S'avien che mai alcun spirto pïetoso
leggia le rime mie triste e dolenti,
i süavi martyri, i longi stenti,
l'empia fortuna e il mio stato doglioso,
ben potrà dir: “Non ebbe mai reposo
questo amante infelice infra le genti,
anzi continuamente aspri tormenti,
humidi gli occhi sempre e il cor focoso”.
Forse con meco piangeranno molti
e diranno fra lor : “Ben fo crudele
colei che 'l spinse a sì noiosa sorte”.
Se serai viva e che il mio male ascolti,
odendo ragionar d'un tuo fidele,
spero che anchor te incresca de mia morte.