Hormai comenzo a risvegliar la mente
dal sonno, ove io era come huom ciecco e morto,
ch'io veggio l'opra longa e il spacio corto,
e l'ultimo mio giorno già presente.
Padre del ciel, che per l'humana gente
prendesti carne e fosti ociso a torto,
driza la barca mia ch'io torni in porto,
salvo dal falso et infernal serpente.
Conosco il mio fallir, ché quando in pace
viver dovea, cercai affanno e guerra,
e potendo aver bene, entrai nel male.
Hor veggio ben che quanto al mondo piace
è un fumo, un sogno, una ombra e non è in terra
cosa che alfin non sia caduca e frale.