O rauca e debil lingua, o piedi lassi,
o nocte, o giorni, o mesi, o tempi persi,
o lacrime, o sospiri, o rime, o versi,
o carthe, o penne, o inchiostro, o stanchi passi,
o mei tristi occhi lacrimosi e bassi,
che in hora infausta e per mio male apersi,
quando il colpo mortal nel cor sofersi
da quella che nel cielo alegra stassi,
hor siam fuor di speranza e di tormento,
anci radopiato è il nostro male
poi che il bel lume di madonna è spento.
Morto rimango e lei facta è immortale
volando al cielo, ond'io tardi me pento
ch'io posi tanto amore in cosa frale.