Skip to content
1463–1537

563

Antonio Tebaldeo

Hormai comenzo a risvegliar la mente dal sonno, ove io era come huom ciecco e morto, ch'io veggio l'opra longa e il spacio corto, e l'ultimo mio giorno già presente.

Padre del ciel, che per l'humana gente prendesti carne e fosti ociso a torto, driza la barca mia ch'io torni in porto, salvo dal falso et infernal serpente.

Conosco il mio fallir, ché quando in pace viver dovea, cercai affanno e guerra, e potendo aver bene, entrai nel male. Hor veggio ben che quanto al mondo piace

è un fumo, un sogno, una ombra e non è in terra cosa che alfin non sia caduca e frale.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
563 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove