Sin qua ne la pregion risonar sento
il tuo pianto crudel che mi disface.
Né giorno o nocte mai toa lingua tace
in far contra d'Amore aspro lamento.
Deh, non più, Timotheo: resta contento
a quel che vòl Fortuna e che al ciel piace.
Non sai che doppo guerra è talhor pace?
Che sempre in questo mar non regna un vento?
Seguita pur, ché, se in pregion più forte
fosse rinchiusa, l'alma uscirà fuore,
se de diamante ben fosson le porte.
E facia quel che pò Fortuna e Amore:
quella ch'io fui serò sino a la morte,
ché in me sola è una fede e solo un core.