Vanne a servire a Dio, ché a te son servo:
questo il ciel vòle, e per te in culla giacqui
avolto in fasce, e per servirte nacqui
sin che fia saldo ogni mia polpa e nervo.
E s'io avesse l'età longa qual cervo,
serò quel ch'io fui sempre; e se a te piacqui,
non curo se a Fortuna e ad Amor spiacqui,
e al ciel fallace, instabile e protervo.
Non me incresce il partir, ma sol dolore
prendo, che il viso e il bel aspecto humano
per gran fatiche mutarà colore.
Ma dovendo da te viver lontano,
famme un sol don per più conforto al core:
che almen ti tocchi al dipartir la mano.