Gli occhi c'havean posanza transformarme
de huom vivo in fredo saxo a un sguardo fiso,
le braccia, il pecto e l'angelico viso,
che fòr creati in ciel sol per disfarme,
e le serene ciglia ove afrontarme
soleva Amor, la bocca che a un sol riso
arebbe Giove o il fier Marte conquiso
e nel magior furor toltege l'arme,
son facti terra; et io pure anchor vivo
in lacrime, in sospiri e amaro pianto,
e di speranza son, non d'amor privo.
Seguo una morta col mio tristo canto,
indarno agiazo, sudo, piango e scrivo;
e, come il cygno, in la mia morte canto.