Par che Fortuna invidïosa voglia
che un bel principio mai non gionga a riva.
Ecco, quando l'amor nostro fioriva,
del fructo, nel fiorir più bel, ne spoglia.
Più di te cha di me ne prendo doglia,
ché la salute tua da me deriva.
Ma che pò far? Se del veder ne priva,
non pò perhò mutar la nostra voglia.
Siché né me né Amor, ma il cielo acusa;
e se d'amarme non fingesti fuore,
deh, vien talhora ove io serò rinchiusa.
Se portasti per me pena e dolore
senza aver premio alcun, l'honor me excusa:
ma più lo fei per conservar l'amore.