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1463–1537

584

Antonio Tebaldeo

Quanto v'invidio vui che in sorte aveti la sancta e grata compagnia di quella che a me negò Fortuna empia e ribella, sol perché i mei pensier' mai fosson quieti.

Quanto Fortuna e il ciel lodar doveti, che ve ha concesso il ragionar con ella e che l'acorta e sua dolce favella ascoltare et udire ognhor poteti.

Ché se chiuse ve tiene aspra pregione, l'humìl presenza del suo chiaro viso vi fa parer men grave ogni passione. Lei sola vi pò dare il paradiso,

che gli altri per gran preghi e oratïone, e lei commove il ciel con un sol riso.

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584 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove