Spesso me adiro e me medesmo acuso
di questo folle errore e püerile,
e dico: “Stolto, hormai prendi altro stile!
Non vedi il labirynto ove sei chiuso?”.
Da l'altra parte sorge il cor, che è uso
a questo stato e stima ogni altro vile,
provando tale impresa esser gentile,
e resto a sue ragion' vinto e confuso.
Cussì mi do ragione e me riprendo,
hor mi piace il servir, hor mi vergogno,
e il dì più volte di pensier mi muto.
Mentre ch'io parlo e cum meco contendo,
il tempo passa, come una ombra e un sogno:
e moro, e posso aitarme, e non me aiuto.