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1463–1537

566

Antonio Tebaldeo

S'avien che mai alcun spirto pïetoso leggia le rime mie triste e dolenti, i süavi martyri, i longi stenti, l'empia fortuna e il mio stato doglioso,

ben potrà dir: “Non ebbe mai reposo questo amante infelice infra le genti, anzi continuamente aspri tormenti, humidi gli occhi sempre e il cor focoso”.

Forse con meco piangeranno molti e diranno fra lor : “Ben fo crudele colei che 'l spinse a sì noiosa sorte”. Se serai viva e che il mio male ascolti,

odendo ragionar d'un tuo fidele, spero che anchor te incresca de mia morte.

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566 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove