Qui sotto un antro alpestre e solitario
cinto da l'alpe indomite e terribile,
vivo, se a un morto vivere è possibile,
ché 'l mio viver da morte è poco vario.
Questo è cagion d'Amor falso e nefario,
anzi pur tua, crudel, che in stato orribile
condotto m'hai tal ch'è quasi impossibile
che io viva al voler tuo tanto contrario.
Gli animaletti che qui atorno pascono
per compassion il mio pianto acompagnano
e i sassi per pietà de' monti cascono.
Fermansi i vènti e del mio mal si lagnano;
piangon l'erbette e i fiori che qui nascono:
sol gli ochi toi per me mai non si bagnano.