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1463–1537

569

Antonio Tebaldeo

Vanne a servire a Dio, ché a te son servo: questo il ciel vòle, e per te in culla giacqui avolto in fasce, e per servirte nacqui sin che fia saldo ogni mia polpa e nervo.

E s'io avesse l'età longa qual cervo, serò quel ch'io fui sempre; e se a te piacqui, non curo se a Fortuna e ad Amor spiacqui, e al ciel fallace, instabile e protervo.

Non me incresce il partir, ma sol dolore prendo, che il viso e il bel aspecto humano per gran fatiche mutarà colore. Ma dovendo da te viver lontano,

famme un sol don per più conforto al core: che almen ti tocchi al dipartir la mano.

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569 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove