasso io che, piangendo i giorni persi,
per sassi, per caverne e boschi volo.
Hor quinci, hor quindi, lamentando solo
mi vo del cielo e de' mei fati adversi;
né per pianti che a terra ognhora versi,
trovo pietade al mio gravoso duolo.
De tutti gli animali inferïore
mi posso dir, ché senza alcun sogiorno,
vagabondo ne vo matina e sera;
et ho sì colma l'alma di dolore,
ch'io non discerno da la nocte il giorno,
l'està dal verno, auton da primavera.